‘800 NAPOLETANO / L’IMPERDIBILE FILO DIRETTO DI GARBETTA SU CANALE ITALIA

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Mercato dell’arte e televisione. Un binomio che ha fatto registrare buone performance, anni fa, poi una decrescita non troppo felice, sia sotto il profilo degli ascolti che delle vendite.

Da alcuni mesi si sta verificando una ripresa. Secondo alcuni esperti, il quadro sta ricominciando ad essere visto come un bene rifugio, soprattutto se le opere sono di livello. Tira il contemporaneo, che non appassiona gli storici, però fa tanto tendenza. Ma cominciano a riprendere fiato segmenti per molto tempo messi nel cassetto e oggi capaci di trovare spazio, ad esempio l’ottocento napoletano.

Tra le tivvù meglio posizionate sul fronte delle televendite di qualità, da segnalare Canale Italia, che può contare sull’ammiraglia di canale 160 e su molti altri segnali sparsi in tutta Italia, una quarantina in tutto. Nasce nel padovano, infatti, e man mano si irradia in tutto il Paese per impulso del suo fondatore e patròn Lucio Garbo.

Il gallerista e critico d’arte Mario Garbetta. Nelle altre foto, due suggestive opere di Leon Giuseppe Buono

E sul versante delle aste di quadri spicca l’appuntamento della domenica (ore 10-12) con Mario Garbetta, “Filo Diretto Arte”. Critico, autore di decine di pubblicazioni, Garbetta è un veterano delle vendite di quadri, dipinti e disegni, soprattutto dell’ottocento napoletano.

Per il prossimo appuntamento di domenica 17 novembre (che va in tutta Italia, con molti canali sul digitale terrestre, in Campania sul Canale 93 di TLA) c’è soprattutto una novità: un’intera collezione viene mostrata, illustrata, ampiamente descritta e messa in vendita, oltre trenta opere. L’autore è uno dei maggiori talenti a cavallo tra ‘800 e ‘900: Leon Giuseppe Buono.

Per conoscerlo meglio, è utile leggere quanto di lui tratteggia il “Comanducci”, ossia la Treccani dell’arte. “Nato a Napoli nel 1988, vive a Pozzuoli. Studiò nell’Accademia di Napoli. Giovanissimo esordì, in mostre collettive, con opere che destarono subito l’ammirazione ed il plauso di amatori e critici, ottenendo numerosi premi. Girò molto in Italia ed all’estero, esponendo le sue opere nelle principali città e capitali d’Europa, delle Americhe, dell’Australia e del Giappone. Parecchi dipinti si trovano oggi in molte gallerie d’Arte e presso enti pubblici e privati di dette capitali e città, specialmente a Napoli. Si ritirò a Pozzuoli, città di elezione, dopo prima grande guerra. E’ stato più volte premiato partecipando alle maggiori competizioni di arte”.

E ancora, sotto il profilo artistico: “Nei suoi quadri vibrano, in una lirica ed armonica fusione, le luci e le ombre, i colori caldi e freddi, smaglianti e trasparenti. La tecnica è delicata ed accorta, dinamica e intelligente. Il pittore vi trasfonde una sensibilità artistica assolutamente personale. Pur restando ribelle a tutte le forme di tendenze moderne, pur fedele ai tradizionali canoni dell’arte pura, riesce tuttavia a modernizzarsi sobriamente attraverso un modo si sentire tutto proprio”.

Buono si è spento nel 1975, nella sua Pozzuoli, dove – pennella il Comanducci – “viveva in beata solitudine”.

In uno dei suoi più importanti lavori “L’Archivio – Falso o autentico – Raccolta di perizie e documenti sulla pittura napoletana tra ‘800 e ‘900”, Garbetta ricorda la figura di Buono. “Questa ricerca – scrive subito in prefazione – vuole soprattutto essere un mezzo di informazione per quanto concerne il campo artistico e commerciale della pittura napoletana. La passione per l’arte l’ho avuta sin da piccolo, influenzato anche dalla figura di uno zio paterno, noto pittore puteolano, Leon Giuseppe Buono”.

Un volume che insegna molte cose anche adesso, ad oltre un quarto di secolo di distanza: perché accende i riflettori su un sempre prolifico mercato, quello del falso nell’arte. Scriveva Renato Colantonio nella introduzione: “Realizzato con intento documentaristico, vuol essere un ‘libro bianco’ capace di richiamare l’attenzione degli amatori, degli studiosi e delle autorità sul fenomeno delle falsificazioni, che ormai ha invaso il mercato dell’arte”.

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