“Ite con Bella ciao, missa est”

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È ancora in evidenza lo scandalo di un prelato del calibro di Ruini, che dichiarandosi di fatto leghista, meriterebbe la scomunica e di spogliarsi immediatamente della veste cardinalizia dopo l’ignobile endorsement amplificato dai media per il truce Salvini, razzista, xenofobo e contiguo alla destra neo nazista di Forza Nuova e Casa Pound (in un covo sequestrato un arsenale di guerra). Ruini: Il dialogo con Salvini è doveroso. Non condivido l’immagine tutta negativa che viene proposta di lui in alcuni ambienti  Credo che abbia notevoli prospettive davanti a sé”. Non specifica quali prospettive e fa bene, considerato che il suo referente politico ha qualche cosuccia da sbrigare con la giustizia.
Attaccato per lo stop agli sbarchi dei migranti, accusato di strumentalizzazione per il bacio al rosario nei comizi, il leader leghista si compiace del giudizio dell’ ex presidente Cei: “Grazie Ruini”
Apriti cielo. Giornali e politicanti di destra crocifiggono don Biancalani, parroco della chiesa di Vicofaro (Pistoia), che al termine della messa ha cantato “Bella ciao” insieme ai fedeli.
Idiota il commento di   Salvini:  “Ricordate il prete toscano che vorrebbe portare tutta l’Africa in Italia? Oggi concertino ‘sardinante’ di Bella ciao a messa. Tra un po’ lo vedremo a Sanremo (roba da matti). Ecco un  esempio di robusta ignoranza, che etichetta quel canto come ‘comunista’ e merita il commento del giornalista Emilio Mola:
 “Gentile senatore Salvini, in un’Italia ancora normale non sarebbe un parroco che canta Bella Ciao a dover scandalizzare lei o qualcun altro. La vera ‘roba da matti’ è sapere che ci sono ancora milioni di italiani come lei convinti per buona fede o disonestà che Bella Ciao sia la canzone di un partito politico. ‘Roba da matti’ è sapere che un leader politico spaccia a milioni di italiani Bella Ciao come una canzone ‘comunista’ pur sapendo  (canticchiatevela in testa se volete) che Bella Ciao non parla di comunismo, né di rivoluzione proletaria, di bandiere rosse, di Sole dell’Avvenire, di lotta di classe. Bella Ciao parla di un italiano che dà la vita per liberare l’Italia dagli invasori nazisti e dai traditori fascisti che ammazzano gli  italiani. Non parla di comunismo. Non è ‘Bandiera rossa’. Bella ciao è la canzone del Movimento Partigiano Italiano. E il Movimento partigiano non era comunista (ma lei, da leghista non è mica tenuto a conoscere la storia), né di sinistra, né di destra, né di centro, né di sopra, né di sotto. Era di popolo. Era del popolo italiano antifascista.”
Don Biancalani ha trasformato i locali della Chiesa in un centro di accoglienza per stranieri e si è mostrato solidale con il movimento delle sardine: “Anche Vicofaro non si Lega. Nessun dialogo per chi fomenta l’odio. I cristiani sono partigiani della Giustizia, dell’amore e della solidarietà”. La diocesi lo censura, ma chissà, Papa Francesco, informato, accennerebbe anche lui all’incipit di Bella Ciao: “…l’altra mattina, mi son svegliato e ho trovato l’invasor…o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao…”, con buona pace di Ruini sponsor di Salvini.
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