AUTOSTRADE/ LE “DIMENTICANZE” DEL NEO AD TOMASI

Condividi questo articolo

Piove sul bagnato in casa Autostrade. Il neo amministratore delegato, Roberto Tomasi, era a conoscenza dei report taroccati sui 9 viadotti in tutta Italia. La notizia è clamorosa, ma è stata praticamente oscurata dai media, o raccontata in poche righe.

Tomasi è subentrato all’ex ad Giovanni Castellucci, sotto inchiesta per la tragedia del ponte Morando e fresco di una buonuscita da 12 milioni di euro. Una liquidazione super che grida vergogna, solo pensando al lutto delle 43 famiglie colpite dalla sciagura del 14 agosto 2018. Una sciagura per niente “naturale”, ma causata da una scadente manutenzione di quel ponte, come attestano le indagini di questi mesi.

Una manutenzione “scientificamente” scadente (tanto per risparmiare sui costi), appunto, così come per altri viadotti sparsi in tutta Italia: non solo lo documentano carte e perizie, ma lo attestano anche le intercettazioni telefoniche al vaglio degli inquirenti ed in particolare della procura di Genova.

Roberto Tomasi

Sotto i riflettori, in particolare, le frasi pronunciate dal neo vertice di Autostradenel corso di una conversazione telefonica dello scorso 31 gennaio 2019, intercettata dai militari del primo gruppo delle Fiamme gialle di Genova.

Parla, Tomasi, con Gianni Marrone, direttore dell’Ottavo tronco di Bari che solo un mese fa, a settembre, è finito agli arresti domiciliari. Il Riesame, poi, ha revocato la misura cautelare, mentre è stata confermata la sospensione dal servizio.

In quella telefonata Marrone informa Tomasi “di non aver fornito i collaudi relativi alle condizioni del Paolillo a Placido Migliorino”, ossia il direttore della Vigilanza al ministero delle Infrastrutture.

Il viadotto Paolillo è uno di quelli “incriminati” e si trova lungo l’autostrada Napoli-Canosa. Migliorino, nelle intercettazioni, viene etichettato nome “il mastino” dai tecnici sia di Autostrade che di Spea,la sigla incaricata per i controlli (sic) e il monitoraggio della rete autostradale.

Pochi giorni fa, il 4 ottobre, il neo vertice di Autostrade è andato in procura, a Genova: aveva chiesto di poter parlare con il procuratore capo Francesco Cozzi, che conduce le indagini sul crollo del Morandi e la mancata manutenzione degli altri viadotti. Ha sostenuto di essere a disposizione della magistratura e di voler collaborare con gli inquirenti, Tomasi: il quale, però, ha subito “dimenticato” un dato fondamentale, ossia di essere pienamente a conoscenza circa errori ed omissioni dei manager targati Autostrade per l’Italia.

Un primo, acrobatico autogol: la palese smentita, fra l’altro, è contenuta proprio in quella telefonata del 31 gennaio.

Laconico il (non) commento di Cozzi: “Non posso commentare. Toccherà ai pm stabilire se vogliono sentire Tomasi o meno, se hanno interesse a chiarire la sua posizione”.

Va solo notato che ad essere interessati sono non solo i parenti delle vittime, ma tutti i cittadini italiani, che vogliono vedere in galera i responsabili della strage e accertate tutte le responsabilità penali, civili e amministrative dei dirigenti griffati Autostrade e catene di comando continuando, a cominciare dal colosso Atlantia di casa Benetton.

 


Riceviamo e pubblichiamo

 

Report viadotti: Tomasi, chiesto a Marrone chiarire
Nella telefonata invito a chiarire con magistratura

Roma, 11 ottobre 2019 – L’ad di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi
chiarisce che “in realtà nel colloquio con il geom. Marrone veniva
espressamente chiesto allo stesso di chiarire la propria posizione
direttamente alla magistratura, in modo da consentire una puntuale
ricostruzione dei fatti. Tale telefonata avveniva alla fine del mese di
gennaio 2019, in occasione delle prime notizie stampa riguardanti il
Paolillo, mentre i fatti oggetto della conversazione si riferivano ad
ottobre del 2018”. Lo afferma lo stesso Tomasi in una nota.
“Successivamente a tale conversazione, – spiega sempre la nota – e a
prescindere dalla determinazione del geom. Marrone di confrontarsi con la
Procura di Genova, l’ing. Roberto Tomasi attivò tutte le verifiche interne
per accertare i fatti. Gli esiti delle verifiche sono stati riportati sulla
homepage del sito di Autostrade per l’Italia nell’ambito dell’operazione di
‘trasparenza totale’ promossa dalla società. Nel mese di giugno 2019 il
geom. Marrone è stato destinato ad altro incarico non operativo all’interno
della Società e sospeso successivamente al provvedimento cautelare che lo
ha interessato”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento