RIVIERA DI ULISSE ADDIO, TURISTI IN FUGA PER RAFFICHE DI MULTE DA MONDRAGONE, CELLOLE E MINTURNO

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Sono centinaia di migliaia i turisti e villeggianti che negli ultimi anni hanno dato l’addio a rinomate perle della Costa di Ulisse come Formia, Gaeta, Sperlonga.

Il Rapporto Eures mette nero su bianco i numeri della debacle nel comparto turistico, settore un tempo trainante per l’intera economia pontina. Da 2013 al 2018 si registra infatti un netto tracollo nelle presenze, pari al 26,7%, ed una brusca flessione negli arrivi (-7,7%). Il calo riguarda anche i turisti stranieri nell’ultimo anno (-8,1%) come pure le loro presenze (-4,6%). Un dato ancor più più marcato in rapporto a 4 anni prima (-58,8% nelle presenze e -20,9% negli arrivi di turisti dall’estero). E tutto questo, a danno degli imprenditori turistici locali, che vedono vanificati i loro sforzi, pur avendo investito per creare nuovi posti letto nelle strutture alberghiere (+ 0,6%) e in quelle complementari (+ 3,3).

La fuga del turismo riguarda in particolare il ceto medio, quelle ampie fasce di pendolari, o famiglie con alloggi in zona per tutto l’anno, che sono stati letteralmente bombardati da raffiche di multe per presunte infrazioni al codice della strada. Ad emetterle sono in primis i comuni di Mondragone, Cellole e Minturno, le cui strade sono percorsi obbligati per chi dal sud si sposti in auto avendo come meta le località rivierasche pontine.

Ad accendere gli animi degli automobilisti, che oggi giurano di non percorrere mai più itinerari ricadenti in quei territori comunali, sono state anche notizie di stampa come quella pubblicata dal periodico locale Temporeale sui rinvii a giudizio, nel 2016, del “Maxi processo sugli Autovelox del Comune di Minturno”. Aa finire sotto accusa era stato, fra gli altri, proprio il firmatario di centinaia di multe spedite agli automobilisti, vale a dire il tenente di Polizia Municipale di Minturno Gustavo De Galizio. Secondo i pm avrebbe infatti «firmato falsamente i verbali di accertamento e constatazione di violazioni al Codice della strada, in particolare affermava falsamente di essere in servizio nei giorni e negli orari indicati nei verbali». Senza contare poi la strana “coincidenza” per cui la spedizione dei “pacchi” di contravvenzioni ai malcapitati automobilisti coincideva, sotto il profilo temporale, con lo stato di pre-dissesto dell’amministrazione comunale di Minturno.

Lidi deserti a Gaeta. In apertura un autovelox nel comune di Minturno

Non va meglio a Mondragone, dove, come aveva già documentato la Voce, si prova ancora oggi a rimpinguare le esangui casse comunali, sull’orlo del crack, perseguitando gli automobilisti in transito con minacciose ingiunzioni di pagamento per presunte infrazioni risalenti anche a tre o quattro, se non cinque anni prima.

Le stranezze sono tante. Ad un anziano automobilista partenopeo, che invece di pagare il bollettino allegato si era opposto dinanzi al giudice di pace di Cassino contro un’ingiunzione arrivata a duemila euro, è capitato di trovarsi praticamente solo in udienza, perché il Comune di Minturno, dopo aver minacciato fuoco e fiamme, espropri forzati e quant’altro, non ha ritenuto nemmeno di doversi costituire in giudizio.

E non è ancora finita, perché ci segnalano che è in arrivo una nuova ondata di avvertimenti, ingiunzioni, addirittura cartelle esattoriali per le medesime, presunte infrazioni e sempre dagli stessi comuni di transito obbligato per chi intenda raggiungere le città costiere dell’area pontina. Solo che stavolta a firmare i documenti non è Di Galizio, bensì Antonio Di Nardo. Il quale, pur essendo comandante della Polizia Municipale di Mondragone, provincia di Caserta, sottoscrive anche le ingiunzioni in arrivo da Minturno, che è in provincia di Latina.

Misteri della Riviera di Ulisse, sempre più isolata e sempre più irraggiungibile. Almeno fino a quando non si troverà il modo di “scavalcare” i comuni che fanno cassa con le multe sui turisti. «Ormai – dichiara sconsolata una abitante di Gaeta – tutta l’area è diventata un deserto, le case non si affittano più, le famiglie scelgono la riviera toscana o romagnola». «La costiera pontina – aggiunge la donna, ex commerciante del posto – si conferma però feudo esclusivo dell’indotto camorristico proveniente dalle province di Caserta e di Napoli. Quelli sì, multe o non multe, continuano ad affermare qui la loro stabile presenza, E dell’antica grandeur di queste splendide zone, non è rimasto niente».

L’ultima operazione antimafia è di queste ore: la DDA ha sequestrato beni per milioni di euro  nell’area pontina ad Antonio Passarelli, considerato dagli inquirenti colletto bianco dei Casalesi.

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