METRONAPOLI / DE MAGISTRIS ACCUSA DI SABOTAGGIO

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I mostruosi disservizi quotidiani della metropolitana di Napoli?

Colpa di un sabotaggio. Ne è convinto il sindaco arancione Luigi de Magistris, che ha appena depositato nella sua vecchia Procura (vi ha lavorato per diversi anni prima di passare a Catanzaro e poi essere eletto come primo cittadino) un esposto-denuncia.

Precisa l’accusa: “L’ipotesi di sabotaggio c’è, e per questo abbiamo presentato un esposto in procura”, sottolineano a palazzo San Giacomo.

Ribattono con durezza i sindacati di Orsa Trasporti, USB e FisaConfail: “Illazioni che rischiano di alimentare ulteriormente l’astio verso i lavoratori, che già subiscono violente aggressioni da parte di una cittadinanza giustamente esasperata”.

Ne sono successe di tutti i colori, nel corso degli ultimi mesi. Ritardi su ritardi, corse cancellate, impianti improvvisamente collassati, treni fermi, caldo asfissiante, un vero e proprio museo degli orrori. Mentre nelle gallerie fanno bella mostra – proprio come in un museo – molteplici opere d’arte contemporanea.

“Ma chissenefrega delle opere d’arte che abbiamo pagato noi un occhio della testa – sbottano alcuni cittadini allo stremo delle forze dopo attese e sudate – chissenefrega se poi il metrò funziona uno schifo come da noi. Chiediamo un servizio che funziona, è puntuale e non ci massacra. Se vogliamo vedere le opere d’arte andiamo al museo!”.

Luigi de Magistris. In apertura folla alla metropolitana di Napoli dopo il quasi quotidiano stop alle corse per guasti o altri disservizi

E’ un coro che sale ormai da anni. Mentre a quanto pare Palazzo San Giacomo se ne frega. Come se ne sono fregate in passato le altre amministrazioni comunali, che hanno avallato ogni passo nei lavori di realizzazione delle ultime linee costate lacrime e sangue.

Non solo un costo gigantesco e ormai incalcolabile, per lavori cominciati addirittura – udite udite – nel 1976, prime ruspe impegnate nel movimento terra quelle dei “ruspanti” clan dei Casalesi, al comando del boss Michele Zagaria.

Poi di tutto e di più. Neanche un progetto iniziale ma solo schizzi di studenti universitari. Quindi i compassi della dinasty dei Lunardi, capeggiata dall’ex ministro del governo Berlusconi.

Quindi le imprese mattonare regine del dopo terremoto, quelle tanto care a ministri e sottosegretari della Dc e del Psi d’un tempo.

Spese a go go, controlli inesistenti e assalto all’ambiente. Come per anni ha denunciato – nel più totale deserto – il geologo Riccardo Caniparoli, capace di mettere allo scoperto tutti i danni ambientali prodotti e i grossi rischi per un sottosuolo fragile quale quello partenopeo.

Come dimostrano le decine di lesioni in chiese ed edifici nel cuore di Napoli e il crollo di un’ala dello storico Palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia. Crollo sul quale è ancora in corso un processo penale che vede alla sbarra imprenditori e colletti bianchi (burocrati di palazzo San Giacomo).

Mentre tutti gli altri procedimenti giudiziari sul “mostro metrò” si sono arenati nelle solite archiviazioni…

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