FERRERO BOOM / ECCO I BAGARINI DELLA NUTELLA

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C’erano una volta (fino a circa un anno fa) i pesantissimi sospetti sull’olio di palma.

Adesso chissenefrega, scordammoce ‘o passato, i Nutella Biscuits (che hanno il loro primo ingrediente nell’olio di palma) sbaragliano il mercato e in tre settimane di vendita Ferrero mette a segno un colpo da 8 milioni di euro.

Ricorderete tutti, infatti, l’epica singolar tenzone tra il colosso Ferrero e tutte le altre case produttrici di dolci e biscotti, queste ultime sotto i vessilli “i nostri prodotti NON contengono olio di palma”, rammenterete le martellanti campagne tivvù e via attaccando a 360 gradi l’uso dell’olio di palma, ritenuto addirittura cancerogeno.

Oggi è esattamente il contrario, quell’olio di palma non solo non fa male, ma fa ottimamente alla salute e le sue qualità sono un toccasana.

Sotto i riflettori della critica quasi universale il palmisto, sul quale Ferrero ha ingaggiato una battaglia campale, uscendone vincitrice e rafforzatissima sul mercato, e sempre più potente a livello internazionale, con un forte shopping di aziende estere.

Oggi dietologi e nutrizionisti affermano esattamente il contrario di quanto sostenuto per un paio d’anni: il ‘palmisto’ è il più indicato per alimenti a lunga conservazione, quello con il ‘punto di fumo’ più resistente ai fattori ambientali e soprattutto il più economico rispetto a tutti gli altri oli vegetali.

Forse era proprio questo il vero nodo, il costo ‘basso’ dell’olio di palma. Quindi tutti gli altri big del settore uniti contro casa Ferrero che, unica, continuava a utilizzare il suo ‘palmisto’.

Numeri stratosferici, da guinness dei primati in questi primi giorni: vendute ben 2 milioni e mezzo di confezioni, con un fatturato, appunto, da 8 milioni di euro.

Giovanni Ferrero, l’amministratore delegato della società, parla di “un fenomeno di aggregazione sociale e di costume italiano”, aggiungendo che “l’operazione sta andando oltre ogni più rosea aspettativa”.

In tilt i supermercati, che non riescono a soddisfare l’incessante domanda.

E cominciano a fiorire storie metropolitane. A partire da Napoli, un palcoscenico quotidiano dove ne succedono di tutti i colori. Stanno spuntando, infatti, i bagarini dei Nutella Biscuits, che fanno incetta di prodotti e poi li rivendono al rialzo. Secondo il borsino dolciario partenopeo, una confezione giunge a costare 9 euro e nei supermercati si arriva alle ‘raccomandazioni’ che non di rado causano liti e tafferugli. Sono frequenti i casi di confezioni messe da parte per alcuni ‘amici’ degli esercenti, scoperti da clienti che protestano con veemenza.

Peccato che nessuno tra i fans di casa nostra possa partecipare alla già mitica inaugurazione del primo Hotel Nutella al mondo, che apre il 10 gennaio in California, nella Napa Valley. Vi si ritroveranno un paio di centinaia di fans della Nutella tutti americani e già selezionati da tempo. Una full immersion (dal 10 al 12 gennaio) nella mitica crema di cacao e nocciole, tutto i dolci (e non solo) possibili a base di nutella, per tutti i palati. E tutto free, “a gratis”!

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