NAVIGATOR / BUFERA IN CAMPANIA

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Acque tempestose per i navigator della Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di alzare un vero e proprio muro di gomma, barricandosi nel suo palazzo di Santa Lucia, senza rispondere ai 471 incazzati che non trovano risposte né vedono soddisfatte le loro giuste attese di lavoro.

Una vera e proprio catena umana ha cinto il fortino di Santa Lucia, e molti dei manifestanti erano letteralmente incatenati. “Queste catene – è la scritta di uno striscione – sono il simbolo delle vostre politiche illogiche e scelerate di cui siamo ostaggio”.

E’ stato lanciato un appello al neo ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, affinchè sblocchi la situazione e quello sui navigator possa essere il suo primo atto.

Il testo di un altro striscione, “Laureati selezionati disoccupati”.

Rivolti a De Luca sostengono: E’ tempo di firmare la convenzione con l’Anpal e sbloccare i contratti. De Luca non ha più scuse. I navigator campani proseguiranno la loro protesta contro la discriminazione di cui sono vittima”.

Sonia Palmeri

Tre mamme-navigator hanno inviato allo stesso De Luca un lungo messaggio che così si conclude: “Quale futuro vogliamo per i nostri figli? Uno fatto di ingiustizie o uno di cui andare fieri? Come possiamo educare i nostri figli quando nella nostra regione non viene rispettato il diritto al lavoro?”.

L’assessore al Lavoro della Regione, Sonia Palmeri, declina ogni responsabilità: “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, adesso spetta all’Anpal”. Un vero e proprio scaricabarile.

Divampa anche la polemica tra De Luca e il Difensore Civico della Campania, l’avvocato Giuseppe Fortunato, che ha preso carta e penna per mettere in mora la Regione e chiedere con forza che vengano rispettati gli accordi presi per l’assunzione dei navigator. Da ricordare che la figura del Difensore civico è finalizzata alla difesa dei diritti dei cittadini nei confronti degli abusi (e quindi, ad esempio, del mancato rispetto degli accordi) da parte della pubblica amministrazione.

Stizzito il Governatore replica, sostenendo che l’atto inviato è “irricevibile”; che il Difensore civico non ha competenza in materia”; e che “il dott. Fortunato” ha violato le leggi penali, civili e contabili, per cui dovrà risponderne.

Ironizza Fortunato: “Ma sono il difensore civico dell’Andalusia o della Campania? E poi, a quanto pare non si tratta di mozzarelle ma di una delicatissima materia di lavoro e di rapporti di cittadini con la pubblica amministrazione”.

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