METRONAPOLI / DE MAGISTRIS, SECONDI SOLO A TOKYO

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Napoli, la più efficiente del mondo (o quasi) a sua insaputa.

Il miracolo di San Gennaro? No, gli effetti della prodigiosa cura de Magistris.

L’auto-incoronazione va in onda su Radio CRC, emittente privata partenopea, nel corso della puntata “Barba&Capelli”, l’imperdibile appuntamento firmato da Corrado Gabriele, pezzo da novanta del Pd napoletano una dozzina d’anni fa.

Ai microfoni, il vulcanico primo cittadino arancione snocciola tutti i miracoli di cui è ormai primattore da circa 8 anni, al vertice del sempre sforacchiato palazzo San Giacomo, trasformato nel vero Eden dei napoletani e non solo, perchè maree di turisti innamorati persi svolazzano per le vie cittadine.

Ma qual è la meraviglia delle meraviglie? Il gioiello che rende ormai Napoli la città più efficiente del mondo, seconda solo a Tokyo, mandando in soffitta paesucoli come New York, Parigi e Londra?

La metropolitana, un’opera d’arte a cielo aperto, la più bella e artistica del globo. E per efficienza, con i nuovi treni in arrivo, “saremo secondi solo al Giappone”.

Ecco le parole di San Luigi (de Magistris), che partendo dalla Turchia piano piano, via Bilbao, atterra a Napoli.

L’avveniristica metropolitana di Tokyo. In apertura cancelli sbarrati alla metropolitana di Napoli per i guasti pressoché quotidiani.

“Gravissima l’aggressione militare in Turchia – osserva Giggino II – stiamo mettendo in campo una serie di iniziative in difesa di un grande popolo, quello turco, senza terra. E’ un popolo che pratica la parità di genere e che si è schierato con fermezza contro l’Isis. Ci vuole una grande mobilitazione affinchè la Turchia comprenda che non è in questo modo che si crea un Mediterraneo di pace”. Perché non pensare ad un Giggino II inviato speciale di Giggino I oggi re della Farnesina?

Prosegue il Vate partenopeo: “Bilbao? Sono stato nei Paesi Baschi per vedere i treni della linea 1 che stanno per arrivare. Il primo arriverà a febbraio, cercando di avere, per settembre, la messa in funzione per i cittadini. Sono 19 nuovi treni, ma ne arriveranno altri 5. Avranno tutti i confort: aria condizionata, aria calda, hi-fi, aiuti per i disabili. Saremo secondi solo al Giappone”.

Peccato che i napoletani vivano da anni su un altro pianeta. E siano quotidianamente alle prese con il più scassato metrò, da autentico Guinness dei primati. Alla prima pioggia le stazioni diventano autentiche piscine, con giganteschi disagi e soprattutto pericoli per l’incolumità dei viaggiatori. Poi una caterva di ritardi fisiologici, corse perdute, caldo asfissiante d’estate gelo d’inverno.

Per non parlare dei costi astronomici che ne fanno l’opera infrastrutturale praticamente più cara al mondo, 350 milioni circa per chilometro, quasi il doppio su Roma, il triplo rispetto al tunnel sotto la Manica che forse – archeologie a parte – qualche problemino in più lo comportava.

E senza tener conto dei guai tecnici: si è partiti senza lo straccio di un progettino e senza lo straccio della rituale VIA, la valutazione d’impatto ambientale. Per proseguire con le prime opere di movimento terra – oltre 40 anni fa – affidate alle ruspe dei Casalesi e la crema dei mattonari partenopei al tavolo degli appalti.

Poi la ciliegina sulla torta: ossia la tragedia (umana) sfiorata cinque anni fa alla Riviera di Chiaia, un’ala dello storico palazzo Guevara crollata proprio per i geologicamente devastanti impatti dei lavori per la realizzazione della nuova linea. Il processo è ancora in corso.

Ma chissenefrega di disastri ambientali e sprechi colossali: Napoli ha la metro più bella del mondo.

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