Mamma mia, che confusione

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I pericoli di “Italia Viva”, per la sinistra, si estrinsecano con inequivocabile immediatezza. Perché la Carfagna, con sospetta tempestività, all’indomani dell’annuncio ufficiale di Renzi, ha invitato una cinquantina di deputati di Forza Italia a cena e non nella sede istituzionale del partito e perché non ha incluso Berlusconi nei convitati? Perché Renzi, tra mille possibili chance ha deciso di ufficializzare la scissione nel salotto di ‘Porta a Porta’, luogo storico di celebrazione del berlusconismo? Perché la funambolica Donatella Conzatti, protagonista di ripetuti salti della quaglia (Monti, Noi con l’Italia, Forza Italia) ha lasciato i forzisti e si è iscritta al club di “Italia Viva”? Quanti la seguiranno, convinti che Forza Italia sia molto in là sul viale del tramonto e puntano sul progetto Renzi di un centro moderato anti Salvini? Farà scuola la motivazione addotta dalla Conzatti per giustificare l’esodo dal ‘cavaliere’ e l’approdo a ‘Italia Viva’? Eccola: “È una scelta politica, l’unica che potevo fare, un transito di coerenza. Con Forza Italia credevo possibile fare assieme una politica europeista, moderata, liberaldemocratica, degasperiana, come mia tradizione e invece dopo il voto è cambiato tutto. Il centrodestra era una sfida, con la Lega al 35% è diventato un monopolio del sovranismo di Matteo Salvini, non il progetto per cui mi sono impegnata in politica”. La Conzatti non ha votato la fiducia la governo giallorosso e non è passata al Gruppo Misto. Folgorata sulla via di “Italia Viva” l’ha imboccata  con piglio “rivoluzionario”. Esemplare  questo background dell’opportunismo. Le chiedono se altri la seguiranno e lei con chiaro riferimento al machiavellismo di stampo democristiano se la cava con una fantasiosa quanto criptica previsione: “Siamo di fronte a ‘dinamiche di cambiamento’ a medio termine, molti colleghi condividono le mie preoccupazioni”. Tradotto: in tanti temono di essere esclusi  dai giochi politici e dalle poltrone con la pronosticata scomparsa di Forza Italia e guardano altrove. Perché no, a Renzi.
Circolano rumor, voci, conferme ufficiose su una ventina   di  deputati e di altrettanti  senatori berlusconiani  in fase di riflessione sulla scelta di seguire Renzi sulla via della scissione, cioè pronti a lasciare Forza Italia e  aggregarsi in gruppi autonomi anti Lega.
Effetti del caos innescato dalla scissione di Renzi è il primo kappa o della maggioranza demostellata. La Camera è chiamata a votare l’arresto del deputato di Forza Italia Sozzani, accusato di corruzione. 5Stelle e Pd  se ne lavano le mani, lasciano ai propri rappresentanti libertà di voto e la Camera nega l’autorizzazione all’arresto. Il no è di 309 deputati e di una cinquantina di franchi tiratori. Sono renziani? Tutto lascia pensare che siano i neo adepti di “Italia Viva”. Se il buongiorno si vede dal mattino, c’è da aspettarsi di peggio.
C’è chi va e chi viene. L’ex ministra della salute, Beatrice Lorenzin, abbandonata Forza Italia, eletta con il suo simbolo “Civica popolare” e iscritta al gruppo misto, lo lascia e diventa Pd: dice di aver individuato nel partito di Zingaretti un’area di centro, liberale e riformista, che andrà con la sola forza politica capace di contrastare Salvini. Se lo dice lei…Il Pd centro liberale?
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