CASTEL VOLTURNO / ILLEGALITA’ A GO GO NELLA MEGA CLINICA

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Sequestri per le opere abusive realizzate nella maxi clinica Pineta Grande, a Castel Volturno.

Li ha ordinati il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo minuziose indagini portate avanti dal nucleo investivo dei carabinieri di Caserta. Coinvolti nell’inchiesta anche alcuni amministratori comunali, di tutta evidenza collusi con la proprietà per dare il disco verde ai lavori illegittimi.

Una struttura sorta una ventina d’anni fa in un’area storicamente al centro di scempi ambientali e mostri abusivi, come è capitato con le acrobazie mattonare realizzate dalla dinasty dei fratelli Coppola, un nome una storia, in zona.

E’ ormai consegnato alle storie, infatti, il famigerato Villaggio Coppola, con una vicenda che si è trascinata per decenni tra stop and go, denunce, inchieste e insabbiamenti. E a pochi chilometri di distanza è ubicato anche l’avamposto della Us Navy, nell’area di Gricignano d’Aversa, anch’esso al centro – negli anni passati – di infuocate polemiche.

Poi, l’arrivo del maxi centro sanitario, spesso e volentieri pubblicizzato per alcune cure all’avanguardia. Ma anch’esso non indenne da polemiche soprattutto sotto il profilo dei permessi edilizi.

Adesso il fulmine dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone e protagonista una ventina un mese fa di un’altra inchiesta al calor bianco sull’Interporto di Marcianise (coinvolti, anche lì, i pezzi da novanta del Comune di Marcianise).

Ma eccoci alla vicenda di Pineta Grande, così come viene dettagliata in una lunga nota della procura sammaritana.

“La richiesta cautelare è stata avanzata all’esito di una complessa e articolata attività investigativa, avviata nei mesi di febbraio/marzo del 2018, consistita nell’acquisizione di documentazione presso pubblici uffici, nello svolgimento di attività di intercettazione telefonica e ambientale, nell’audizione di persone informate sui fatti, nell’interrogatorio di coindagati, nello svolgimento di complesse attività peritali nella materia urbanistica-paesaggistica/ambientale e nella materia della programmazione sanitaria”.

“Le complesse risultanze probatorie e investigative hanno fatto emergere come l’ampliamento, in corso di realizzazione, della Casa di Cura Pineta Grande, autorizzato con delibere del Consiglio Comunale e successivi permessi di costruire, si ponga in palese violazione della normativa riguardante la realizzazione o ampliamento di strutture sanitarie”.

Il Comune di Castel Volturno. In apertura la clinica finita sotto accusa.

Alcune cifre significative. “Il consiglio comunale di Castel Volturno autorizzava l’ampliamento volumetrico della struttura, e quindi il passaggio da 150 posti letto a 574 posti, sebbene mancasse la verifica di compatibilità con il fabbisogno sanitario regionale e con la esigenza di localizzazione territoriale e, nel 2015, sul presupposto che Pineta Grande fosse inquadrabile come DEA di I livello sulla base di una programmazione regionale del fabbisogno sanitario del tutto giuridicamente inesistente”.

Qualche dato storico che ci riporta agli anni ruggenti del gruppo Coppola. “L’accordo di programma 2003, stipulato tra Regione Campania, Provincia di Caserta, i Comuni di Castel Volturno, Villa Literno con l’adesione di Consorzio Rinascita e Fontana BLU, prevedeva da parte del medesimo gruppo societario la realizzazione del Centro di eccellenza sanitario per le alte specialità, l’Ospedale Domiziano, il tutto subordinato alla verifica di compatibilità con il fabbisogno sanitario a livello regionale e alla preventiva sottoposizione alla Valutazione Ambientale Strategica. L’accordo di programma prevedeva la realizzazione di tale Centro in altra zona del territorio di Castel Volturno, non soggetto a vincolo paesaggistico”.

“Le deliberazioni consiliari tuttavia consentivano a Pineta Grande di realizzare l’ampliamento, con aumento da 150 posti a 574 posti, sebbene mancasse la verifica di compatibilità con il fabbisogno sanitario”.

Eccoci al fronte delle assunzioni in perfetto stile clientelare: con un consiglio comunale che ha favorito l’assunzione a Pineta Grande di parenti, amici & amici degli amici. “E’ emerso altresì come l’ex sindaco di Castel Volturno avesse contatti diretti con Pineta Grande; e che per assicurarsi un dignitoso futuro personale al termine dell’incarico politico di sindaco, si è attivato per l’istituzione dell’ottava farmacia comunale (è anche il presidente della INCOFARMA, che gestisce le farmacie comunali), prelazionandola, con l’intenzione di aprirla all’interno della struttura sanitaria Pineta Grande”. Ai confini della realtà.

Una strada interna del Villaggio Coppola

Non è finita qui. “Sono emerse illegittimità anche con riferimento agli aspetti paesaggistici, le quali si inseriscono anch’esse in dinamiche collusive instaurate tra lo staff tecnico di Pineta Grande e il Funzionario della Soprintendenza. L’istruttoria svolta per i pareri paesaggistici di competenza della Soprintendenza, ente deputato alla tutela del vincolo imposto sull’area ove ricade l’intervento, è risultata del tutto carente, come emerso dalle consulenze e delle dichiarazioni rese da testi qualificati. L’ampliamento autorizzato, per le sue dimensione e tipologia, unico nella zona, incide sui caratteri esteriori dei luoghi, modificandoli, e altera in maniera significativa le visuali dalla strada Domiziana. E’ una struttura mastodontica per le sue dimensioni, con concentrazione volumetrica assai complessa e rilevante”.

“La estrema disponibilità del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale nei rapporti con Pineta Grande si inserisce in dinamiche di scambio. Il fratello è risultato coinvolto, con incarico remunerato, nella direzione tecnica riguardante l’ampliamento con la funzione di assicurare un immediato collegamento tra Pineta Grande e UTC e fornire in anticipo informazioni sui controlli che venivano disposti a livello comunale. Il genero del Responsabile dell’UTC ha iniziato a collaborare con Pineta Grande, nella qualità di medico, a partire dall’ anno 2017, con remunerazione, per poi essere assunto a tempo indeterminato”

“Sono emerse ulteriori assunzioni a partire dal 2017 in favore di parenti di altri dipendenti

comunali, sia dell’UTC sia dell’Ufficio Sanità. In particolare, nel settembre del 2018 la polizia giudiziaria accertava presso Pineta Grande l’esistenza di circa 40 posti letto sanitari in più rispetto a quelli autorizzati, situazione che ha trovato riscontro anche a seguito delle acquisizioni documentali presso l’ASL che hanno fatto emergere come Pineta Grande negli anni abbia effettuato più ricoveri in regime di accreditamento rispetto ai posti degenza formalmente autorizzati e accreditati e come per alcuni anni abbia fatto risultare ricoveri programmati, ordinari, come disposti dal medico di pronto soccorso, falsificando la documentazione, al fine di poter poi ottenere il rimborso in extra budget sul presupposto che le prestazione urgenti non sono rifiutabili”.

Roba non da poco…

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