ANTIMAFIA / NICOLA MORRA E L’UOVO DI COLOMBO

Condividi questo articolo

Il presidente della Commissione Antimafia e mancato neo ministro nell’esecutivo giallorosso, Nicola Morra, interviene a piedi uniti nel caso di bagarini & biglietti trafficati dalle ‘ndrine allo Stadium di Torino.

Ecco come intende muoversi per arginare il fenomeno.

“La Commissione Antimafia dovrà ampliare il numero di Comitati fin qui costituiti, dedicando attenzione alle infiltrazioni in tutti gli sport, non solo il calcio e il mondo professionistico. Un Comitato ad hoc – precisa – che si occupi solo di infiltrazioni nel mondo sportivo”.

E aggiunge: “E’ altrettanto vero che con il connubio tra sport, spettacolo e tivvù sono aumentati soldi e affari che girano intorno al calcio, e le mafie sono intervenute prepotentemente”.

Un grande Uovo di Colombo, quello scoperto da Morra.

Lo stadio della Juventus. Sopra, Nicola Morra

E’ da trent’anni che si parla di pesantissimi condizionamenti da parte del tifo ultrà sulle società, che devono ogni anno allargare i cordoni della borsa – e non solo attraverso biglietti e abbonamenti – a quelle fasce di tifo ultrà. Che nel corso degli anni – lo sanno anche i bambini – sono sempre più nelle mani sia dei movimenti di estrema destra paranazista (la Forza Nuova di Roberto Fiore storicamente in pole position) che della malavita organizzata. La quale gioca molte delle sue fiche sulle scommesse clandestine, sui traffici di doping e – last but non least – sugli affari con le società di calcio.

Per fare un solo esempio, già ad inizio anni ’90 il numero uno del Calcio Napoli, Corrado Ferlaino, parlò senza peli sulla lingua di forti pressioni da parte del tifo ultrà, e un paio di attacchi incendiari colpirono la sua abitazione.

Va del resto rammentato che la prima vera inchiesta sul calcio-scommesse, organizzato dalla camorra, scoppiò a Napoli a fine anni ’80.

Negli anni seguenti sempre più casi, da Palermo a Roma, soprattutto sponda laziale, per via dei massicci interventi degli ultrà di estrema destra.

A lungo si è discusso di come arginare il fenomeno. Una autentica sceneggiata, con le forze dell’ordine e soprattutto gli inquirenti a lavarsene le mani, fregandosene di sbattere in galera quei protagonisti delle curve ben identificati – da anni – con nomi, cognomi, indirizzi e numeri di cellulare.

E’ Italia delle curve e dei palazzi.

Condividi questo articolo

Lascia un commento