Caro Luciano, a proposito di…

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LETTERA APERTA DI GERARDO MAZZIOTTI A LUCIANO SCATENI

 

Caro Luciano, la mia mente vacilla al pensiero di Salvini premier (oppure di Di Maio, di Renzi, di Speranza, di Grasso, di Zingaretti, di Fratoianni, di Gasparri, della Meloni…) perché mai avrei immaginato che un giorno ci saremmo trovati con una classe politica tanto modesta (e uso un aggettivo generoso per evitare querele per diffamazione). Come ne usciamo? Francamente non lo so. Ma spero tanto che qualcuno lo sappia e agisca.

Come tutti gli italiani anche Ennio Flaiano aveva il diritto di esprimere il proprio pensiero. Però mi riesce inspiegabile come possa aver detto tante cattiverie contro il fascismo nel 1976 dopo essere morto nel 1972. Si vede che i grandi scrittori conservano questo diritto anche nell’al di là.

Poche precisazioni.

“Il fascismo è odiatore di culture”. E come spiega che al fascismo aderirono personalità della statura di Gentile, Marconi (premio Nobel), Mascagni, Pirandello (premio Nobel), D’Annunzio, Marinetti (l’ideatore del Futurismo diffuso in tutto il mondo ed elogiato dal sovietico Vlamidir Majakovskji che lo fece conoscere a Stalin), Carrà, Sironi, Montale (premio Nobel), Malaparte, Palazzeschi, Gadda, Vittorini, Chabod, Cantimori, Paci, Ungaretti, Zavattini, Montanelli, Buzzati, Pratolini, Blasetti, Soldati, Piacentini, Piccinato, Libera… che, negli anni ’30 e ’40, rappresentavano il gotha della scienza, della cultura e dell’arte europea?

“Il fascismo non ha il senso dell’arte”. E come spiega che riconobbe nel cinema non solamente una industria ma anche un’arte e ideò la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia? Una Mostra che, ancora oggi, richiama sul suo red carpet i cineasti di tutto il mondo e assegna alla migliore attrice e al migliore attore la Coppa Volti di Misurata, dal nome del ministro fascista che la ideò.

Per non citare l’Enciclopedia Treccani (gelosamente conservata dall’antisfascismo) e i Littoriali dell’arte e della cultura (vi parteciparono Pietro Ingrao – autore del saggio “ La bonifica delle paludi pontine” e del grido “Duce sei tutti noi”- Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan, Antonio Amendola – il secondogenito del più strenuo oppositore del fascismo, il senatore Giovanni, padre di Giorgio – Renato Guttuso, Paolo Alatri, Mario Alicata, Ruggero Zangrandi – autore de “ Il lungo viaggio attraverso il fascismo” –  Giaime Pintor… che sarebbero dovuti diventare i futuri dirigenti fascisti e che invece diventarono dirigenti comunisti).

“Il fascismo è sempre stupido”. E come spiega che le leggi Bottai sulla tutela del patrimonio storico e artistico e della bellezze naturali sono apprezzate dall’ambientalismo internazionale e sono state inserite nel Testo Unico dei Beni Culturali del 2000 dalla ministra comunista Giovanna Melandri?

“Il fascismo non ama la natura”. E come spiega che istituì nel ’22 e nel 23 i parchi nazionali d’Abruzzo, del Molise del Lazio e il parco nazionale del Gran Paradiso?

“Il fascismo non ha senso religioso”. E come spiega che si devono al fascismo i Patti Lateranensi che nel ’29 sancirono la pace tra la Chiesa e lo Stato italiano dopo le ostilità nate con la breccia di Porta Pia del 1870 e che, per volere del comunista Palmiro Togliatti, sono inserite nell’art. 7 della nostra Costituzione?

E mi fermo qui.

Non senza ricordare uno dei più spiritosi elzeviri di Flaiano “I fascisti (in Italia) si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”.

Un abbraccio

Gerardo (non sono un nostalgico e men che meno un fascista, ma solo uno studioso obbiettivo che ama la verità).

 

Nella foto Gerardo Mazziotti

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