Salvineide. Da Pontida con odio

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Dal prestigioso dizionario Treccani: “canàglia”=insieme di gente malvagia, abietta, disonesta. Riferito a persona singola, birbante, cattivo soggetto. Peggiorativo: canagliàccia.
Nb. Nell’uso comune l’aggettivo corrispondente è “canagliesco”. L’incipit di questa nota, nonostante il significato spregiativo di ‘canaglia’ è un satirico omaggio alla creatività leghista del suo capitano. Proprio così: Salvini  ha individuato i genitori (evidentemente leghisti) di Greta, una bambina di Bibbiano, dove in stato di accusa ci sono esponenti del Pd, e l’ha mostrata al popolo di Pontida, chiamato ad assolvere l’incredibile cavolata della crisi del Papeete. L’ex, ex, ex ministro dell’Interno ha ignobilmente strumentalizzato il grave incidente di percorso del Pd in Emilia con questo velenoso riferimento alla Greta svedese, in lotta per la salvaguardia dell’ambiente: “Mi pare che tra i bambini ci sia anche Greta, questa splendida bimba coi capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma. Mai più bambini rubati alle famiglie. Mai più bimbi rubati alle mamma e i papà. Mai più bimbi come merce”. Calenda: “Che gente siete voi della Lega per usare bambini su un palco? I così detti moderati della Lega Zaia e Giorgietti non hanno nulla da dire su questo sconcio e sugli insulti a Gad Lerner? Tutti a testa china davanti a questo schifo? Siete senza onore”. Selvaggia Lucarelli:   “Salvini un mese fa piagnucolava per gli articoli su suo figlio e la moto d’acqua (“I bambini vanno lasciati fuori dalla politica!”). A Pontida  usa una bambina per scopi politici esibendola davanti alle folle come uno dei suoi tanti gadget, dal rosario alla giacca da poliziotto. (Complimenti pure ai genitori che glie l’hanno consentito) Pena infinita”. A chi aspetta il garante per la privacy a sanzionare questa canagliata?
Che non è la sola: “Massone, straccione, vai a casa, figlio di cento padri (come dire ‘figlio di puttana’), spargi sempre merda su di noi, oggi sei tu che hai la merda, provocatore”. Così i leghisti di Pontida nei confronti di Gad Lerner, opinionista di ‘la Repubblica’, inseguito minacciosamente sul cosiddetto pratone. E nuovo episodio di violenta intolleranza nei confronti di giornalisti non asserviti. Aggredito da militanti del Carroccio il videomaker di “la Repubblica”, Antonio Nasso. Un pugno ha colpito la sua telecamera e ha danneggiato il microfono. Il giornalista stava chiedendo ragione della scritta sul prato “Mattarella mafioso”. I precedenti: Milano Marittima, aggredito il giornalista di Repubblica Lo Muzio; Federica Angeli e Florina Bulfon minacciate dai clan mafiosi di Roma; Paolo Berizzi, da neofascisti; Salvo Palazzolo da boss criminali; Carlo Bonini e Marco Mensurati da gruppi violenti di ultras romanisti. Se questo è il decreto sicurezza…
Il “truce” perde il pelo, ma si  tiene  ben stretto il vizio. Quando Gattuso era il tecnico del Milan, di cui Salvini è fervente tifoso, tanto da essere in “confidenza” con il capo poco raccomandabile degli ultras, si sostituì all’allenatore propinandogli rimproveri e consigli. Ora ci riprova, con Giampaolo, neo tecnico della squadra rossonera: Dopo la sofferta vittoria  con il Verona: “Sarà mica il Milan quello che abbiamo visto. È  la brutta copia di quello dell’anno scorso. Quanti allenatori abbiamo visto negli ultimi anni e quanto sono cambiati i risultati? Zero. Forse il problema sta più in alto, in società. Quando hai un fondo come proprietario… Boban e Maldini erano grandi in campo, non è detto che abbiano successo anche in tribuna. Perché la necessità di riempirsi di stranieri pippe e non di giovani? Stiamo giocando peggio dello scorso anno. Un anno fa abbiamo giocato il derby come favoriti e l’abbiamo presa in quel posto, sabato andremo a San Siro scegliendo se prenderne 3 o 4. Siamo una squadra da metà classifica“,
Un sottofondo di razzismo è cosa frequente nel pianeta del calcio. I Buuu…” indirizzati a giocatori con la pelle nera si sprecano a Verona, in testa alle città intolleranti. Ecco il commento di un opinionista della televisione lombarda diretta da Ravezzani, del giornalista Passirani, sul calciatore nero Lukaku: “Non vedo in Italia un giocatore come lui in nessuna altra squadra. Questi, nell’uno contro uno, ti uccide: se gli vai contro cadi per terra, se hai dieci banane  gliele dai, altrimenti…”.
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