CAMPANIA / BAGARRE TRA IL GOVERNATORE E IL DIFENSORE CIVICO

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Guerra aperta, in Campania, tra il governatore-zar Vincenzo De Luca e il Difensore civico della regione, Giuseppe Fortunato.

Al centro delle polemiche, alcune decisioni prese da Fortunato e volte a ripristinare livelli di democrazia in alcune amministrazioni locali, le quali non rispettano alcuni semplici principi costituzionali, come ad esempio il diritto di “partecipazione” dei cittadini alla vita delle amministrazioni stesse.

Il Difensore civico, come figura prevista in tutti i paesi europei e non solo, ha il preciso ruolo di tutelare i cittadini nei confronti degli abusi (o del mancato rispetto dei diritti) commessi dalla pubblica amministrazione. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, la figura dell’Ombudsman svolge un ruolo primario per sostanziare una democrazia effettivamente partecipata.

Da rammentare che a fine anno la UE dovrà esaminare i curricula dei candidati per la carica di Difensore civico europeo: e in pole position c’è proprio Fortunato, che in una analoga “competizione” arrivò secondo una decina d’anni fa.

Torniamo in Campania, dove De Luca ha deciso di ricorrere al Tar (sezione di Salerno) per il caso del comune di Sassano. Dove da alcuni mesi si è insediato – per volontà del Difensore civico – un commissario ad acta (nel caso, Marialuigia Vitagliano), incaricato di redigere una normativa ad hoc affinchè venga finalmente redatto un “regolamento per la partecipazione” dei cittadini alla vita pubblica. Come dovrà avvenire in molti altri comuni fino ad oggi inadempienti.

Ecco come attacca il governatore-zar.

“Si tratta – argomentano i legali di palazzo Santa Lucia – di una condotta gravemente lesiva, oltre che dell’autonomia istituzionale del Comune di Sassano, delle prerogative proprie del Presidente della Giunta regionale, quale organo politico di vertice al quale soltanto compete, alla luce del vigente quadro ordinamentale, il potere di controllo sostitutivo”.

Vincenzo De Luca

Ancora: “Il difensore civico avrebbe dovuto meramente compulsare il Presidente della Giunta regionale della Campania, all’uopo esclusivamente competente, astenendosi dall’esercizio di un potere che l’ordinamento non gli riconosce”.

E poi: “E’ evidente l’illegittimità del decreto di nomina adottato dal difensore civico e, in via derivata, di tutti gli atti posti in essere dal commissario ad acta”.

La sciabolata finale: si tratta “di una vera e propria usurpazione da parte del difensore civico di poteri ascritti dall’ordinamento all’organo di vertice politico-amministrativo della Regione Campania, con contestuale ingerenza nell’autonomia politico-amministrativa del Comune di Sassano”.

Replica Fortunato: “Il dott. De Luca pretende di essere lui ad esercitare i poteri sostitutivi sui Comuni e anche sulla Citta metropolitana di Napoli e impugna al Tar il commissariamento del Comune di Sassano da parte del Difensore civico regionale per il mancato regolamento sulla partecipazione”.

“L’articolo 136 del Tuel è chiaro, e dà questi poteri sostitutivo al Difensore Civico regionale, e non al Presidente della Giunta. Se il dott. De Luca ritiene di essere lui competente a commissariare un Comune o la stessa Città metropolitana di Napoli (per il caso del Difensore Civico metropolitano), perché non ha mai fatto tali commissariamenti? E perché non ha mai contestato i commissariamenti dei miei predecessori Bianco e d’Ippolito? Forse perché non toccavano tematiche di cattiva amministrazione che sto facendo emergere?”.

E nel merito. “Si tratta di una impugnazione che ha il solo scopo di difendere amministrazioni inadempienti allineate ed intralciare, come in precedenti occasioni, l’azione del Difensore Civico a tutela dei cittadini”.

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