Caro Grillo le scrivo…

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Esimio signor Grillo, il suo accorato appello alla ragionevolezza non disgiunta da saggia proiezione sul futuro di un grande, Bel Paese qual è l’Italia, piomba opportunamente sulla complessità, sulla nebulosità (per suoi aspetti sotterranei) e sulla conclamata, perdurante conflittualità nel confronto-scontro M5S-Pd. È chiaro il suo intendimento di spazzare via pregiudizi reciproci, residui mai zittiti di antagonismo patologico, ben oltre la normalità della dialettica politica.
È noto il suo sconcerto per le baruffe che hanno intralciato tempi e modalità del percorso che il presidente Mattarella ha preteso breve e ampiamente condiviso, per  sventare la sciagura del sovranismo razzista
di Salvini e rispondere con la necessaria  determinazione alla domanda di svolta, di cambiamento strutturale che ha motivato il suo sdoppiamento, con l’irruzione nel mondo sconquassato della politica.  È trasparente il monito al Movimento e al Pd perché sugli interessi di parte prevalga la storica opportunità di unire esperienze, energie, reciproche peculiarità per  un governo di lunga prospettiva, risolutore dei mille problemi aperti.
Si è rivolto ai suoi e al Pd, signor Grillo, ha detto di un momento storico da non sprecare, che c’è da riprogettare il mondo e. aggiungiamo noi, con priorità per l’Italia. Ha saggiamente e amaramente ironizzato su scalette, incarichi di governo, sui dieci punti di Di Maio, raddoppiati e chissà, in corso d’opera da triplicare, sui cinque punti di Zingaretti. Che l’appello sia bipartisan è certamente lecito, ma alla sua intelligenza non  sfuggiranno un paio di ragioni per indirizzare specifichi addebiti al capo politico del Movimento da lei a suo tempo nominato. Mediti sugli ultimatum rivolti al Pd, sull’ostinazione a legittimare il passato giallo verde, per esempio la disumanità e in parte l’anticostituzionalità dei decreti sicurezza, il presente di ministri pentastellati che hanno controfirmato in questi giorni la disposizione di Salvini contro il salvataggio di migranti stremati e il loro sbarco. Rifletta sulla prepotente rivendicazione di Di Maio del ruolo di vice premier che blocca la trattativa. Ancora in questa domenica che parte dalla buona volontà dei contraenti di abbattere il muro dell’incomprensione, il suo capo politico torna sulla questione e la giustifica invocando per sé il ‘posto’ di vice premier, pena la perdita di prestigio e di autorevolezza interna al Movimento.
Lei dialoga a distanza con la base del Pd, con i suoi giovani: “…è il vostro momento, basta parlare di posti e di punti”. Il messaggio arriverà anche a Di Maio? Lei non ha nulla da dire al sabotatore Di Battista? Ritiene davvero che il futuro del Paese siano arbitri i pochi iscritti alla piattaforma  Rousseau? E delle voci di dentro su contatti mai spenti di leghisti con grillini nostalgici del disastro gialloverde, niente da dire?
Non si eclissi, singor Grillo, vigili, agevoli l’arduo compito di Conte di approdare in fretta alla storica alleanza chiamata a guidare il Paese nell’immediato e a lungo termine. Risposte con il segno positivo le sono giunti a tambur battente dal Pd. Zingaretti: “Caro Beppe Grillo, mai dire mai nella vita. Cambiamo tutto e rispettiamoci gli uni con gli altri”.
Se permette le chiediamo, magari con una mail personalizzata rivolgersi  a quanti tra i i suoi difendono l’indifendibile sodalizio con la Lega di Salvini. Ricordi loro quello che il “truce” ha detto, fatto o non ha fatto a proposito di migrazione. Ha ‘dato i numeri’ sulla consistenza degli sbarchi: 600, 700, 500 mila (!). Ha citato con errori grossolani Paesi del mondo da cui non sono mai arrivati i profughi, ha millantato le cifre delle espulsioni, che non fosse una bufala, avrebbero richiesto cento anni per diventare realtà, quanti gli sono stati concessi per estinguere il debito con lo Stato dei 49 milioni truffati. Ha bloccato l’ingresso nella acque italiane e gli sbarchi dalle navi Ong che salvano vite umane dalla morte nel Mediterraneo, ma le navi per fortuna sono sempre approdate nei porti “chiusi” e i migranti sono sbarcati. Nell’ospitale Lampedusa, suo malgrado, sono approdati gommoni e barche senza soluzione di continuità. Cosa dice Di Maio dell’autore dei decreti di sicurezza di cui Salvini rispondere alla magistratura per le imputazioni di abuso d’ufficio, sequestro di persona  e al tribunale per la querela di Carola Rackete, volgarmente insultata?
Cordiali saluti.
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