‘Stevemo scarz’ (tradotto ‘ci mancava anche questo’…)

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Bocche cucite, media in sordina, silenzi tombali: l’Italia delle struggenti nostalgie non sembra meritare un’adeguata amplificazione dei media, di quasi tutti, sicché l’omertà con l’interessata indifferenza desta motivata perplessità e qualche legittimo sospetto. Vuoi vedere che dalle ceneri della defunta Dc il possente regno della Chiesa va compiendo il ‘miracolo’ della sua resurrezione? Il pronostico non è campato in aria. L’Italia della politica è un pianeta anomalo che in obbedienza agli umori ondivaghi dei suoi sfarfallanti cittadini è primatista in parti plurigemellari di partiti e partitini. Niente a che vedere con il dualismo conservatori-laburisti del Regno Unito (pardon, disunito in questa stagione di belligeranza pro-anti brexit), o con l’antagonismo americano democratici-repubblicani.
Con pazienza, cercate in internet i competitori  delle ultime elezioni politiche e contateli. Eccoli: Pd, 5Stelle, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Mdp, Possibile, Sinistra Italiana, Alternativa Popolare, Civica Popolare, Noi con l’Italia, Insieme, Socialisti, +Europa, Liberi e Uguali, Partito Repubblicano Italiano, Potere al Popolo, Partito Comunista, Per una Sinistra Rivoluzionaria, Partito Comunista dei Lavoratori, Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Forconi, Monarchia, Popolo della Famiglia, Rinascimento, Popolo della Costituzione, Popolo Partite Iva, Dieci volte meglio, Libertà di Cura, Movimento Italia nel Cuore, Stato Moderno Solidale, Partito Valore Umano, Democrazia Cristiana, SudTiroler Volkspartei, Autodeterminazione, Grande Nord, Fronte Friulano, Patto per l’Autonomia. E liste all’estero: Movimento  Maie, Unione Tricolore, Free Flights to Italy, Unione Sudamericana Emigranti. L’elenco, a ben guardare, include una costola di Forza Italia, che ha dato la vita al logo Democrazia Cristiana, riesumato da Rotondi, il quale, alla luce di un prevedibile accadimento, sembra destinato all’attributo di profeta. Succede che la Chiesa ‘s’è  desta’ e annusato l’odore di diffuso moderatismo, sembra decisa a proporsi come soggetto di primo piano della politica italiana, sotto le non mentite spoglie di Partito Cattolico. Che ne abbia i requisiti è nei fatti. Nel Paese che fu  del Pci di Berlinguer di sinistra c’è poco o niente e domina il magma indistinto di buona parte del Pd, dei 5Stelle, del residuo di berlusconismo, dell’inedito centralismo del renziano “Italia Viva”,  che tende a raccattare gli ex Dc confluiti nel Pd, della sequenza di gruppi e gruppettini presenti nella lista dei circa quaranta  competitori per il voto delle ultime politiche.
Non è ancora il “vi benedico” di Papa Francesco  e della Cei,  formidabile potentato dei cardinali, ma l’operazione è partita ed è in puro stile democristiano: “Né destra, né sinistra” è il titolo del progetto sponsorizzato da Zamagni, big del Vaticano, per in partito dei cattolici vivo e quasi vegeto dopo mesi di gestazione, con sovrintendente il cardinale Bassetti e la condivisione parallela di gruppi laici. Il motore dell’iniziativa a tre cilindri può contare su ‘Politica Insieme di Zamagni, Rete Bianca, sull’attivismo di ex parlamentari e su Costruire Insieme, guidato dal senatore Tarolli.  Il fulcro del progetto si arricchisce per intrecci con realtà collaterali (‘Popolari’, Associazioni che hanno come riferimento i ‘grandi’ della Dc, esponenti delle cultura e dell’imprenditoria cattolica). Il via al progetto è un inedito del proclama di ogni movimento politico nascente, ovvero il ‘Manifesto’, sostenuto da 500 firme iniziali di personaggi che temono l’adesione dei cattolici al salvinismo e l’assenza di alternativa ai soggetti politici dominanti in Italia. Obiettivo della neonata ‘Dc’? Il turno elettorale di primavera. Prossimo step il toto nomi per la classe dirigente.  La boscaglia delle offerte agli elettori italiani s’infittisce con questo sorprendente percorso a ritroso di settantacinque anni che fa suonare a tutto volume il campanello d’allarme per i partiti di maggioranza e opposizione.  Viva l’Italia.
Lo spara balle Salvini perde il pelo non  il vizio di mentire. Mente sulla truffa leghista dei 49milioni allo Stato, mente sulla trattativa con i russi per la tangente di 65 milioni dell’affare gasolio e prova a uscire dalla depressione per l’auto espulsione dal governo giallo verde con menzogne truffaldine. L’obiettivo è di imputare all’esecutivo in carica un’invasione biblica di migranti. Lo sputtana la ministra Lamorgese, scusate la brutalità del verbo mai così appropriato, che ha finalmente restituito dignità al Ministero dell’Interno. La clamorosa bugia di Salvini: “Con questa maggioranza e i ‘porti aperti’ gli sbarchi di migranti sono triplicati. La ministra: “Nell’anno in corso meno di diecimila arrivi, contro i 22mila del 2018, meno del 60 percento. L’unico incremento è quello degli approdi di piccole imbarcazioni  nel mese di settembre, degli sbarchi autonomi,  tendenza già registrata in Aprile quando erano ancora al governo Lega e 5Stelle. Importante inedito  è l’accordo, per ora parziale, per l’accoglienza dei profughi con altri Paesi europei, come la Francia e la Germania”.  Le chiedono: “Circola la voce e si può immaginare per iniziativa di chi, sulla disponibilità dell’Italia a consentire che la Germania ci spedisca immigrati, con voli charter…” “Fake news, falso. La verità? Nel 2018 e in quest’anno, fino ad Agosto, con il governo gialloverde, sono stati trasferiti in Italia duemilatrecento e 1350 migranti che hanno fatto richiesta di asilo. Altri dati: aumentano i rimpatri volontari e gli arresti di scafisti”.
La socia di estrema destra di Salvini, tale Giorgia Meloni, è  oggetto di contestazione per una cena-reato fascista, promossa per ‘celebrare’ la data della marcia su Roma. In bella evidenza il busto di Mussolini e il simbolo del Fascio Littorio, accanto al logo di Fratelli d’Italia. Presenti dirigenti del partito, il sindaco di Ascoli Piceno, altri uomini delle istituzioni, non solo locali. La cena in un ristorante a poca distanza da Pozza, dove nel 1944 i nazifascisti uccisero 37 partigiani.
Per oggi ne abbiamo abbastanza, tanto da sconnetterci dal flusso dideprimenti notizie.  
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