Fuori l’Italia dell’odio. Cartellino rosso

Condividi questo articolo
Per dimensionare i livelli di odio generati dal ‘truce’Salvini è utile citare, tra mille episodi di xenofobia razzista, un passo di questa mattina  dell’intervista a Sky News di tale Sandro Iacometti, di Libero, quotidiano destrorso, in attesa del pre giuramento del nuovo governo. In tema di emigrazione, l’ospite della rete di Murdoch  ha usato il verbo “raccattare” per definire il salvataggio di profughi operato dalle navi Ong. È una di molteplici conferme della frustrazione con cui si esprime la nascita dell’esecutivo giallorosso, con il linguaggio abituale dell’insulto e della volgarità. La web cam di Facebook, usata full time dal ‘ce l’aveva duro’ di Pontida, invade gli schermi delle Tv, in attesa che i media democratici l’oscurino, non sussistendo più un ruolo istituzionale d’ex ex, ex.
A prima mattina, dagli ameni luoghi di montagna, dove si spera che la polizia rifiuti di far montare al figlio dello sloggiato dal Viminale sul  gatto delle nevi al servizio della sicurezza, il video di Salvini, molto prossimo al vilipendio era rivolto al Presidente della Repubblica, con questa irriverente domanda, in riferimento alla squadra di governo: “Non le viene da ridere?” Non c’è da aggiungere nulla a questa irriguardosa sortita. Che la nascita del nuovo esecutivo sia un evento serio, anzi serissimo, lo racconta la borsa, con il segno positivo di chi ha fiducia nella stabilità del nuovo governo e lo conferma la picchiata in basso dello spread, sotto quota 150, che in soldoni significa aver messo nella cassaforte dell’erario due miliardi e mezzo, uno dei quali potrebbe soddisfare la richiesta del neo ministro dell’istruzione “O mi date un miliardo, per sanare la piaga del precariato degli insegnanti, o vado via”) e dotare il dicastero del Mezzogiorno di altrettanti euro per avviare il processo di riequilibrio Nord-Sud.
Salvini: “Pd 1, Lega 0. Lo ammetto vincono loro, ma è per un rigore inesistente concesso dall’arbitro”. Concetto imperfetto, perché il Var ha confermato il fallo da rigore di Salvini.
L’ex ministro dell’interno è indagato per diffamazione aggravata e istigazione a delinquere (22 offese) in seguito alla denuncia presentata a luglio da Carola Rackete, giovane comandante della Sea Watch3. Ricordate gli insulti indecenti di cui fu oggetto dal ministro dell’Interni e dai suoi sudditi? Nelle scorse settimane la Procura di Roma ha proceduto all’iscrizione e ha inviato gli atti a Milano, dove Salvini ha la residenza, per competenza territoriale. Nella denuncia la Rackete ha chiesto il sequestro degli account social di Salvini, che riportavano suoi ‘post’ e ingiurie nei commenti allo sbarco di migranti a Lampedusa.  Dall’ex, ex, ex, per ora nessun commento. Salvini dovrà rispondere senza lo scudo del tribunale dei ministri che negò l’autorizzazione a procedere con la complicità del Movimento 5STelle.
Sulla spocchiosa testa dell’ex, ex,ex, sta per abbattersi anche la scure della Procura che indaga sull’inciucio Lega-Russia.
Nessuno finora, ha spiegato il mistero della cravatta ‘unica’ indossata da  chiunque nei giorni della crisi e della sua soluzione compaia in televisione: politici, giornalisti, politologi, esperti. Tutti con la stessa cravatta  a puntini, di colore diverso, azzurro, blu, rosso, verde, ma assolutamente uguali. Ricco premio a chi svelerà l’arcano.
Le parole ricorrenti del linguaggio sulla crisi politica: TIMING, corrispettivo dell’italianissimo TEMPISTICA; ENDORSEMENT, in italiano GRADIMENTO;  ESTABISHMENT, nella lingua di Dante CHI DETIENE IL POTERE. Perché anglicizzare l’italiano della politica?
Lasciamoli lavorare. Rigettate come fango del perdente le note di Salvini (con annessi travasi di bile) sui nuovi ministri del ‘governino’,: “La De Micheli? Si pensava che non si poteva fare peggio e invece mai dire mai” “Franceschini? È sopravvissuto a tutto e a tutti. Nel futuro governerà anche con la Befana , con Pippo e Pluto”. “Bonafede? Uno che ha partorito una riformina, ma è amico di Conte e quindi…” Eccetera, eccetera, ovvero, la lingua batte dove il dente duole.
Se sarà una bella giornata si capisce dal mattino. Il Tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace per l’ex sindaco  Domenico (Mimmo) Lucano. L’istanza presentata dai legali di Lucano è stata accolta dal presidente del tribunale presieduto da Fulvio Accurso, che ha sanato un  vulnus nato dalla protervia di Salvini, ‘infastidito’ dall’innovativo, solidale modello di accoglienza del sindaco di Riace.
Nessuno finora, ha spiegato il mistero della cravatta ‘unica’, indossata da  chiunque nei giorni della crisi sia comparso in televisione: politici, giornalisti, sociologi, esperti, non solo italiani. Tutti (anche Mattarella e Conte) con la stessa cravatta  a puntini, diversa solo nel colore di fondo: azzurro, blu, rosso, verde, ma assolutamente uguale alle altre. Ricco premio a chi svelerà l’arcano.
Condividi questo articolo

Lascia un commento