A stento due a uno sulla Finlandia

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Alle spalle il successo sull’Armenia, dopo novanta minuti tutt’altro che esaltanti, il sesto successo consecutivo consentirebbe a Mancini di dormire sonni tranquilli e proseguire nel sondaggio sulla migliore Italia da opporre alle formazioni che concorreranno al titolo di campione d’Europa. Tutto sta a far valere la differenza tecnica sulla Finlandia, seconda nel girone J, a Tampere, nel Ratinan Stadion, alternativa obbligata dell’Olimpico di Helsinki in restauro. I nostri avversari inseguono l’ambizione della vittoria dopo la bellezza di 100 anni. Ultimo impegno della nazionale il 12 Ottobre con la Grecia, poi il fragile Lichtenstein. Nella formazione azzurra conferma di Chiesa che contro l’Armenia è sembrato giù di tono. Fuori Verratti, squalificato. Non è la prima volta che gli accade. In convalescenza Chiellini, per l’infortunio al crociato del ginocchio, in via di guarigione Insigne. Pellegrini affianca Immobile e Chiesa. Confermato Barella, nonostante la prestazione sotto tono con l’Armenia. Nel match di andata Italia 2, Finlandia 0. Arbitra lo scozzese Madden. Parte a mille la squadra di Kanerva, ma sono fasi di avvio, non significative.
Al sesto infortunio Emerson deve uscire. Non è una buona notizia. Gli subentra Florenzi. L’assenza di Verratti, cerniera determinante tra difesa e attacco si sente e come. Jorginho deve lavorare per due e la regia a centrocampo degli azzurri ne risente.
I finlandesi esercitano un’efficace, alta pressione che rende arduo costruire gioco per Chiesa e Immobile. Niente di spettacolare, poche emozioni nei primi 25 minuti. I nostri avversari sembrano atleticamente una spanna più su degli italiani. Al minuto 27 su una micidiale fiondata di Sensi dai venticinque metri Haradecki risponde con una parata strepitosa. L’Italia alza il baricentro e finalmente preme in modo incisivo sul dispositivo difensivo dei finlandesi. Immobile di testa sfiora il gol, pallone a pochi centimetri dal palo. Si gioca quasi nella metà campo dei nostri avversari, ma il gol non arriva. 36°: lungo lancio di Bonucci per Lorenzi nell’area della Finlandia. Il tiro al volo è troppo centrale, ma ora è quasi solo Italia. Come nei cortili degli oratori, quando si confrontano squadre di diversa caratura tecnica, si gioca a una porta, quella difesa da Haradecki. Al minuto 43 un cannonata di Sensi sfiora il palo della porta finlandese. Ci prova Chiesa, murato, quando è tempo di andare negli spogliatoi per l’intervallo. Gli ultimi secondi sono dei nostri avversari. All’Italia manca solo il gol, forse nove le occasioni sfumate per un niente. Cambi? Vedremo. Belotti o Berardeschi, in attacco, darebbero la concretezza che è mancata, con destra Chiesa. Si riparte. Piove. Inizia il riscaldamento di Belotti e non è il solo. Continua il dominio italiano, ma nei primi 15 minuti nessun pericolo per la porta di Haradecki. La svolta al 59°. Grande cross di Chiesa e Immobile, appostato alla sinistra della porta finlandese, colpisce alla perfezione di testa. Italia in vantaggio, uno a zero. Il centravanti napoletano della Lazio non segnava in nazionale da due anni. I finlandesi reagiscono, ma il loro assetto decisamente difensivo non produce granché. Mancini chiede a gran voce di mettere al sicuro il risultato e rispondono più di altri Sensi e Chiesa. Entra Bernardeschi. Sensi insegue Pukki, lo stende, rigore. Sul dischetto lo stesso Pukki e gol. Uno a uno, quasi da non credere. Imperdonabile l’errore del migliore tra gli azzurri. Entra Belotti per Immobile. Al minuto 78 Vaisinen è colpito dal pallone al braccio, ben stretto al corpo. Rigore ingiusto, senza verifica Var. Jorginho non sbaglia, due a uno per gli azzurri. Rabbia, giustificata dei finlandesi, che provano ad ammortizzare il torto subito e rischiano di peggiorare lo svantaggio. Sei su sei per Mancini, ma il bel gioco dov’è?
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