NAPOLI / O MARE NERO, MARE NERO

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Mare sì mare no. Mare nero. E, soprattutto, privato.

Incazzati, i napoletani, per l’acqua che ormai bagna poco e male la città nota per pizza, mandolini e, appunto ‘o mmare.

Il fresco rapporto di Legambiente fotografa una situazione di forte inquinamento e sottolinea un dato: il 77 per cento delle coste campane sono privatizzate, le spiagge libere rappresentano appena il 33 per cento del totale. Ma a Napoli la situazione peggiora drasticamente, con pochissimi lembi lasciati alla libera fruizione dei cittadini.

Abbiamo ricevuto parecchie mail sul tema. Eccone alcuni stralci.

“Gli stabilimenti balneari di Posillipo pagano concessioni ridicole, da 5-6 mila l’euro l’anno e fanno soldi a palate nella stagione estiva, almeno 10 volte tanto. E nessuno rispetta la regola che vale dappertutto, ossia di mantenere uno spazio di spiaggia libera. A Napoli se ne fottono e il diritto alla balneazione pubblica è negato”.

“Si sono fatti belli al Comune con una doccia messa a Mappatella beach, dice che la colpa dei ritardi era di Napoli Servizi, e Napoli Servizi dice che era per le Universiadi. Il solito scaricabarile. Ma la doccia mancava da anni”.

“Da tre anni abbiamo fatto la richiesta di un bagno chimico al Lido delle Monache, che è pubblico e gestito dal Comune. Tre anni fa è venuto l’assessore (ha la delega al Mare, ndr) Daniela Villani e ha promesso di tutto, docce, bagno e sistemazione della scogliera. Ma del bagno non c’è traccia: non costa niente, che ci vuole? E la domenica con due-trecento persone immaginatevi cosa succede”.

“Gli scarichi vanno e vengono. Basta una pioggia e gli scarichi si riempiono ed escono fuori, così dall’alto camminando su via Posillipo ogni 200 metri si vedono delle enormi chiazze a mare. Ma che ci vuole a metterli a posto quegli scarichi?”.

“Stamattina per la prima volta ho visto una motovedetta dell’Arpac, non si vedeva da mesi. Hanno deciso di fare qualche rilevamento dell’acqua, si vede. Ce li faranno sapere i risultati sull’inquinamento?”.

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