SARNO / UNA LUNGA STORIA NEL FANGO KILLER

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Dopo oltre vent’anni la drammatica situazione a Sarno, nel salernitano, non migliora. Sono trascorsi infatti 21 anni dalla tragedia che devastò la cittadina, sommergendola sotto il fango.

Ed anche oggi il fango la inonda, dopo le prime piogge di novembre.

Leggiamo una cronaca locale: “Sono circa 200 le persone che hanno lasciato le proprie abitazioni a Sarno. Alla base dell’evacuazione, l’ordinanza del sindaco Giuseppe Canfora che, in via precauzionale e alla luce di quanto accaduto nella notte tra domenica e lunedì, con le strade invase dal fango e detriti venuti giù dal versante del Saretto, ha ordinato che i residenti di quella zona si allontanassero dalle proprie case. Evacuati a Siano anche 63 residenti di due strutture sanitarie di via Santa Maria delle Grazie”.

Denunciano alcuni cittadini: “Siamo nelle stesse condizioni di allora, cominciano le piogge e noi siamo in balia dell’acqua e del fango. Non sono mai stati fatti interventi seri e radicali, hanno messo solo pezze a colori. Figuriamoci nei prossimi mesi. Tutto il territorio dalle nostre parti non tiene più, prima o poi restiamo tutti sepolti”.

E la Voce, all’epoca (maggio 1998) lanciò dei pesanti j’accuse. “Da Mani pulite e mani nel fango”, e poi “Kriminal Fango” i titoli di due cover story. Ecco qualche fior tra fiore: “La montagna di fango abbattutasi su centinaia di vittime innocenti non piove dal cielo. E’ il risultato di decenni di corruzione, malapolitica, connection malavitose, business miliardari che hanno ingrassato i bilanci della camorra spa”.

Più in dettaglio. “A progettare la rete idrica di Sarno – oggi chiamata in causa per la sciagura – sono state due vecchie conoscenze, Marco Cordasco e Vincenzo Maria Greco. Una storia analoga a quella dei Regi Lagni, altro j’accuse storico della Voce”.

 

L’articolo della Voce di maggio 1998. In apertura l’alluvione di Sarno

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