GIALLO VASSALLO / 9 ANNI SENZA GIUSTIZIA

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Nove anni senza giustizia per l’assassinio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica.

Anni di ricerche a vanvera, soprattutto le prime indagini girate a vuoto, brancolando in un ventaglio di scenari, dai traffici di droga agli abusi edilizi fino addirittura a pseudo motivi passionali. Come al solito, quando mal s’inizia – per malasorte o per non volontà investigativa – tutto diventa tremendamente più complesso.

E’ la notte del 5 settembre 2010 quando il corpo di Vassallo viene crivellato di colpi. Eccoci subito ad un primo mistero. Quanti colpi? Cinque-sei, viene subito affermato. Mentre man mano, col passare degli anni, il numero incredibilmente aumenta, fino ad attestarsi a quota nove-dieci secondo le ultime dichiarazioni del battagliero fratello, Dario Vassallo, che non parla di omertà da parte dei suoi concittadini ma di paura nel rivelare quello che di certo qualcuno sa.

Un altro giallo sul numero degli assassini. Si è sempre parlato di un solo killer, mentre adesso pare certo che sul luogo dell’agguato vi fossero due killer.

“Erano almeno in due, se non tre quella notte”, sottolinea Dario.

Precisa ancora: “A sparare furono almeno in due. Nove o dieci colpi di pistola, chi fece fuoco sul sindaco probabilmente conosceva la vittima che da qualche anno denunciava il disastro sociale provocato dall’irruzione della droga”.

E poi: “Sono stanco, voglio la verità, credo nella giustizia, ma lo scenario non muta, anzi peggiora”.

Quindi, con amarezza e durezza: “So che fin quando il cammino della giustizia sarà condizionato dai depistaggi istituzionali che pesano come macigni sull’omicidio di mio fratello, la verità non verrà fuori”.

Già, depistaggi istituzionali. Come campeggiano nella strage di via D’Amelio e nel duplice omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Il perché? Nei primi mesi di indagini sono corse non poche voci che riguardavano parenti stretti di un vertice delle forze dell’ordine, il cui nome sarebbe stato nascosto dietro una impenetrabile cortina fumogena. Questioni di droga, due giovani coinvolti (di cui, appunto, un parente eccellente): sarebbe scoppiato uno scandalo fragoroso, quindi tutto a tacere. Una, storia sempre sussurrata, mai venuta a galla anche solo parzialmente, mai scritta.

Verrà fuori?

Fino ad oggi, appunto, indagini a vuoto. La pista di un cocainomane sudamericano, scartata dopo mesi perché c’era un alibi di ferro. Poi altre pistarelle senza capo né coda. E tutto in un clima pesante, per la serie: ma chi ve lo fa fare a tirar fuori quella verità?

 

Nella foto Angelo Vassallo

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