GIALLO VASSALLO / MORRA PUNTA I RIFLETTORI SUI CARABINIERI

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Giallo Vassallo . A quasi dieci anni dall’assassinio del sindaco pescatore di Pollica gli inquirenti brancolano ancora nel buio. Mentre qualche piccolo passo viene fatto dalla Commissione parlamentare antimafia.

Giorni fa, infatti, è stato ascoltato il fratello di Angelo Vassallo, Dario, che con la famiglia ha sempre denunciato tutte le anomalie nel corso della vicenda, le inerzie, anche i depistaggi. Ed ha chiesto la istituzione di una apposita commissione parlamentare che aiuti a far luce.

Dopo l’audizione di Dario Vassallo, ha parlato il presidente dell’Antimafia, il riconfermato – anche con l’esecutivo giallorosso – Nicola Morra, grillino, il quale ha chiesto alla procura di Salerno di poter avere tutti gli atti dell’inchiesta.

Nicola Morra. In apertura Angelo Vassallo

Ecco le parole di Morra: “E’ un segnale di attenzione per una vicenda inquietante. Anche l’Arma dei carabinieri deve dare il suo contributo di verità, visto che alcuni suoi esponenti risultano coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle indagini”.

Indagini peraltro subito condotte proprio dai carabinieri. Il riferimento di Morra è all’ex sottufficiale in servizio a Castello di Cisterna, Lazzaro Cioffi, detenuto per collusioni con il boss della droga al parco Verde di Caivano. Cioffi è oggi l’unico indagato per il giallo Vassallo. In precedenza era stato indagato anche un brasiliano che trafficava droga, poi scagionato.

Ma il riferimento alla Benemerita da parte di Morra tocca anche l’ex comandante provinciale dei carabinieri di Frosinone, Fabio Cagnazzo, indagato anni fa insieme ad un suo attendente: le due posizioni, in seguito, vennero archiviate. Un cognome da novanta, quello di Cagnazzo, visto che il padre fu a capo dei carabinieri in Sicilia nel periodo bollente della cattura di Totò Riina e del mancato controllo del covo, che causò l’incredibile sparizione della cassaforte contenente il famigerato archivio dei 3 mila nomi, oggi con ogni probabilità nelle mani del superlatitante Matteo Messina Denaro e potente arma di ricatti “istituzionali”.

Ma torniamo alle parole di Morra. Che parla della questione droga come movente per l’omicidio Vassallo: “Questione della droga che preoccupava molto il sindaco in quei giorni. In questo momento abbiamo un carabiniere indagato e ombre su altri esponenti dell’Arma”.

Aggiunge: “Ci sono anomalie che si sono verificate subito dopo l’omicidio, ma anche prima. Trovo strano che il sindaco, come riferito dai fratelli, abbia telefonato la mattina del 5 settembre (2010, ndr) all’allora procuratore capo di Vallo della Lucania, Adolfo Greco, per chiedere un incontro urgente e poi, la sera stessa, sia stato ucciso. E’ come se vi fosse una connessione tra quello che doveva riferire e l’omicidio consumato nella notte”.

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