MEGA APPALTI / NASCE IL SUPER POLO SALINI-CDP

Condividi questo articolo

 In dirittura d’arrivo un copione mattonaro già scritto da mesi. Come quelle trattative per il mercato calciatori – scontate – che però si trascinano stucchevolmente come una telenovela.

Sta per celebrarsi il super matrimonio tra il colosso Salini-Impregilo con la Cassa Depositi e Prestiti. In più c’è il “pacco” regalo di Astaldi, ex star nel firmamento edilizio da anni di difficoltà, e ora “inglobata” nella maxi operazione.

La nuova creatura si chiamerà “Progetto Italia”, con l’intenzione di piazzarsi tra i primi dieci nella hit europea delle costruzioni. La base forte è rappresentata dagli oltre 35 mila dipendenti di Salini-Impregilo sparsi in 50 paesi al mondo, più quelli di Astaldi.

Confortanti i dati di bilancio, che hanno consentito anche il salvataggio di Astaldi: gli ultimi sei mesi hanno fatto segnare per Salini un giro d’affari lievitato di ben 2,7 miliardi di euro.

Così suona le trombe Repubblica. “Progetto Italia arriva al traguardo. Supergruppo Salini-Astaldi-Cdp”.

E poi, nel merito, ecco un passaggio del pezzo firmato da Luca Pagni: “Il cda di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il suo avvallo determinante ieri pomeriggio (il 1° agosto), mentre nella notte si è tenuta una seduta no stop del cda di Impregilo-Salini per firmare gli accordi tra il gruppo romano e la banche”.

Avvallo con due V ? Forse nell’entusiasmo per l’operazione è meglio abbondare con le consonanti.

Prosegue Pagni sul piano tecnico: “Il complesso quadro dell’accordo parte da un aumento di capitale da 225 milioni di Astaldi, riservato a Salini, un aumento di 600 milioni di quest’ultima e un finanziamento di quasi 1 miliardo. L’aumento di Salini è da ripartire tra Salini Costruzioni (50 milioni), CDP (250), le banche (150) e il mercato (150). Il finanziamento è di 200 milioni per le esigenze di cassa di Astaldi, 384 milioni dalle banche e altri 200 milioni per rifinanziare il prestito obbligazionario”.

Una marea di numeri come nelle più accorsate lotterie. Si tradurranno in una stella di prima grandezza a livello europeo capace di gareggiare testa a testa con i colossi continentali?

Pronto anche il team di vertice. Il cda sarà composto da 15 membri, di cui 9 griffati Salini-Impregilo, 5 espressi dalla CDP e 1 dalle banche. Verrà affiancato da un “comitato strategico” di 5 componenti in cui i rapporti sono ribaltati: 3 nominati da CDP e 2 da Salini-Impregilo.

Ancora una volta la Cassa Depositi e Prestiti si dimostra l’asso pigliatutto, ma ben generoso solo con i grossi gruppi (fregandosene delle medie iniziative in cerca di decollo), tanto da confermare un’idea balenata mesi fa: la nuova Iri de noantri, l’Iri gialloverde che fa molto comodo a grillini e leghisti per darsi una riverniciata di “pubblico”.

Sarà in grado Impregilo di dare il meglio di sé, dopo i tanti anni dell’era Romiti e vari progetti per il Ponte sullo Stretto? Riuscirà Astaldi a rinverdire i fasti anni ’80 quando era entrata nel mirino dell’Icla, tanto cara a ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino?

E sorge spontanea una domanda: il Super Polo di mattoni & infrastrutture sarà capace di attrarre nella sua magica orbita altre star ora in forte difficoltà? Come ad esempio l’ex gioiello pubblico Condotte (negli anni ’80 di vacche grasse reginetta di casa Iri sotto la guida dell’andreottiano Franco Nobili) e l’altro gioiello delle coop (sic) rosse, come CMC?

Se son rose fioriranno.

Condividi questo articolo

Lascia un commento