PROCIDA / 4 STELLE E BEAUTY FARM PER I FRATI?

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Frati in affari a Procida? Mattone benedetto nell’isola di Arturo?

C’è puzza di bruciato nell’incantato pezzo di terra tante volte descritto da Elsa Morante, alla quale da anni è intitolato un premio letterario.

E non sono nuove, in zona, manovre speculative per accaparrarsi squarci di paradiso per fini privati.

C’è il pericolo che possa succedere qualcosa del genere in un’area fino ad oggi gestita da un’associazione culturale, Vivara onlus, e sulla quale invece si starebbero addensando non pochi interessi: sembra mirati a realizzare un albergo con beauty farm.

Alla redazione della Voce è pervenuta una cospicua documentazione, attraverso cui è possibile ricostruire il complesso iter della vicenda.

Tutto comincia oltre sessant’anni fa, quando nel 1957 un nobile procidana, Matilde Scotto di Pagliara, donò ai domenicani una villa, con il preciso obbligo di destinare i beni e il loro reddito a fini di culto e di religione.

Per molti anni, fino ai 2000, la struttura è stata destinata dai frati della Provincia di San Tommaso all’ospitalità di orfani, che in qualche modo autogestivano, sotto la supervisione dei domenicani della Madonna dell’Arco, le loro vacanze estive.

Dal 2011, poi, la struttura è stata concessa in fitto all’associazione Vivara onlus presieduta dal professor Roberto Gabriele, con un contratto di sei anni più sei.

Il santuario di Madonna dell’Arco. In apertura, Procida

Due anni fa la svolta. A maggio 2017, infatti, è stato presentato al Comune di Procida un “progetto di riqualificazione” della proprietà, dichiaratamente da adibire a ‘Ostello della Gioventù’, firmato dall’architetto Nicola Cinque di Aversa, per incarico ricevuto da padre Alessio Romano, domenicano, priore del Santuario di Madonna dell’Arco.

A conferire l’incarico – stando ad alcune ricostruzioni – anche l’amministratore di una società con sede a Marcianise, Tamarin srl: si tratta di Antonio Crescenzo, che negli atti viene qualificato come “delegato per gli immobili esistenti sull’isola di Procida intestati alla Provincia S. Tommaso d’Aquino in Italia”.

Ma eccoci al miracolo degno del miglior San Gennaro. In soli quattro mesi 4 viene rilasciato, sia dal Comune di Procida che da tutte le autorità competenti, il “permesso a costruire”, prassi che per i comuni mortali richiede – quando fila tutto liscio – tempi immemorabili.

A questo punto la onlus Vivara rappresenta uno scomodo intralcio: va quindi sfrattata.

Secondo i bene informati della zona, lo scopo non è proprio nobilissimo, né va in direzione dei bisogni degli ultimi, come ad esempio gli orfani. E’ invece molto terreno: ovvero la realizzazione di un 4 stelle con decine di camere da letto e annesso centro benessere. E forse, addirittura, una vera e proprio mini clinica estetica!

Cose da mille e una notte.

A quanto pare il rappresentante pro tempore della Vivara, Gabriele, sta cercando in tutti i modi di opporsi, rivolgendosi ad ogni autorità preposta, dai vertici dei domenicani fino a papa Francesco.

Staremo a vedere.

 

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Riceviamo dalla società Tamarin scarl e pubblichiamo.

Spett.le Editore La Voce delle Voci,

Mi sarei aspettato che un organo di informazione prima di pubblicare degli articoli diffamanti e dissacranti basati unicamente su delle voci messe in giro da chi ha interesse a creare attenzione su presunte irregolarità di enti religiosi (che fanno notizia) avesse interpellato le parti interessate, visto che ne conosceva i nomi e cognomi.

La nostra società si occupa da anni di valorizzazione e gestione del patrimonio per enti e privati e da circa 6 anni il sottoscritto è delegato dalla Provincia San Tommaso D’Aquino in Italia alla riqualificazione del loro patrimonio nell’isola di Procida. La struttura in via Marcello Scotti 18 fu donata da “Zia Matilde” (così affettuosamente ricordata dai padri Domenicani) e 4 anni fa, trovandosi in uno stato di decadenza che non ne permetteva più l’uso nemmeno nei periodi estivi, fu proposto in un consiglio dell’ente di provvederne al recupero e riqualificazione destinando dei fondi provenienti dalle vendite a basso prezzo agli inquilini di altri piccoli immobili sempre sull’isola. L’associazione Vivara occupa dal 2011 una piccola parte della struttura con ingresso indipendente dal civico 24 (non l’intero fabbricato) e l’amministratore, il prof. Roberto Gabriele a distanza di circa 8 mesi dall’istallazione del cantiere, è improvvisamente “insorto”, scrivendo un po’ a tutti’ quando il sottoscritto gli ha inviato una richiesta di sopralluogo nei locali condotti in locazione, per una verifica strutturale resasi necessaria dopo la rimozione della vecchia pavimentazione ai piani soprastanti l’associazione che ha portato alla luce delle lesioni ai solai in diverse parti dell’immobile. Nella stessa richiesta invitai il prof. Gabriele a non usare le parti a lui non locate al fine di evitare pericolo alle persone per lo stato degli intonaci e per il materiale da cantiere alloggiato in tutto il giardino.

Il progetto di riqualificazione è stato approvato in tempi giusti unicamente perché prevede il solo restauro e messa in sicurezza dell’immobile con la trasformazione in Ostello della Gioventù e l’unico “abbattimento” previsto è quello delle barriere architettoniche con l’installazione di un impianto elevatore.

Ho più volte personalmente invitato tutti quelli che fanno affermazioni “strane” sulla reale destinazione dell’immobile ad astenersi dal farle e venire a verificare di persona sul cantiere le attività in essere. Purtroppo, il prof. Gabriele dall’invio della richiesta di sopralluogo inviata il 16 di aprile c.a. ci ha impedito di fatto la prosecuzione dei lavori con una serie di scuse ed accuse vari fatte ai Padri, alla nostra società ed addirittura all’ente comunale, e dopo una ulteriore richiesta di appuntamento fatta direttamente dall’ente proprietario ha fissato con lettera PEC il 3 luglio u.s. alle 9,30 come data di accesso dei tecnici e della proprietà all’interno dei locali per la famosa verifica strutturale. Il 3 luglio ci siamo presentati ed il prof. Gabriele non ci ha fatto entrare!! È stata sporta denuncia ai carabinieri nella stessa data.

Non stiamo realizzando nessun Hotel a 4 stelle, né tantomeno una beauty farm o clinica estetica, ma solamente stiamo cercando di recuperare un manufatto che come hanno relazionato in questi giorni al comune i nostri tecnici, necessita di interventi che “… consentiranno di salvaguardare l’integrità del bene architettonico dal punto di vista statico che ad oggi risulta compromesso e di eliminare, nel contempo, le condizioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità.”

Mi fermo qui, riservandomi comunque di depositare querela nei confronti di tutti quelli che hanno e stanno, non so per quale scopo, divulgando notizie diffamatorie sulle reali volontà dei Padri Domenicani e della nostra società con grave danno per l’immagine di entrambi.

Cordiali saluti

Marcianise 12.07.2019

TAMARIN Scarl

Antonio Crescenzo

 

Abbiamo ricevuto una comunicazione del presidente della società Tamarin scarl, Antonio Crescenzo, che pubblichiamo integralmente.

E’ esatto che l’associazione Vivara onlus occupa una parte modesta del palazzo.  

In una missiva inviata alla stessa Vivara, il presidente Crescenzo scrive di “riqualificazione dell’Ostello-Albergo”.

Dal momento che l’autorizzazione numero 139/2019 rilasciata dal Comune di Procida alla Tamarin scarl fa riferimento solo all’Ostello della Gioventù, l’aggiunta della parola “Albergo” fa sorgere qualche interrogativo. Anche perché la normativa regionale in materia di strutture alberghiere è differente rispetto a quella che regola le strutture extra-alberghiere, come appunto un Ostello della Gioventù.

Dalla testimonianza di un procidano si desume, poi, che nelle intenzioni del padre domenicano Alessio Romano ci fosse quella di dar vita ad una sorta di struttura/centro estetico per clienti di un certo livello. (a. c.)

 

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