TIM / SAPRA’ ARGINARE I DISSERVIZI, IL FRESCO NUMERO UNO ROSSI?

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Sui disservizi TIM abbiamo ricevuto la mail di un cittadino non poco incavolato per quanto gli è successo. Eccone il testo.

“Da un anno ho fatto un contratto con la TIM e me ne pento ogni giorno. Era un contratto a 10 euro al mese senza limite di chiamate o altro, semplice, 10 euro e basta. Per i primi sei mesi è andato tutto liscio, poi hanno cominciato a staccarmi la linea dicendo che il credito era esaurito. Ho fatto le ricariche, ed è risuccesso lo stesso, il periodo si accorciava a 20 giorni, poi se mettevo 10 euro non bastava. Il bello è che non avvisavano nemmeno, come si fa sempre. Una truffa in piena regola”.

“Il massimo poi mi è successo giovedì scorso. Ero alla stazione di piazza Garibaldi a Napoli, telefono per avvisare che arrivo a Roma, niente, credito esaurito di nuovo. Per fortuna c’è un negozio TIM a pochi metri, proprio dentro la stazione, chiedo una ricarica, mi dicono che non è possibile fino alle 14 per un guasto sul sistema. Sono le 11. Mi dicono di vedere ai tabaccai e alle edicole, non c’è problema. Ce ne sono sei, alla stazione, li giro tutti in mezzora, uno non lo fa mai, l’altro è disconnesso, il terzo dice ok e prova a collegarsi con la rete ma non ci riesce, nessuno, un deserto. Non so cosa fare. Vedo il posto di polizia, sempre dentro la stazione, entro da loro, spiego la cosa e loro con grande cortesia mi fanno fare la telefonata per avvisare mio fratello a Roma che prendevo il treno”.

“MI chiedo. E’ possibile che quasi nel 2020 e con tutte le tecnologie che ci sono chi paga un regolare canone venga preso in giro in questo modo? E’ una roba da manicomio. E sono la prima compagnia in Italia. Ma dove stiamo?”.

Prendendo spunto da questo messaggio, cogliamo l’occasione per girare gli interrogativi ai freschi vertici Tim.

In particolare il neo presidente Salvatore Rossi, direttore Bankitalia fino a qualche mese fa, un monumento di via Nazionale per 43 anni: arriva con il compito di “tutelare i diritti degli azionisti e mantenere la pace appena ritrovata in Tim”, come pennella il Corriere della Sera. Un compito non da poco perché se Tim tratta i clienti come ha appena descritto il lettore sarà necessario fare un bel repulisti.

L’altro calibro fresco d’arrivo è il responsabile (da febbraio) dei Public Affairs, Alessandro Picardi, forse più noto alle cronache mondane come marito dell’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, la berlusconiana fresca di nozze con il Pd. Lui, Picardi, è il rampollo del sindaco più “breve” nella storia di Napoli, Franco Picardi, primo cittadino per appena 100 giorni nel 1984. Trascorsi Wind, Sky (rapporti con il Vaticano) e per anni in Rai, Picardi, come direttore dello sviluppo strategico della piattaforma. Ottimo e abbondante.

Sapranno, i due freschi arrivati con il capo-ceo Luigi Gubitosi mettere almeno un minimo di ordine, trasparenza e legalità nelle più che ingarbugliate vicende griffate Tim?

 

Nella foto Salvatore Rossi

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