Salvineide, ad libidum, che ‘pacchia’

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Decidete voi se è o non è pilatesca la decisione della Corte dei Conti del Lazio che ha indagato l’aspetto contabile dei voli di Stato effettuati da Salvini e collaboratori in abbinamento tra ruolo istituzionale, in quanto ministro dell’Interno e comizi di partito, su e giù in  Italia con  aerei ed elicotteri della Polizia, al suo servizio e non per compiti d’istituto. La corte dei Conti ha chiuso l’inchiesta con la formula del non  procedere  per il danno erariale perché i costi dei voli non sarebbero “palesemente superiori” a quelli dei voli di linea. Strana valutazione: anche se il costo fosse stato maggiore solo di un euro il danno erariale sarebbe avvenuto. Dopo di che la Corte dei Conti ha smistato alla Procura il compito di valutare l’illegittimità dell’uso improprio di aerei ed elicotteri della Polizia per scaracollare il ministro nei suoi giri di partito. (Come non ricordare l’amichevole disponibilità a trastullare il figlio a bordo di una moto d’acqua della polizia?)
Per una valutazione, che preceda il giudizio dei  magistrati, è utile ricordare che i voli di Stato sono consentiti esclusivamente al capo di Stato, ai presidenti di Senato e Camera, ai Presidenti del Consiglio e della Consulta e che i velivoli della polizia  sono riservati a finalità operative che escludono il trasporto delle autorità.
Tale Michele Matrone, rampollo del boss di camorra Francesco, a cui si attribuisce il soprannome di “Franchino ’a belva”, condannato all’ergastolo, si è accreditato come degno figlio di tale padre con la pubblicazione sul suo profilo Facebook di un selfie faccia contro faccia con Salvini e il commento ‘#uncaffèconilmiocaroamicoMatteo. La foto sarebbe stata scattata  in  Emilia Romagna dove Salvini ha tenuto un comizio. Il M5s: “Salvini chiarisca questa foto”. Richiesta appoggiata da Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia e sostenuta così dai grillini:  “Il ministro del più selfie con tutti ci ha abituati ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma se la politica balneare al Papeete poteva farci sorridere, qui invece c’è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell’Interno fino al giuramento del nuovo Esecutivo. Al Sud certe foto possono essere lette dalle mafie come l’apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali”.
Nel Luglio del 2018 il quotidiano La Repubblica aveva pubblicato un altro selfie di Salvini con il boss Annacondia, alias ‘Manomozza’, reo confesso di oltre 50 omicidi.
Ovvio, Salvini nega di sapere con chi aveva accettato di fare il selfie: “Non chiedo la carta d’identità di chi me li chiede”, ma dovrebbe farlo e se non l’ha fatto in questa e altre circostanze analoghe gli è comunque difficile prende distanze postume dai selfie .
In casa Lega: condanna confermata per l’ex tesoriere e attesa per il voto della Giunta parlamentare delle autorizzazioni a procedere nei confronti di Siri, ex sottosegretario leghista ai trasporti, indagato per riciclaggio, molto vicino a Salvini. In sospeso, per  non far mancare nulla all’ex, ex,ex, c’è la trattativa con la Russia che si sospetta dovese finanziare la Lega in cambio di ingenti forniture di gas e ancora l’accusa del tribunale di abuso d’ufficio e sequestro di persona in relazione ai divieti di sbarco dei migranti, la querela per diffamazione di cui dovrà rispondere ai magistrati  per la denuncia dei legali di Carola Rackete, comandante della Sea Watch. L’ex ex, ex, troverà il tempo per nuove ingiurie a Conte e al Pd, agli italiani stufi della sua truce tracotanza?
Requiescat in pace
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