Naples, special day

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È un giorno molto speciale per la Napoli antifascista, città capitale dell’accoglienza, dell’antirazzismo, che con Maurizio Valenzi ha fatto storia per essere  la prima metropoli più a sud dell’Europa con un sindaco di sinistra. Questa Napoli, che ha sonoramente contestato Salvini ad ogni tentativo di ‘sfondare’ all’ombra del Vesuvio, invade pacificamente la piazza del sommo poeta, che avesse facoltà di assistere dall’alto del piedistallo al flash mob di stasera, aggiungerebbe qualche strofa della divina commedia nel cantico del Paradiso. L’ “io ci sarò” ha mobilitato intelligenze, voglia di partecipazione, entusiasmi, per dire alla iattura del leghismo che anche Napoli non “si l(L)ega”. Napoli anche per questo è Italia da Noird a Sud. Staremo stretti come sardine in piazza Dante e i ‘gattini’ si guarderanno bene dal mostrarsi.
A proposito del  ‘truce’ (basta l’aggettivo per capire di chi si parla): peggiorerà il  suo storico assenteismo (dal ministero quand’era all’Interno, da Bruxelles in quanto eurodeputato), contemporaneo al frenetico andare su e giù in Italia per una miriade di mini comizi volanti,  agevolati dall’uso di aerei della polizia. Un bel po’ del suo tempo dovrà sottrarlo agli svaghi del Papeete, impegnato come sarà, a difendersi da processi e querele. La Procura della Repubblica di Palermo ha trasmesso al Tribunale dei Ministri un fascicolo a carico dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Riguarda la mancata concessione del ‘porto di sbarco sicuro’,  (Place of Safety) alla nave Open Arms e, come scrive il procuratore Lo Voi “la conseguente privazione della libertà personale in pregiudizio di numerosi migranti giunti nelle acque di Lampedusa”. Di querele Salvini è oramai collezionista: deve risponderne a Carola Rackete, capitana della Sea Watch, a don Giorgio De Capitani, prete che lo ha denunciato per diffamazione: nel corso di un’udienza sostiene il sacerdote, il ‘truce’ ha dichiarato sotto giuramento fatti  falsi e mi ha accusato di aver commesso un reato, sapendo di mentire. Un terza querela l’ha annunciata il presidente del consiglio Conte e di questo passo l’ex, ex (ministro e vice premier) sarà un osservato speciale del Guinness dei primati.
In tema di razzismo salvinista: Maxime Mbandà, possente terza linea di rugby, venti volte nazionale azzurro, mamma di Benevento e padre medico congolese, nato a Roma e cresciuto a Milano, impegnato nel favorire l’integrazione e la cultura dell’accoglienza, è stato insultato da un automobilista, mentre parcheggiava la sua auto: “Vattene negro di merda, tornatene al tuo Paese”. L’idiota di turno lo ha sfidato a scendere dall’auto, ma si è dato vigliaccamente alla fuga di fronte alla mole del gigante  rugbista, non prima di aver danneggiato la sua auto rigando con il cric la carrozzeria e aver tentato di investire lui e la fidanzata. “Questa volta” è la reazione di  Mbandà “l’insulto non è venuto da un bambino che ha ripetuto senza capirlo quanto ha sentito dai genitori o in televisione. Questa volta non ci sto a tollerare la frase razzista, sono ferito, deluso, danneggiato moralmente. Sono nato in Italia da una donna sannita di Pannarano, un paesino in provincia di Benevento e da un uomo congolese, venuto in questo Paese con una borsa di studio a 19 anni e diventato un Medico Chirurgo sapendo solo lui le difficoltà a cui sia andato incontro. Mi ribello pubblicamente (protesta postata su Facebook, ndr).
Leghisti ed ex over 80. Tale Mario Borghezio, ricordate la sua condanna per i commenti razzisti di cui fu vittima l’ex ministra Cecile Kienge di origine africana? Bene, anzi male, ora è accusato di aver provato a sottrarre documenti relativi alla seconda guerra mondiale dall’Archivio di Stato torinese. Lo denuncia un’impiegata.  Bella gente questi leghisti, che lo Stato ha graziato, consentendo di ‘spalmare’ i 49 milioni di euro truffati nella bellezza di ottant’anni e chissà se fra sessant’anni la Terra esisterà ancora…
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