Detto alla romana: “e nun ce vonno stà”

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Lega  e Fratelli d’ Italia declassano la severità dell’aula di Montecitorio e ne insultano la sacralità con urla e insulti da condominio di energumeni, di bettola mal frequentata. Gli strepiti meno oltraggiosi disturbano il finale del  discorso programmatico di Conte con il coro a mille decibel “elezioni, elezioni”, ma è il meno e il presidente Fico deve zittire i facinorosi a più riprese, richiamandoli alla dignità dell’aula. Fuori a rumoreggiare è il popolo di sguaiati intemperanti che stringono d’assedio Salvini per tornare a casa con il cimelio di un selfie da postare su Facebook. Per non smentire la fama di sobillatore, l’autore del più plateale autogol politico ha aizzato quanti sono convenuti davanti a Montecitorio: “Un saluto ai poltronari chiusi nel Palazzo”. La commarella di Fratelli d’Italia non è stata da meno: “Oggi il popolo si ribella alla truffa, ladri di democrazia”. Niente male detto da chi non disdegna la contiguità con i fascisti di Forza Nuova e Casa Pound.
Con questi soggetti è e sarà sempre di più in pericolo la convivenza pacifica assicurata dalla democrazia. È un’ottima ragione per portare a termine l’intera legislatura e lasciare che le destra si logori con l’opposizione di piazza e dimagrisca a vista d’occhio con la dieta di chi il potere non ce l’ha.
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