GILET GIALLI / UN MOVIMENTO VIVO E CONDIVISO

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Non se ne parla più, almeno in Italia, e quindi non esistono. Il solito sistema disinformativo che detta legge nel nostro sgarrupato Paese.

Si tratta dei gilet gialli, che oggi celebrano il loro primo anno di lotta, infatti il primo sabato è stato quello del 17 novembre 2018.

Da noi vengono del tutto ignorati. Mentre invece un fresco sondaggio francese pubblicato su “Le Figarò” documenta esattamente il contrario.

L’indagine statistica è stata elaborata da Odoxa-Dentsu Consulting, un istituto di ricerche transalpine, che ha intervistato una consistente fetta di cittadini parigini e non solo.

Sorprendenti – visto appunto il clima di ignoranza che regna da noi – l’esito dell’indagine.

Ecco cifre e statistiche, come viene dettagliato in una news francese.

“Ad un anno dalla nascita del movimento, i gilet gialli godono ancora del sostegno di 2 francesi su 3. Per il 69 per cento degli intervistati il movimento è stato ‘abbastanza o molto giustificato’, mentre solo il 13 per cento dei francesi si dice contrario alle loro azioni ‘per niente giustificate’. Il 58 per cento degli intervistati – prosegue la nota diramata da Odoxa – valuta positivamente i risultati ottenuti dai manifestanti. Una percentuale che cresce di qualche punto tra i cittadini con un livello di studi inferiore: il 63 per cento considera ‘una buona cosa’ la battaglia portata avanti dai gilet gialli”. Tenendo invece conto del livello retributivo – commenta le Figarò – “il sondaggio conferma che per il 67 per cento con uno stipendio inferiore a 1.500 euro mensili le ripercussioni sono state buone per loro, contro il 38 per cento di quanti guadagnano più di 3.500 euro. Al contempo il 64 per cento dei francesi considera che il presidente Emmanuel Macròn e il governo non hanno sufficientemente tenuto conto delle rivendicazioni avanzate dal movimento”.

Cifre da buttare nei cassetti?

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