NAPOLI, PALAZZO SAN GIACOMO / L’ETERNO MERCATO DELLE VACCHE

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Venti di bufera a Napoli per la “congiura” anti-De Magistris.

Palazzo San Giacomo è in piena fibrillazione per le registrazioni galeotte, nel corso delle quali quattro consiglieri della maggioranza “tramano” alle spalle del sindaco arancione, chiedono poltrone & incarichi come si usava ai tempi della prima repubblica, le istituzioni pubbliche trasformate in mercato delle vacche.

E proprio “un mercato delle vacche” venne definito dalla Voce, esattamente 30 anni fa, aprile 1989, quello che all’epoca andava in scena alla Regione Campania. E anche allora galeotta fu una vera e propria “trattativa” via telefono tra Paolo Cirino Pomicino e il portaborse del pluriministro Vincenzo Scotti, ossia Aldo Boffa, che per premio poi diventò assessore ai Lavori pubblici a Santa Lucia.

Palazzo San Giacomo sulla copertina della Voce di novembre 1985. In apertura Boffa e Pomicino

Quelle voci tra un telefono fisso e un telefono installato su un’auto – all’epoca non esistevano i cellulari – vennero captate, registrate e inviate in un plico anonimo alla redazione della Voce. Che dopo le verifiche tecniche del caso (il nastro non era taroccato e le voci erano quelle originali) decise sia di pubblicare sul mensile il contenuto della conversazione bollente, che di allegare alla Voce una cassetta, che spopolò in edicola.

Ma la presenza, nelle stesse edicole, fu molto breve, perché Pomicino e Boffa chiesero il sequestro della cassetta e denunciarono la Voce per violazione della loro privacy. La nostra tesi – che ebbe evidentemente la meglio in tribunale – era basata sul diritto-dovere d’informazione, del tutto prevalente su un solo presunto diritto alla privacy: visto che i due interlocutori non parlavano di fatti privati ma di come spartirsi poltrone e incarichi pubblici in Campania: da cui il titolo “ ’O Capogruppo chi s’o piglia?”.

E quattro anni prima la Voce fece un altro scoop, sulle trame imbastite dai politici dell’epoca proprio a Palazzo San Giacomo. Nel corso di una crisi comunale, infatti, si svolse una vera e propria “compravendita” di consiglieri, mediante la nascita taroccata di un movimento dei Verdi, che niente aveva a che fare con quello autentico. Tre personaggi che decidevano di passare in un partitucolo in grado di appoggiare la maggioranza, in cambio di polizze assicurative (uno dei “personaggetti”, avrebbe detto Crozza, faceva l’assicuratore), soldi e “altre utilità”.

Emblematico il titolo della cover story: “Politici in vendita – 600 milioni e promesse miliardarie per comprare il partito dei Verdi a Napoli”; sullo sfondo palazzo San Giacomo e un cittadino che fa le corna.

La tresca venne a galla e la trattativa saltò, infatti, perché alla Voce pervenne una cassetta con il contenuto della conversazione (che pubblicammo), anche in quel caso galeotta.

Ora come allora.

La “conversazione” del 1989 tra Boffa e Pomicino

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