DIRITTO ALL’OBLIO / LA CORTE DI GIUSTIZIA UE FA MARCIA INDIETRO

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Diritto all’oblio, comincia a vacillare l’assurda normativa introdotta dall’Unione Europea cinque anni fa e concernente la possibilità di chiedere la rimozione, dopo un certo numero di anni, di articoli ritenuti ormai “passati” e quindi non più interessanti per la pubblica opinione.

Una fresca sentenza della Corte di Giustizia europea, infatti, dà ragione a Google, che non dovrà più applicare il diritto all’oblio su scala globale, cioè al di fuori dei confini Ue.

Una normativa, quella del 2014, che ha finito per intasare gli stessi tribunali (ma soprattutto gli uffici dei vari Garante per la Privacy sparsi in tutta Europa): quasi 3 milioni e mezzo di “intimazioni” sono partite nell’arco di questi cinque anni indirizzate non solo a Google, ma anche a giornali e testate. Una autentica follia.

Calpestato, soprattutto, il diritto alla Memoria, in nome di una presunta riservatezza, o di un malinteso diritto alla privacy.

A questo punto, per fare solo un esempio, corruttori di ogni razza, politici condannati, faccendieri d’ogni sorta potevano invocare la normativa. Come negare la Storia, impedire ai cittadini di conoscere e ricordare fatti realmente accaduti, accertati anche in via giudiziaria.

Anche alla Voce sono giunte, nel corso di questi anni, svariate richieste di pezzi da novanta della politica e degli affari che pretendevano di vedere rimossi i loro nomi eccellenti, eliminati gli articoli che li riguardavano e deindicizzati i link. Non basta, perché lorsignori chiedevano anche di intervenire presso i principali motori di ricerca (ovviamente Google in prima fila) per ottenere quanto invocato sulla base della normativa Ue sull’oblio.

Il nuovo intervento della Corte di Giustizia fa chiarezza, ma solo fino ad un certo punto. Prendendo in considerazione una differenza territoriale, da Paese a Paese, come se la Memoria e il diritto all’informazione possano avere latitudini e confini. Un non senso in termini.

Saprà, una volta per tutte, la troppo spesso ignorante Unione Europea, fare chiarezza in modo definitivo, cancellare del tutto quel barbaro provvedimento del 2014 e predisporre tutti gli strumenti per agevolare, invece, il diritto e l’accesso all’informazione, tutelando la Memoria, senza se e senza ma?

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