Matteo 1-2, celebrante Vespa

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Matteo uno e Matteo due proseguono nel faccia a faccia, ma a distanza. L’uno e l’altro vantano la vittoria. S’intromette tra loro un terzo incomodo, il sempiterno, onnipresente Vespa, remunerato a vita dalla Rai, con contratti milionari e lauta pensione di ex direttore del tg1. La sfida dei “nemici per la pelle” ospitata da Porta a Porta , lo testimoniano i dati Auditel, ha toccato il record televisivo per programmi di seconda serata di 3,8 milioni di telespettatori. Perché non trametterla in prima serata, considerato l’interesse generale per le scintille tra i due leader?
C’è chi pensa che a vincere sia stato il Vespa storicamente prono in presenza di politici del centrodestra (Berlusconi & c). Una vera sciocchezza. Se allo scontro fosse stato chiamato a sovrintendere il più giovane giornalista Rai non ancora professionista, il riscontro degli ascolti non sarebbe cambiato di una virgola e forse non avrebbe dissuaso gli ascoltatori irritati dalla parzialità di Vespa, sbilanciata a favore del leghista.
Il linguaggio del corpo rivela molto di più delle parole. Nel duello televisivo con i due Matteo l’un contro l’altro armati, hanno  impressionato i sorrisi di Salvini, da iena, sfacciatamente rabbiosi. Inoltre il semiconduttore Vespa non è riuscito a contenersi nel ruolo di imparzialità, condizione fondamentale per il confronto tra “nemici” giurati e ha riservato al leghista posture del viso di benevola condivisione, mezzi sorrisi compiaciuti all’ “amico” del Carroccio, ghigni ostili al “nemico” di Italia Viva. Colpa della Rai, che non ha scelto un arbitro super partes e non è sfuggito il diverso trattamento: nessuna domanda scomoda al leghista, provocazioni velenose al leader della Leopolda.
Questa la premessa, un primo elemento di giudizio: la sostanza dello scontro è nell’insolenza del leghista, rintuzzata da Renzi con fendenti che hanno scosso la credibilità del competitore. Nel corso della disputa, il Matteo di Italia Viva si è rivolto al Matteo di Pontida con l’accusa ripetuta e senza risposta di ‘bugiardo’:“Lei mente” è risuonato nel reiterato atto d’accusa e specialmente per due contestazioni sulle mancate risposte relative alla vicenda dei 49 milioni truffati allo Stato dalla Lega e a un imbarazzante “Perché non querela Savoini, che l’ha trascinato nella faccenda dei 65 milioni della tangente concordata con i russi, da mettere nelle casse di via Bellerio?”. Salvini, incalzato sui temi della disumanità (migranti)  e dell’economia fallimentare del governo gialloverde, si è trincerato dietro l’unica barricata del “Se il trenta per cento degli italiani vota Lega una ragione ci sarà. Sono tutti rimbambiti?” Per evitare di adeguarsi al rozzo linguaggio di Salvini, Renzi si è risparmiato il commento non “Evidentemente sì”. nel pieno del duello: “Renzi ha trovato un governo sotto un fungo”, dice il leghista. La replica: “”Ancora rosichi”. Stoccate reciproche. Renzi: “Invece di governare partecipavi a tutte le sagre. Hai uno stomaco di  amianto”. La replica di Salvini: “Io adoro i paesi e se ho il 34 per cento e tu il 4 un motivo ci sarà”.  Aggiunge: “Ho il senso dell’onore”. L’ex premier: “Ma quando mai..sei una banderuola”. Salvini:Renzi in maniera geniale si è inventato un governo sotto il fungo per evitare queste elezioni. Ma io sono contento di essere qui stasera perché ho un’idea di Italia diversa da quella della sinistra”. La replica di Renzi: “Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini è evidente. E lo fa rosicare ancora adesso. Ha fatto una cosa che non ha né capo né coda.” Salvini: “Renzi crea partiti, mette lì un ministro e si inventa un partito, non è un rottamatore per caso… Io e Renzi siamo diversi. Non mi Interessa litigare con lui.  Si inventa un governo dalla sera alla mattina” Tutto è buono per punzecchiarsi. Anche un bicchiere d’acqua: “Ma c’è acqua o altro là dentro?”, insinua  il leghista additando il bicchiere nelle mani del rivale. “Parli di alcol a me?”, ribatte Renzi  “Pensa ai tuoi mojito. Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d’amianto. Allora fai il presidente della Pro loco…”. La replica: “Adoro i comuni, le sagre. E’ vero, ma gli italiani sono cretini, se tu hai il 4%  e io il 33, visto che mangio come un bufalo e non vado alle riunioni europee”? L’ex premier rintuzza: “Ribadisco che quando un avversario politico, non parlo di un nemico, fa una cosa buona, io non lo prendo in giro come fa lei parlando nei miei confronti di genio incompreso” E poi: “Abbiamo il  dovere di mettere in sicurezza il debito pubblico. Lei è 27 anni che fa politica e non ha portato a casa nessun risultato se non tanti spot”. Salvini insiste sul fatto che bisogna votare, Renzi replica che non è suo compito sciogliere le Camere e fissare la data del voto, ma come indica la Costituzione. Poi alza il tono: “Salvini mi prende in giro. Dice ti sei fatto il partitino al 4%. Beh, ci vuole coraggio. Potevo starmene in panciolle e fare il grande manovratore dentro il Pd. C’è uno spazio nuovo che attira gente di sinistra  e di destra”. Vespa: “L’unica cosa che vi unisce è la voglia matta di fare la festa a Giuseppe Conte”. “Non è vero replica” Renzi. “Non porto rancore” commenta Salvini. Semplicemente, quando io dico ‘mai col Pd’ è mai col Pd. Rimprovero a Conte il fatto che per salvare la poltrona ha fatto l’accordo con chi prima attaccava. Gli rimprovero che è passato con nonchalance dai porti aperti ai porti chiusi, dalla flat tax sì e alla flat tax no. Io ho un senso dell’onore che evidentemente per qualcun altro vale meno della poltrona”. Alla parola onore Renzi replica “Uomo di parola Salvini? Era per la Padania e poi è diventato nazionalista, da comunista a Casapound, era contro l’Italia nel 2006 quando tifava Francia, per non dire degli insulti ai napoletani… Salvini è una banderuola, non tiene la parola per più di un minuto. Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell’ordine, i governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei.  Lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Questione migranti, parliamo pure di numero e fatti. Salvini racconta cose palesemente false. Quello che mi divide profondamente da lui è il tema dell’immigrazione. Ma di cosa parliamo? Se il trend di settembre dovesse continuare, a fine anno avremmo trentamila persone, ma che vuoi che sia per un Paese di 60 milioni di abitanti? Il problema non sono le 30 mila persone che arrivano in un anno, ma le  25 che delinquono e che vanno stangate”. Quota 100,  Salvini la difende. Renzi: “Io sarei per non confermare quota 100, ma temo che lo sarà.. Mio zio fa il vigile urbano e vorrebbe andare prima in pensione con quota 100. Quelli come lui hanno portato via agli italiani 4 miliardi nell’anno appena trascorso, costeranno venti miliardi in tre anni. Vorrei che quei soldi fossero dati in busta paga ai lavoratori, alle famiglie e non a mio zio per andare prima in pensione”. Ambiente. Renzi rimprovera all’avversario il voto contro gli accordi di Parigi sul clima. I due si azzuffano sul malessere delle periferie. “Lei difende chi mette i dazi, chi crea nuove paure. Ci divide il futuro, non solo il passato”. Salvini: “Ancora col Papeete? Vuol dire che andrò a Courmayeur con il volo di Stato anch’io” (allude, smentito, a un volo di Renzi).  “Stia buono con i voli di Stato, che non le conviene” replica Renzi “lo dico per lei” (si riferisce ai voli di stato del leghista sfruttati per il suo tour elettorale in giro per l’Italia). Torto o ragione? Il confermato, se ve ne fosse bisogno, il favore dell’opinione pubblica per i confronti televisivi tra avversari.
In cinque righe. Malore (colica renale) per Matteo Salvini mentre era diretto a Trieste per i funerali dei due poliziotti uccisi nei locali del commissariato. Portato in ospedale a Monfalcone, dopo gli accertamenti del caso è stato dimesso, ma niente ultimo saluto a Rotta e Demenego. Renzi: “ Un abbraccio a Matteo Salvini e l’augurio di rimettersi in forma presto. Per tornare a litigare subito, naturalmente”.
 
In quattro righe. Alessandra Mussolini annuncia una messa in suffragio del nonno Benito a Predappio. Reagisce l’Associazione partigiani: “Che la commemorazione non sia pretesto per fare apologia del fascismo. Siamo difensori della memoria e di tutti i martiri di nazisti  e fascisti.
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