‘NDRINE / ARIECCOLE, DALLA LIGURIA ALLA LOMBARDIA

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Adesso tutti alla scoperta delle ‘ndrine al Nord. Capita ormai da tempo ad ogni cambio di stagione, quando è la volta di dissotterrare l’uovo di Colombo oppure di tirar fuori la rituale acqua calda.

Tg Rai del 5 agosto. Tra le news la scoperta di un bel bottino dei calabresi. Un ottimo e abbondante giro d’affari.

Come un giglio candido l’intervistatore chiede all’investigatore viola mammola di spiegare l’operazione. “I clan si stanno radicando”. E perché? “Perchè hanno trovato un terreno fertile”. Un giardiniere sarebbe stato certo più esauriente.

Possono dormire sonni tranquilli per due generazioni, i boss, visto lo spessore investigativo di chi dovrebbe indagare sui loro riciclaggi.

Per la calura ferragostana, la star di Repubblica Massimo Giannini indossa i panni di Sherlock Holmes e scruta pensieroso l’orizzonte lombardo: “Solo in Lombardia operano 30 cosche”. Mumble mumble.

Poi analizza: “I mammasantissima con coppola e lupara, acquartierati nei paeselli della Sila e dell’Aspromonte, sono ormai pura archeologia criminale: il business è tutto a Nord. Lo strapotere economico della mafia calabrese è inattaccabile”.

E, giustamente, s’interroga e interroga: “Ora, senza trasformare Salvini in un’ossessione, la domanda è semplice: invece di andare a caccia di farfalle nel mediterraneo, perché il governo non dichiara guerra alle cosche e non fa tornare a galla il Pil della ‘Ndrangheta?”.

E come mai forze dell’ordine e magistrati sono stati con le mani in mano per un quarto di secolo ad osservare la crescita dei tumori mafiosi lungo tutto il Paese?

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