OMS / GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE

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Nel quasi totale silenzio mediatico e informativo, oggi si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, che quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedica al tragico tema della prevenzione dei suicidi.

Una situazione radiografata dai freddi dati e dalle statistiche. Secondo le cifre elaborate dall’OMS, infatti, ogni 40 secondi al mondo una persona perde la vita per via autoindotta.

“Un dato – viene commentato – in aumento esponenziale negli ultimi anni, a causa delle depressioni sempre crescenti ed alle quali la medicina ufficiale non riesce a porre alcun argine”.

Qui e in apertura due foto di Luciano D’Alessandro per “Sopra la panca”, di cui vediamo la copertina nell’altra immagine.

I numeri parlano chiaro. Negli ultimi 20 anni i casi di depressione sono aumentati del 20 per cento, praticamente una persona su 4 ne soffre. In forte aumento l’uso dei farmaci, ma anche in forte aumento il numero di coloro i quali non fanno ricorso ad alcun sostegno terapeutico, anche a causa del crescente costo di farmaci e trattamenti sanitari.

L’altro dato drammatico, infatti, è la progressiva diminuzione delle risorse dedicate alla prevenzione e alla cura delle patologie depressive.

Commentano gli addetti ai lavori delle Asl: “Il costo medio annuo dell’assistenza psichiatrica, territoriale ed ospedaliera è di circa 75-80 euro a cittadino. E ciò rappresenta appena il 3,5 per cento della spesa sanitaria, a fronte di un 5 per cento previsto dai nostri budget nazionali. Per non parlare di quello che succede negli altri paesi europei, dove la spesa per l’assistenza psichiatrica è pari al 10-15 per cento del totale sanitario. Quindi da noi siamo destinati a svuotare il mare con un secchiello”.

E sono 40 gli anni che compie la Basaglia, la legge più innovativa mai partorita in Italia sul fronte dei “pazzi” fino a quel momento reclusi nei manicomi di casa nostra. Una legge – come capita di prassi per le ottime norme rimaste sempre nel libro dei sogni – del tutto disapplicata, disattesa, tradita nei suoi principi base.

Aboliti i manicomi (che comunque hanno resistito per anni), non è stata creata alcuna alternativa sui territori, come invece la legge espressamente prevedeva. Quei presidi in grado di aiutare le famiglie nella gestione del disagio quotidiano.

Niente, niente di niente. Lo Stato se ne è altamente fregato, le Regioni pure, le Asl anche. I cittadini lasciati in balia del loro destino, mentre fra l’altro nel corso degli anni si sono ridotte le spese pubbliche – come visto – legate a quel poco di assistenza territoriale. I “tagli” ammazzatutti.

Per anni Sergio Piro ha combattuto prima al fianco di Franco Basaglia per l’abolizione di quelle istituzioni totali, i manicomi; poi per veder nascere le alternative territoriali. Una battaglia impari, contro i moloch del potere politico e soprattutto di quello sanitario, in questo caso rappresentato dalle tante cliniche private che, a botte di soldi, fingono di prendersi cura dei disagi e delle patologie psichiatriche.

Trentadue anni fa, nel 1987, la Voce ha pubblicato un memorabile volume scritto da Sergio Piro (che ha firmato per anni una sua rubrica), “Sopra la panca – storia senza conclusione di follia, manicomi e riforme in Campania”, scritto in collaborazione con un allievo dell’epoca, Walter Di Munzio, e illustrato delle straordinarie foto di Luciano D’Alessandro.

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