Buone ragioni da spiegare a mia zia leghista – seconda parte

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Seconda ed ultima parte dell’imperdibile scritto di Jacopo Fo che irrompe nel dibattito rovente sulle elezioni del 26 gennaio prossimo in Emilia Romagna. La prima parte è stata pubblicata il 24 novembre.

 

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L’Islam è la radice del male
Facciamo finta che io sono Matteo Salvini e che per una serie di casi fortuiti divento presidente dell’Unione Europea e voglio bloccare l’avanzata dell’Islam antifemminista. Qual è la mia prima mossa?
Il nostro primo scopo dovrebbe essere quello di stroncare il male alla radice.
E per riuscirci innanzi tutto dovremmo capire come funziona il modo di ragionare di un miliardo e 600 milioni di islamici che vivono sotto regimi più o meno dittatoriali.
Perciò, se fossi Salvini, vorrei innanzi tutto provare a mettermi nei panni di un islamico soggiogato da una dittatura fascista, per capire quale sarebbe il mio punto di vista sul mondo.
Eh sì, perché noi europei siamo assillati dalla minaccia islamica, ma loro, gli islamici, vivono un’ansia speculare. Perché appena un musulmano si accorge che è sottomesso con la forza a un regime corrotto, ha generalmente anche la capacità di notare che questo regime è al potere grazie all’appoggio politico e militare di Usa, Gran Bretagna, Francia o Russsia. Oppure è al potere perché, come è successo in Iran, le potenze occidentali hanno appoggiato pazzi assassini come lo Scià che ha massacrato tutta l’opposizione moderata, uccidendo, imprigionando e torturando decine di migliaia di persone, provocando così la rabbia del popolo e lo svilupparsi di gruppi estremisti che poi hanno preso il potere.
Queste cose gli islamici le conoscono bene.
E il nostro islamico si accorge pure che le ricchezze del suo Paese finiscono in gran parte in mano alle multinazionali occidentali. E generalmente intuisce che questo neocolonialismo viene dopo qualche centinaio di anni di colonialismo aperto e violento. Per secoli questi popoli sono stati derubati dall’Occidente in modo selvaggio di ogni loro ricchezza. L’Occidente ha sempre preferito che i prezzi del greggio restassero al di sotto del prezzo dell’acqua minerale. E per lungo tempo ci è riuscito. Non dico tanto per dire, ancora negli anni ‘90 il prezzo del barile di petrolio oscillava sotto i 20 dollari al barile: un barile sono 158,9 litri, cioè pagavamo questo liquido prezioso meno di 13 centesimi al litro.
La grande rapina
Questi islamici non sono stupidi e quando vedono i film di Holliwood, con le nostre case opulente, le strade asfaltate, l’acqua corrente e l’elettricità ovunque, si dicono: “Ecco dove sono finiti i nostri soldi! Ecco che bel mondo si sono costruiti con quello che ci hanno rubato!”
Gli abitanti dei Paesi arabi sanno che per portare avanti questa rapina i colonialisti hanno pensato bene di appoggiare un’elite patriarcale di allevatori guerrieri animata dal più totale disprezzo per la donna e la democrazia. Nei Paesi arabi i cittadini dovrebbero essere tutti benestanti e serviti meglio degli Svizzeri, vista la quantità di miliardi di dollari che avrebbero dovuto guadagnare col petrolio. Invece anche quella fetta di denaro che l’Occidente non ha rubato non si è trasformata in benessere per quei popoli ma è servita a soddisfare i capricci di questi capi tribali che si comprano automobili, aerei, vasche d’oro massiccio e prostitute da ventimila euro a notte, mentre i loro popoli patiscono la fame, l’ignoranza e la mancanza di tutto quanto è necessario.
Ed è da notare che non ci siamo comportati così male solo con gli islamici. Ovunque abbiamo brillato per il sostegno ai peggiori criminali: Bokassa, quello che teneva gli oppositori politici fatti a pezzi in frigo e li offriva impanati agli ospiti era appoggiato dalle potenze occidentali. Così come Amin Dada… Quello che faceva a pezzi personalmente gli studenti. Lui non li mangiava, si limitava a sezionarli. E non dimentichiamo che quando il popolo cileno ha eletto Allende come presidente gli Usa hanno finanziato e protetto un colpo di stato costato decine di migliaia di morti e torturati. Era l’11 settembre di molti anni fa. La lista dei crimini internazionali della Santa Alleanza capeggiata dagli Usa è lunga e spaventosa… Per questo non c’è da stupirsi se in tutto il mondo odiano le armate dei Crociati e temono gli Occidentali, molto più di quanto noi temiamo gli islamici.
Profughi e immigrati
Quindi se mi trovassi ad avere un grande potere e volessi fermare la minaccia islamica, per prima cosa mi occuperei di smettere di appoggiare governi dittatoriali e di addestrare i loro poliziotti alle più raffinate tecniche di tortura.
Disgraziatamente, anche se io fossi il Presidente degli Stati Uniti non potrei, a questo punto, schioccare le dita e trasformare i governi dittatoriali che gli Usa hanno allattato per decenni in democrazie. La democrazia non si esporta, ogni popolo deve far crescere dentro di sè un desiderio assoluto per ottenerla. Ma già smettere di tramare sarebbe un buon segnale.
Ma l’Occidente Cristiano ha a disposizione un’altra potente leva per disinnescare la questione islamica. Risarcire i popoli che ha depredato.
In uno scatto d’orgoglio potremmo comprendere che la ricchezza dell’Occidente è figlia di secoli di rapine e che è ora che si inizi a restituire. Alcuni ricercatori hanno tentato di calcolare quanto oro e argento sia stato rubato dagli spagnoli in Sud America. Una cifra colossale che se fosse aggiunta agli interessi di secoli porterebbe a una mole di denaro con cui si sarebbe in grado di comprare mezza Europa. E cosa succederebbe se gli americani decidessero di indennizzare i discendenti dei 150 milioni di schiavi fatti morire di stenti e delle centinaia di milioni che hanno servito in catene per quasi 400 anni? E quanto the, quante banane, quanto caffé, cacao, diamanti, tungsteno, rame, stagno ci siamo rubati?…
Allora, innanzi tutto converrebbe che quando arrivano a casa nostra profughi e immigrati, Siriani, Libici, Iracheni, Afgani in fuga dalle guerre ordite dall’Occidente e Senegalesi, Marocchini, Colombiani, Cingalesi che scappano dalla miseria, sarebbe il caso si mostrasse loro un minimo di civiltà.
E per noi italiani questo sarebbe doppiamente un dovere morale perché noi dovremmo conoscere e comprendere le sofferenze dell’emigrazione visto che quando gli italiani erano poveri come gli albanesi, e forse di più, andarono in America, in Germania, in Inghilterra e furono trattati a pesci in faccia. Negli Usa, modestamente, poi ci siamo vendicati creando la famosa Malavita di Little Italy.  Per questo dovremmo sapere per esperienza che non conviene far incazzare gli immigrati. Mi sapete dire per quale ragione politica, economica o di sicurezza si fanno stare gli extracomunitari a far la coda per notti intere davanti agli uffici preposti a sbrigare le pratiche per il permesso di soggiorno?  Non potremmo mettere qualche impiegato in più?
Dovremmo trattare i rifugiati che arrivano da noi in modo veramente civile così che l’esperienza di vivere nel nostro Paese li convinca della superiorità della democrazia occidentale. Se noi li accoglieremo come fratelli e daremo loro le nostre conoscenze migliori essi diventeranno più interessati a tornare a casa e creare imprese e costruire la democrazia. E anche a noi farebbe bene capire che ci possono insegnare molto perché sono i depositari di una cultura antica e raffinata.

Ma ho il dubbio che la loro permanenza in Italia, costellata di abusi, disonestà e razzismo, li convinca che l’Occidente è Satana e va schiacciato nel sangue. Non a caso i terroristi che stanno insanguinando l’Europa sono quasi tutti immigrati di seconda generazione. Abbiamo avuto tutto il tempo di dimostrare loro la superiorità della nostra civiltà e abbiamo fallito mantenendoli nell’emarginazione, fornendo loro un’educazione scolastica pessima, lasciando che fossero i telefilm e le stronzate televisive a formare la loro idea del mondo. Abbiamo così guadagnato l’interezza del loro odio.
Combattere la miseria e l’ignoranza
Il secondo fronte della solidarietà si gioca direttamente nei Paesi più poveri del mondo. Per fortuna già molti occidentali sono impegnati ai quattro angoli del pianeta nell’aiuto a donne, bambini e infermi e riescono addirittura a dimostrare che esistono anche cristiani timorati di Dio. Bisogna certo aumentare questo impegno ma la solidarietà dell’Occidente dovrebbe fare un passetto in più.
E potremmo certamente tirare fuori un po’ di soldi e organizzare grandi piani di aiuto allo sviluppo… Magari studiati in modo tale che la maggioranza del denaro non finisca nelle tasche dei funzionari dell’Onu e dei politici locali… E magari si potrebbe anche portare soccorso ai milioni di profughi delle guerre alimentate dagli interessi dei gruppi di potere occidentali.
Lasciare che milioni di persone vivano in condizioni spaventose mentre i nostri mercanti d’armi si arricchiscono con le guerre è un danno di immagine enorme e alimenta l’odio nei nostri confronti. I nostri telegiornali dedicano pochissimo spazio a raccontare come vivono e muoioni nelle tendopoli Palestinesi, Siriani, Iracheni e Libici. Invece le televisioni dei Paesi islamici si occupano spesso di questi drammi. Abbiamo due possibilità: bombardare le televisioni islamiche oppure portare soccorso ai profughi. Mentre scrivo ancora i Paesi occidentali non hanno tirato fuori i soldi che da tempo hanno promesso per alleviare il dramma dei profughi siriani. Vergogna!
Smantelliamo il sistema internazionale con il quale l’Occidente crea la miseria
Ma c’è un’altra azione indispensabile che dobbiamo compiere se vogliamo diminuire l’odio verso di noi da parte degli altri popoli del mondo.
Esiste una rete di iniquità che avvolge il pianeta ed è basata su una serie stupidissima di leggi e leggine, accordi commerciali e regolamenti…Tutte scartoffie apparentemente insignificanti, testi che disquisiscono burocraticamente sulla misura delle banane. E solo se li si legge molto attentamente si scopre che queste curiose classificazioni poi determinano quali siano le banane che possono essere importate in Europa. Siamo al delirio. Si decide per legge la forma delle banane. E si stabilisce perciò che i contadini della tal zona dell’Africa sono fuori norma e non possono venderci le loro buonissime banane perché manca un centimetro…
E poi c’è un altro grande crimine invisibile: la concorrenza sleale.
Per tutta una serie di ragioni il sistema agricolo europeo si basa sul fatto che il prezzo del cibo i cittadini lo pagano non quando vanno al supermercato ma con le tasse. La nostra agricoltura è pesantemente finanziata. I finanziamenti pubblici vanno anche a tutta la filiera alimentare. Può sembrare un bene pagare meno i pomodori in barattolo ma è un’illusione. Perché appunto una parte del prezzo lo paghi con le tasse. Questa situazione ha una ricaduta tragica sul resto del mondo. In molti Paesi i pomodori italiani in barattolo arrivano a un costo inferiore di quello della produzione locale. E i contadini come fanno a sopravvivere? Non ce la fanno. Vanno a fare i disoccupati in città e le loro figlie magari finisce che si prostituiscono.
Noi italiani con le nostre tasse finanziamo anche la concorrenza sleale che affama milioni di contadini.

I monopolisti del cacao e del caffé, i produttori di concimi e di semi transgenici, le aziende che hanno brevettato i semi tradizionali di molti Paesi grazie a leggi assurde, i compratori di banane e gli esportatori di pomodori, non fanno guerre e non torturano nessuno. Sono gente più morbida. Loro strozzano il mercato.
Credo che resteremmo stupiti da quel che succederebbe se tutti i Paesi del mondo potessero semplicemente vendere i loro prodotti in condizioni paritarie senza che le lobby e le multinazionali  possano truccare le carte.

 

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L’islam è violento
Il Corano incita alla Guerra Santa
Se confrontiamo il Corano con la Bibbia scopriamo che l’Antico Testamento è molto più violento del Corano.
L’occhio per occhio è un precetto biblico che autorizza ogni sorta di vendetta.
E l’inferiorità della donna non è una prerogativa solo islamica: nella Bibbia la donna è considerata un essere inferiore, e durante il mestruo deve essere isolata e qualunque cosa ella tocchi diventa tabù.
Contrariamente a quel che si pensa comunemente, il Corano non prevede né la lapidazione, né che le donne girino con il burka. Al contrario è la Bibbia che ordina che le adultere e gli adulteri vengano lapidati (Deuteronomio 22: 22, 23); il Corano (Sura 24, 2-3, “La Luce”) prevede “solo” 100 frustate per adulteri e adultere, ma il peccato deve essere provato dalla testimonianza di quattro testimoni, maschi e attendibili. Cioè, l’adulterio non era punibile nei fatti se l’unione avveniva in un luogo appartato. Se invece l’accusa era mossa dal solo marito era sufficiente che la moglie negasse l’accaduto. Ed erano previste 80 frustate anche per chi accusava qualcuno di adulterio senza produrre 4 testimoni.
È vero che in molti paesi islamici l’oppressione della donna è terribile ma bisogna comprendere che ciò avviene non a causa del Corano ma dei costumi patriarcali che queste popolazioni seguivano prima dell’islamizzazione. Ci sono popoli che si sono convertiti all’Islam avendo una tradizione di grande parità tra maschi e femmine e in questi Paesi si segue una versione molto libertaria dei precetti religiosi. Ad esempio, nel nord del Mozambico presso le popolazioni di ceppo San, le donne non girano velate, ci sono matrimoni misti tra donne islamiche e uomini cristiani o animisti, e se il marito tradisce la moglie lei si sente socialmente autorizzata a fare lo stesso.
Per quanto riguarda la Guerra Santa questo termine viene usato nel Corano con un senso molto ampio sul quale ci sono diverse interpretazioni. Alcuni usano il termine Jihad parlando di lotta per la crescita spirituale interiore.
Ci sono in ogni caso dei brani del Corano che inneggiano alla guerra ma fa specie leggere citazioni volutamente false come nel caso di un articolo apparso sul Tempo a firma di Riccardo Scarpa http://www.iltempo.it/…/l-odio-nel-corano-combattete-chi-no… 1.1481502 . Egli scrive: “Così, per esempio, nella sura 2 (190-193) si legge: ‘Combattete per la causa di Allah coloro che vi combattono, uccideteli ovunque li incontriate, scacciateli. Combatteteli finchè il culto sia reso solo ad Allah’. Sono questi i fondamenti della Guerra Santa.” Diciamo che si tratta di una interpretazione molto libera, il testo originale( http://www.corano.it/corano_testo/2.htm) è infatti il seguente: “190. Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.
191. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

192. Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

193. Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.”
Comunque, anche dal punto di vista della Guerra Santa la Bibbia non ha nulla da invidiare al Corano, anzi il Dio degli Ebrei e dei Cristiani prescrive lo sterminio degli idolatri senza neanche la possibilità del perdono dopo la conversione: egli ordina l’annientamento di parecchi popoli tra questi gli Hittiti, i Gergesei, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Cananei e i Gebusei, (Deuteronomio 7:1-3) i Ferezei (Giudici, 1:4) e i Medianiti (Numeri, 31:17-18). In particolare Dio ce l’aveva con i Medianiti e ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio tra i bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo… ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi.” E siccome l’esercito di Mosé, colto da buon cuore, risparmia la vita delle donne e dei bambini, Mosé va su tutte le furie e si occupa personalmente di dirigere la mattanza dei bambini maschi e delle femmine non vergini.
Il Dio della Bibbia inoltre ordina a Mosé il massacro di tutti gli ebrei che hanno adorato il Vitello d’Oro, e Mosé gli ubbidisce subitamente:
“Chi sta con il Signore, venga da me! Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi. Gridò loro: “Dice il Signore, il Dio d’Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente”. I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo” (Esodo 32:26-28).
Quindi usare gli antichi testi sacri per provare che gli islamici sono intrinsecamente violenti è una sciocchezza. Così come nessun buon cristiano o israelita oggi si sognerebbe di cercare di sterminare i Cananei o lapidare gli adulteri, così anche i moderni islamici non prendono alla lettera i passi del Corano che riguardano la Guerra Santa.
La stragrande maggioranza degli islamici valorizzano come noi le parti del loro testo sacro che incoraggiano la pace, la bontà e la generosità.
Se poi vogliamo fare un discorso sulla cattiveria degli islamici nei secoli passati possiamo osservare che nessuno batte i Cristiani.
Nessuno può competere con i massacri dei crociati in Terra Santa. Il Feroce Saladino era talmente feroce che quando conquistò Gerusalemme risparmiò la vita ai cristiani. E questo nonostante il fatto che quando i Crociati avevano precedentemente preso la città avessero massacrato tutta la popolazione islamica. Le cronache cristiane raccontano che nelle strade di Gerusalemme il sangue arrivava alle ginocchia. E che dire della Santa Inquisizione, dell’industrializzazione della tortura, degli infiniti massacri di cristiani bollati come eretici?
Ma possiamo anche ricordare il genocidio dei nativi americani e australiani, lo sterminio di tutti gli abitanti della Tasmania, e i milioni di morti dovuti alle guerre coloniali nel resto del mondo.
Come possiamo scordare che la Marina inglese fece guerra per due volte contro la Cina per imporre il commercio dell’oppio, massacrando a cannonate la popolazione di Nanchino? A confronto della regina d’Inghilterra quelli del cartello di Medellin sono dei gentlemen!
E che dire della brutalità e della misura dello schiavismo in America?
Non c’è nessun episodio della storia islamica che sia minimamente paragonabile agli orrori dei campi di sterminio organizzati dai cristianissimi nazisti.
E gli islamici non hanno mai buttato la bomba atomica.
I cristianissimi statunitensi lo hano fatto per ben due volte distruggendo Hiroschima il 6 agosto 1945 e Nagasaki il 9 agosto. Una bomba atomica soltanto non era parsa loro sufficiente.
Se si fa a gara a chi è più cattivo non c’è dubbio che vinciamo noi.
Quando si sostiene che però quelli dell’Isis sono più crudeli di tutti certamente si dice una cosa vera. Ma solo se si prende in considerazione la spettacolarizzazione della violenza. I generali del moderno tecnologico Occidente non hanno mai sgozzato un prigioniero di fronte alle telecamere. Questo è vero.
I nostri generali fanno violenza con eleganza, in modo possibilmente invisibile, non girano documentari sulle torture, sui rapimenti, sui bombardamenti di civili, sugli effetti dell’uranio impoverito sulle popolazioni… Ma se contiamo il numero dei morti, dei torturati, e le nazioni che sono piombate nel caos dopo le nostre missioni di pace e i nostri colpi di stato, il conteggio finale del sangue versato non ha paragoni. I più cattivi siamo noi.

 

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Islamici razza inferiore
Gesù essendo ebreo era un semita come gli arabi.
E peraltro non era biondo ma nero di capelli e abbastanza scuro di pelle.
Gli islamici invece non sono una razza, sono una religione.
Ci sono islamici bianchissimi come gran parte dei Bosniaci e degli albanesi, ci sono islamici turchi (da cui pare che discendano gli etruschi e quindi i toscani) e indiani dell’India (in maggioranza ariani come noi); ci sono islamici neri come i nigeriani, olivastri come gli egiziani; con l’86% di islamici l’Indonesia è la nazione a maggioranza musulmana più popolosa del mondo, per lo più hanno gli occhi a mandorla e sembrano cinesi.
Quindi “Islamici razza inferiore” è una frase che contiene un concentrato di idee che non hanno nessun nesso con la realtà.
Inoltre, i razzisti non sanno che il concetto stessa di razza è privo di fondamento: un’enorme quantità di studi, a partire da quelli di Cavalli Sforza, hanno dimostrato che discendiamo tutti da un gruppo di africani neri. Il colore dei capelli, della pelle e la forma del naso e delle labbra sono tratti che si modificano rapidamente, nel giro di qualche migliaio di anni, a seconda del clima dove si vive.
Le moderne tecnologie hanno inoltre dato la possibilità di ricostruire l’albero genealogico di decine di migliaia di individui e si è così scoperto che un nero di New York a volte ha più sangue russo o irlandese di un bianco e che un lombardo purosangue potrebbe essere più arabo di un egiziano. Che poi un siciliano o un calabrese sostengano che gli arabi siano una razza inferiore è solo ridicolo perché nelle loro vene scorre sangue arabo a catinelle.
L’inferiorità araba poi è un’altra assurdità anche dal punto di vista culturale; la nostra cultura ha un debito enorme con questo popolo. Basti pensare che i termini algebra, algoritmo, cifra, zero, azimut, nadir, alambicco, e abaco (fondamentale strumento per la navigazione) derivano dall’arabo. Furono i Mediorientali Sumeri i primi a scoprire il famoso teorema che oggi attribuiamo a Pitagora. Furono arabi i testi sui quali gli europei, nel medio evo, studiarono matematica, geometria, astronomia, zoologia, botanica, chimica, fisica e medicina. E fu grazie agli Arabi che l’Europa riscoprì i testi scientifici greci che essi avevano conservato nelle loro biblioteche.
Si deve agli Arabi la scoperta di specchi, vetrate, maiolica, norie per sollevare l’acqua, chitarra, violino e il segreto per fabbricare i colori lilla, carminio e cremisi.
Sono stati poi gli Arabi a portare in Italia aranci, limoni, albicocche, carciofi, zucchero, zafferano, spinaci, cotone e alcol.
Ci hanno insegnato a fare il caffè, ad accomodarci sui divani, dormire sui materassi, e usare brocche, gomene e costruire casseri sulle navi, e per questo usiamo parole arabe per indicare tutte queste cose.
Gli Arabi portarono poi in Europa molte invenzioni cinesi come la bussola, la carta, i mulini a vento, la seta, le lacche, gli scacchi e le carte da gioco.
La nostra letteratura si è poi sviluppata copiando abbondantemente quella Mediorientale. Tanto per fare qualche esempio Omero attinse al Gilgamesh sumero, la prima grande opera letteraria, per narrare il dolore di Achille dopo l’uccisione di Patroclo.
E sempre dal Gilgamesh deriva il racconto Biblico dell’Arca di Noè.
E Dante trasse ispirazione per scrivere la Divina Commedia dal Isra’ e Mi’raj e da altri testi arabi e non a caso nella Divina Commedia esprime la sua stima per Averroè (“Averrois, che’l gran comento feo” Commedia, Inferno, IV, 144), Avicenna e Sigieri da Brabante. Insomma sostenere che gli Arabi sono una razza inferiore è una boiata pazzesca.

 

Conclusioni
Ci sarà un futuro? Ci sarà un futuro.
Come ho scritto all’inizio possiamo essere ottimisti di fronte ai casini del mondo solo se speriamo in un salto di qualità enorme che sappia riscattare i destini umani da questo groviglio di odio e nefandezza, inquinamento, criminalità, demenza, droga e terrore.
Noi che abbiamo bazzicato i marxisti in gioventù sappiamo bene che un simile scatto d’orgoglio avrebbe bisogno di un cambiamento epocale, del modo stesso di vivere e lavorare.
Un cambiamento tale che possa indurre nell’uomo e nella donna un salto di qualità mentale.
In effetti, nelle notti nelle quali sono ottimista e non mi pento di aver messo al mondo altri esseri umani, spero che questo cambiamento sia già avvenuto. L’invenzione tecnologica che ha cambiato la nostra vita quotidiana esiste: è il computer.
Per migliaia di anni l’essere umano non ha avuto la prova certa dei suoi errori. Alla fine contavano i risultati. A volte i pensieri sbagliati portavano a risultati giusti. A volta pensieri giusti avevano effetti disastrosi. La stupidità umana perciò, fino ad oggi, è restata velata. Fino a pochi anni fa ognuno di noi aveva pochi mezzi per scoprire quanto fosse fesso. Il computer invece ci mette ogni giorno davanti alla nostra incapacità di ragionare con coerenza. Al computer non interessa se tu protesti perché ha cancellato tutto il tuo lavoro che non avevi salvato prima di schiacciare il tasto “distruggi!”. Urla quanto vuoi. Il computer non ti sente neanche. E prima o poi, se proprio non sei scemo, riesci a capire che devi stare un po’ più attento e ragionare assicurandoti di aver prima acceso il cervello.
Forse il computer sta facendo sì che la mente umana stia realmente cambiando dentro, lentamente. Il buon senso sta avanzando via via che milioni di esseri umani giungono a vedere con i propri occhi che è vero che, se non fai una copia dell’hard disk, prima o poi piangi perché ti è saltato tutto e ti si è cancellato il romanzo che avrebbe venduto un milione di copie e avevi finito di scriverlo giusto ieri, cazzo!
La mente umana sta finalmente imparando a pensare?
Verrebbe da dire di no.
Ma forse questo fenomeno sta accadendo sotto i nostri occhi senza che si riesca a vederlo. Chissà. Speriamo che sia così. Speriamo che il computer sia capace di resettarci il cervello. E magari anche l’anima. Speriamo che sia la medicina giusta. Speriamo che faccia effetto in fretta.
In caso contrario, non dovesse esserci un salto di qualità nei cervelli, allora, ci sarà solo da osservare come fa una civiltà quando crolla. E non crolleremo solo noi, crolleranno l’Islam e il resto del mondo.
A noi, resterà solo la magra soddisfazione di poter dire: “l’avevamo detto”.
Per una botta di ottimismo vedi anche “Non è vero che tutto va peggio” Edizioni Emi,
www.commercioetico.it
E la seconda parte di “Servono più pacfisti sulle barricate” http://www.jacopofo.com/dove-sono-i- pacifisti

POSTAFAZIONE
Amo gli arabi.
Amo i musulmani.
Amo le loro canzoni e come sorridono ai loro bambini.
Amo la loro cucina e come danzano. Amo la loro sincerità e il loro coraggio. Li amo perché viviamo sulla stessa terra, ci bagniamo nella stessa acqua e a ogni respiro io prendo dentro di me la stessa aria che hanno respirato per migliaia di anni Arabi, Asiatici, Americani, Africani e Australiani.
E vediamo lo stesso sole e la stessa luna e forse il nostro Dio non è poi così diverso.
E questo mondo sarà un posto meraviglioso dove vivere quando avremo scacciato la guerra dai nostri cuori.
Forse arriverà un giorno nel quale nessuno penserà più che esista qualche cosa che valga più della pace.
Io sono tra quelli che ancora sperano.
Se coltivi l’idea della superiorità o della vendetta non potrai mai essere d’accordo con neppure una delle mie parole.
Perché quel che scrivo con l’inchiostro della pace perde ogni senso se è letto con gli occhiali della guerra.

tratto dal Blog di Jacopo Fo
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