I disonorevoli di Pontida

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Che differenza c’è con i pugni sferrati al giornalista dei Rai 3 da Spada, dell’omonimo clan mafioso di Ostia? Nessuna. Un troglodita di leghista ha insultato un giornalista del quotidiano la Repubblica e ha sferrato un  pugno contro la sua telecamera che riprendeva la manifestazione di Salvini a Pontida. Gli insulti: “Via via, adesso ci incazziamo. Sei un provocatore. Vai fuori dai coglioni”. Nessun dubbio, l’ex, ex, ex, indegno ministro dell’interno, a luci spente sulla festa premierà l’autore dell’aggressione, magari con una candidatura alle prossime elezioni regionali. C’è altro da raccontare sull’assemblea  raduno della Lega Giovani a Pontida. Il deputato (che nessuno lo chiami onorevole) Vito Comencini ha insultato il Presidente della Repubblica e si è reso colpevole di vilipendio. Con immenso sdegno riportiamo l’ingiuria pronunciata (bell’insegnamento per i giovani leghisti!): “Mattarella mi fa schifo”. Andrea Orlando, Pd: “Attacchi vergognosi” e Fiano, dem: “Comenicini sarà chiamato dalla magistratura a rispondere di vilipendio al capo dello Stato”. “A me fai schifo tu” è il commento del senatore dem Davide Faraone “Prima di tutto perché insulti un grande galantuomo qual è Mattarella, poi perché dimostri di non conoscere la Costituzione e le regole democratiche. È una reazione rabbiosa di un cretino fortunatamente cacciato all’opposizione”. Stefano Pedica, Pd: “Basta con queste cialtronerie, il Paese sta finalmente conquistando la fiducia persa con il passato governo e non se ne può più di ascoltare solo offese”. Sensi, dem: “Chiedo a Salvini di prendere immediatamente le distanze dalle sua parole”. La ‘distanza’ dell’ex, ex, ex ministro dell’Interno: “Toni (?) sbagliati, ma la gente si sente tradita. Perché il Pd è al governo? A una persona normale sembra una follia” (Dunque Mattarella non sarebbe una persona normale? ndr)”. Il raduno di Pontida non ha risparmiato il presidente del consiglio Conte, con striscioni offensivi (“Un traditore”, “Uomo di m…a”, “Boia”). Presa di mira perfino Greta, la ragazza svedese che ammonisce il mondo contro l’inquinamento: “Greta vaffan….”. Ancora Comencini: “Dovremo armarci e combattere” (ma non è eversione? Ndr).  Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, sulla barbarie di Comencini: “Preso dall’euforia si è lasciato andare”. (Sic).
In una lettera al giornale amico (Il Fatto Quotidiano) Di Maio, dopo un lungo sproloquio di censura al Pd per l’episodio della governatrice dell’Umbria (ingerenza per favorire un candidato aspirante all’assunzione  nella Asl) si lancia in un accorato appello per evitare che la Regione finisca nelle grinfie della Lega. Nella sostanza: no all’alleanza elettorale con il Pd, sì a una lista civica priva di esponenti dei due partiti. Cioè, non trasliamo pari, pari l’accordo di governo in sede regionale, ma sosteniamo una lista di elevato livello, grazie a uomini e donne della società civile. Proposta ricevibile? Perché no. Zingaretti dice sì.
Renzi secessionista? I bene informati lasciano intendere che l’ex segretario Pd abbia pronta una nuova formazione politica per la Camera e il Senato, di sostegno al governo demostellato. Una sorta di separazione consensuale, che Zingaretti ritiene inopportuna come ogni scissione, specialmente nella fase cruciale di rodaggio dell’accordo di governo.
L’Italia apre i suoi porti ai migranti un secondo dopo aver concordato con alcuni Paesi europei  i criteri di accoglienza. Ovvia la domanda: perché Di Maio e compagni hanno accettato la disumanità di Salvini e  sono stati complici dei respingimenti, di tante morti per mancato soccorso in mare? Era possibile cercare  e trovare, come è stato fatto in questi giorni,  una soluzione a livello europeo, certo da perfezionare con la cancellazione degli accordi di Dublino  e un  progetto globale, già così risolutivo, ma la subordinazione del Movimento a Salvini non l’ha consentito.
Permettete una divagazione pseudo artistica. Visitando mostre di artisti contemporanei, si ritrova la costante dell’esibizione di cosiddette installazioni, oggetti misteriosi che i mercanti, in  combutta con  la genia dei critici di settore, elevano al rango di ‘opere’, valutate anche milioni di dollari. Solo per fare un esempio, la famigerata ‘merda di artista’, di Piero Manzoni, è stata venduta all’asta per 275mila euro. Ora deflagra il caso del water in oro di Cattelan, un altro geniale italiano, che ha prodotto un  esemplare di ‘cesso’ nel metallo prezioso e, di cui i visitatori del museo che lo custodiva, potevano ‘usufruire’ nel tempo massimo di tre minuti: l’oggetto del desiderio è sparito dal Blenheim Palace, in quel di Oxford. Il commento di un noto critico inglese: “Considerato dove si trova sembra di urinare sulla storia del Regno Unito”.
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