ANAC / LASCIA CANTONE, ARRIVA PICCIRILLO

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Novità in vista per la guida dell’ANAC, l’Autorità anticorruzione finora presieduta da Raffaele Cantone. In pole position per la successione c’è il nome di Raffaele Piccirillo, oggi in servizio al massimario della Cassazione.

Dove a questo punto farà ritorno proprio Cantone, per poi rientrare tra i ranghi della magistratura, come ha espressamente richiesto. Nei mesi scorsi, infatti, Cantone aveva fatto domanda al Csm per la poltrona di procuratore capo a Perugia, Frosinone e Torre Annunziata.

Vediamo il pedigree di Piccirillo. Originario di Caserta (il suo è un cognome tipicamente di Terra di Lavoro), poco più che cinquantenne, è a capo della delegazione italiana al GRECO, ossia il Gruppo di Stati contro la corruzione che fa capo al Consiglio d’Europa. Poi, è responsabile dell’anticorruzione e della trasparenza al ministero della Giustizia, ed anche direttore degli affari penali e capo dipartimento per gli affari di giustizia.

A tutto ciò si aggiunge l’esperienza maturata nel campo della cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale: non pochi accordi di estradizione e assistenza giudiziaria (per fare due esempi, con la Colombia e con gli Emirati Arabi) sono stati da lui curati.

Per diversi anni tra i ranghi all’Ufficio gip del tribunale di Napoli, ora è appunto al massimario della Cassazione.

Curriculum ottimo e abbondante per occupare la postazione di vertice all’Anac. Nella sua ultima domanda al Csm, comunque, Piccirillo chiedeva di poter occupare “incarichi di prestigio presso la Corte di Cassazione”.

A questo punto bisogna vedere: il Csm gli conferirà un incarico di peso alla Cassazione o lo sceglierà per l’Anac? Staremo a vedere.

Comunque sia, una garanzia di continuità per la stessa Autorità anticorruzione è assicurata dalla presenza del componente “anziano”, il settantaduenne Francesco Merloni, oggi consigliere e papabile per la carica di presidente vicario dell’Anac.

Da rammentare che Cantone lascia la sua poltrona con alcuni mesi di anticipo. Un addio “polemico”, dal momento che ha ravvisato un sensibile affievolimento, nell’azione di governo (si tratta di quello gialloverde di pretta marca salviniana), sul fronte della lotta e del contrasto alla corruzione. Un chiaro segnale.

Su quale appoggio “politico” potrà godere il successore di Cantone? Avrà i sostegni istituzionali ad hoc oppure sarà lasciato solo a combattere come don Chisciotte, mentre le Kaste continueranno a pascolare indisturbate nelle praterie di appalti, corruzioni & furti di Stato?

 

Nella foto il magistrato Raffaele Piccirillo.

 

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