L’Italia dei matti

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A stringere troppo il nodo della cravatta si rischia il suicidio per asfissia.  Per dimostrare di essere uno che ce l’ha duro, il Salvini in formato giacca e cravatta degli ultimi giorni ha commesso l’errore madornale di presentarsi come un uomo perbene e ha imitato l’eleganza inappuntabile di Mattarella, il nodo perfetto della sua cravatta. Ha stretto il suo fino strangolarsi. Viso cianotico, voce strozzata, ha utilizzato i rantoli da impiccato per tentare la sopravvivenza, minacciata dall’inciampo della mozione di sfiducia del premier Conte e dal proclama, rientrato in extremis di ritiro dei ministri della Lega dall’esecutivo. La presunta furbata gli si è ritorta contro: sconfitto in parlamento il tentativo di elezioni a tambur battente, il ministro dell’Interno deve difendersi da attacchi al corpo e al mento dei suoi antagonisti, della magistratura, dell’opinione pubblica. Ovunque provi ad arringare le piazze, becca urla del genere “Qui non ti vogliamo”, “Traditore”, fischi, cori di ‘Bella ciao’, cartelli, manifesti, striscioni “contro”.

Politicamente rilevante l’ipotesi del finora impronosticabile sodalizio antilega tra Pd e M5s. Del Rio, Pd: “Un governo alla tedesca come Cdu e Spd”.

Il Tar Lazio sferra un cazzotto istituzionale al Viminale. Autorizza l’Ong spagnola a entrare in acque italiane. La ministra Trenta nega al collega dell’Interno la firma per vietare lo sbarco dei 150 migranti salvati dalla Open Arms, Conte lo accusa di slealtà e scorrettezza, Di Battista, interrompe l’anno sabatico di globetrotter nel mondo e  in pausa vacanze lo insulta: Il Ministro del tradimento inizia a dare cenni di pentimento. Forse una serie di ministri leghisti, ai quali aveva promesso scatti di carriera, potere assoluto e mesi di open bar, iniziano a lamentarsi. Fino al 20 agosto vada in vacanza. In cambio del suo silenzio possiamo concedergli di tutto: cocktail, moto d’acqua, passeggiate mattutine al guinzaglio di Berlusconi, ma la faccia finita con questa ridicola telenovela”.

Renzi, signor no, signor sì. Scissione o coesione. Rinnega il proposito di ‘Ognuno per la sua strada’: “In questi anni mi hanno massacrato con colpi sotto alla cintura. Ma quando si fa politica, bisogna mettere l’interesse del Paese al di sopra di tutto. C’è il rischio concreto di una deriva estremista e  non si possono assecondare i sentimenti personale”.

L’inedito Casini, che sorpresa. “Salvini è riuscito con la bacchetta magica a trasformare il king maker, ovvero se stesso, da principe a rospo. Dalla posizione di forza assoluta a quella di debolezza. Isolato, ha cercato di precostituirsi una condizione per tornare al dialogo con i 5 Stelle. Troppo tardi. (sarà vero?). È come quando entri al cinema e hai perso il primo tempo. C’è chi ipotizza che potrebbe addirittura ritirare la mozione di sfiducia a Conte. Se lo facesse finirebbe su ‘Scherzi a parte’”. Possibile un governo tra Pd e 5 Stelle? “Il modo più efficace per creare inedite convergenze è spaventare tutti con l’arroganza. Salvini che vuole imporre al presidente della Repubblica e al Pparlamento elezioni anticipate nei termini e nei tempi ipotizzati da lui, spinge gli opposti a convergere. La pretesa di essere un despota ha spaventato alleati e sinistra. Tra Pd e 5 Stelle le convergenze sembravano impossibili. Ci sono distanze abissali, ma c’erano anche tra grillini e Lega. Vedrete, nascerà una cosa durevole. Salvini ha messo insieme gli opposti. Un prestigiatore”.

Il “ce l’aveva  duro” della valpadana e la crisi  alimentano conflitti extraparlamentari. Twitter è terreno di scontro tra Pierluigi Batista (Corriere della Sera) e Giuliano Ferrara (Il Foglio). S le danno di santa ragione. Battista: “Il Foglio sostiene  il  governicchio di salvezza nazionale, meraviglioso esempio di Paese più ridicolo del mondo”. Ferrara: “Gli editorialisti del Corriere 5 stelle, che si mettono con Salvini, sono uno spettacolo molto triste”. Altre battute al vetriolo: “Salutami Toninelli”, “Ti vedo bene al Papeete”,  “Sei solo un liberale per il Truce”, “Tu con i fasci ci sei addirittura andato al governo”.

Jerome Gautheret, giornalista di ‘Le Monde’ intervista  Renzi e gli fa notare che è aperto il dialogo con i 5Stelle, definito in passato ‘movimento di estrema destra pericoloso per la democrazia e per l’Europa’: “Ha cambiato idea?” “La situazione è cambiata” risponde Renzi. “La Lega persegue una linea di estrema destra, inaccettabile, mentre il M5s sembra aver cambiato orientamento, che prenda le distanze dalla follia di Salvini”.

Questa pazza,pazza Italia delle crisi politiche da ricovero collegiale in case di cura per squinternati. Giravolta di Ferragosto, Salvini pronto a concedere Palazzo Chigi a Di Maio. A nove giorni dall’annunciata sfiducia a Conte, il governo è ancora in piedi e i ministri leghisti al loro posto. Dietro le parole distensive del leader leghista (“il mio telefono è sempre acceso”), l’offerta a Di Maio, premier di un clamoroso rimpasto.

Crisi annunciata e proclamata, attacchi reciproci, ipotesi di alleanze alternative, dichiarazioni ostili e ora l’ennesimo colpo di scena. Una retromarcia clamorosa riporterebbe al governo la maggioranza gialloverde. Ieri, il significativo “Ho il telefono sempre acceso” di Salvini, esplicito invito a Di Maio. Vuoi vedere che la crisi è una fake news inventata dai gialloverdi per ricompattarsi?

Siamo al quadruplo salto mortale, con doppio avvitamento.   

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