L’ineleggibile eletto

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Anteprima: ogni buona notizia rallegra e mette su di giri. “Nessuno è al di sopra della legge”. La speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, annuncia l’avvio dell’ impeachment, della  messa in stato di accusa di Donaldo Trump:  “Le azioni dell’amministrazione Trump danneggiano la sicurezza nazionale e violano la Costituzione”. Sei commissioni parlamentari indagano su tycoon.  Il caso Ucraina:  la Camera, controllata dai Democratici, vuole  accertare se Trump ha cercato l’aiuto del presidente ucraino Zelensky per infangare l’ex vicepresidente Joe Biden, tra i favoriti nella corsa per la nomination democratica alle presidenziali del 2020 e dunque pericoloso avversario per Trump. In cambio avrebbe assicurato lo sblocco delle forniture militari Usa per 250 milioni all’Ucraina. Trump: “è caccia alle streghe”.
Imbroglio, accertato da tempo, ma ignorato. Fin quando il ‘truce’ del Carroccio ha fatto il comodo suo al governo, in complicità con i 5Stelle, tale Antonio  Trifoli, divenuto sindaco di Riace dopo l’esilio di Mimmo Lucano, imposto da Salvini per pumire il ‘miracolo’ dell’’accoglienza produttiva’ dei migranti, è stato eletto illegalmente, ma c’è voluto il cambio della guardia al Viminale perché sia prossimo a decadere. Il ministero dell’Interno: “Non poteva candidarsi, Trifoli ineleggibile”. Causa dell’ineleggibilità è il ruolo di dipendente del comune di Riace (vigile urbano), incompatibile con la candidatura. Questo l’autorevole parere del Viminale, notificato alla Prefettura di Reggio Calabria. L’ex vigile urbano Trifoli, nei giorni scorsi, con decisione becera, aveva fatto rimuovere all’ingresso di Riac il cartello “Paese dell’accoglienza”, sostituito  da una scritta dedicata ai santi Cosma e Damiano. La cronaca non lo racconta, ma è molto probabile che il sindaco illegale lo abbia deciso con il crocifisso in bella evidenza, alla Salvini. A proposito, l’ex, ex, ex, capopopolo Salvini che ne pensa di Trifoli?
Occorre pazienza. Il livore della Lega, trombata e in sofferenza per la mancanza di potere, persegue la via antidemocratica di paralizzare le commissioni di cui ha la presidenza. Il problema? Prima di sei mesi dovremo tenerci Calderoli e consimili. Ieri stop alla seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato per mancanza del numero legale, organizzato dai leghisti. “È solo l’inizio” commenta gongolante Calderoli: “Questo pomeriggio per due volte consecutive è saltata la seduta della prima commissione del Senato. Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere un movimento come la Lega che fa opposizione! Glielo avevo premesso. Per ora,  Lega-maggioranza 1-0”. Se il buongiorno non si vede dal mattino, si salvi chi può.
Salvini: “L’accordo di Malta per i migranti? Una fregatura” Conte: “Un importante passo avanti. I profughi in passato rimanevano in mare per settimane, poi arrivava l’accordo sulla redistribuzione grazie alle telefonate mie e del ministro degli Esteri, Moavero. Bocciare quanto abbiamo raggiunto a Malta e insostenibile. Salvini non  essere  geloso e invidioso”.
Roberta Lombardi, capogruppo 5Stelle nel Consiglio regionale del Lazio sulla futura alleanza tra M5s e Pd: “Serve un accordo non solo per sconfiggere l’avversario (leggi Salvini), ma per costruire una visione di Paese che in tanti punti, almeno sulla carta, coincide con quella del Pd. Dopo 14 mesi con la Lega, se vogliamo guardare al futuro, vedo più affinità con il centrosinistra, soprattutto sui temi ecologici e dei diritti civili. In Umbria le forze politiche hanno fatto un passo indietro e i cittadini un passo avanti. Io preferisco questo modello civico al sostegno a Bonaccini, ma non mi permetto di dare giudizi sulla sua amministrazione”. Su Di Battista “Non si lasci strumentalizzare da chi si trovava più a suo agio con la Lega che non con il Pd”.
A proposito del Pd: Laura Boldrini lascia Leu e iscrive ai dem. “Non è più la stagione dei partitini” e risponde da par suo all’attacco di Salvini che twitta “Il Pd è come un autobus. Scende Renzi, sale la Boldrini! Ottimo acquisto”. Lei: “Sono no sempre nei tuoi pensieri. Adesso che hai perso la poltrona e lavori ancora meno di prima perché non ti trovi un hobby? Il Papeete ha già chiuso?”. Se la Boldrini è nel Pd di Zingaretti, Albano Ricci, ex segretario del Pd provinciale di Arezzo  annuncia la sua personale scissione e si iscrive a “Italia Viva”. Fonda un comitato pro Renzi.
La raccolta firme contro Di Maio? Un malinteso, commenta l’interessato: “Sono stato eletto capo politico con l’80% di preferenze, non con il 100% ed è giusto che ci sia chi non è d’accordo, ma far passare quelle 70 firme per 70 firme contro di me… Ci sono persone che potrei definire amiche e con cui lavoro ogni giorno che mi hanno chiamato e mi hanno detto che è un grande malinteso: ‘Non è contro di te ma per rafforzare il gruppo parlamentare’?”. È nebbia sulla verità, ma  un’assemblea; in origine priva di temi sensibili, si è trasformata in un confronto aspro tra sostenitori e oppositori di Luigi Di Maio e del governo giallorosso. È accaduto a Palazzo Madama, dove ha deflagrato la dialettica tra le varie anime del movimento sulla questione della leadership, della democrazia interna e dell’alleanza col Pd. Una parte dei ‘malpancisti’, ha proposto di modificare lo statuto di M5s, per sostituire alla figura del capo politico un comitato di dieci persone elette. In vista una raccolta firme.
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