Siamo tutti  Carola Rackete

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Il ridicolo capitano di breve corso Salvini Matteo si è cacciato con le sue mani in un clamoroso cul-de-sac. Vieterà lo sbarco dei 42 migranti, sequestrerà la Sea Watch, farà comminare una multa di 50mila euro all’Olanda e alla Germania, arresterà il personale di bordo della nave, cioè il capitano, il medico di bordo che ha curato i profughi, i marinai? Sarà disumanità contro umanità. Il peggio per il truce leghista è che da Lampedusa confermano lo sbarco di centinaia di migranti che nessuno ha fermato e tantomeno lui, che infettato dal contatto  con Trump, feroce primatista dell’intolleranza, progetta di alzare un muro lungo i confini italiani con l’est europeo, di dove entrano nel nostro Paese migliaia di profughi, a conferma della fermezza, solo propagandistica, nei confronti della Sea Watch. Qualunque provvedimento poliziesco e giudiziario prenderà il Viminale, sulla capitana Carola e il suo equipaggio convergerà la solidarietà di tutto il mondo dei giusti e da commentatori e  vignettisti Salvini sarà rappresentato come il lupo cattivo sconfitto da cappuccetto rosso, come Golia abbattuto da Davide e seppure per esagerazione iperbolica come il gigante Usa, umiliato dai vietcong. La lezione americana sembra non aver scalfito l’autostima di Salvini di dittatore “ce l’ho duro”. Il muro di Trump ha fatto finora trecento vittime di esuli messicani morti per entrare negli Stati Uniti e l’opinione pubblica contesta il Tycoon, ora sull’onda emotiva per le immagini di migranti affogati nel tentativo di aggirare la barriera d’acciaio al confine con il Messico. Identica contestazione potrebbe toccare alla protervia del Viminale che ha sulla coscienza centinaia di migranti, molti donne, anche incinte e bambini  uccisi dal mare per mancato soccorso.

Siamo tutti Carola, come siamo tutti Mimmo Lucano, come gli uomini e le donne che in varie forme di volontariato  dedicano la loro umanità a chi fugge dalla tragedia di torture, violenze, guerre sanguinose, fame  e povertà estrema. Bellissimo il titolo del Manifesto: “Capitana, mia capitana”, non meno quello di Repubblica: “Forza capitana”, Sarebbe anche auspicabile che la sinistra mettesse in campo tutta la forza della solidarietà operativa per contrastare i proclami polizieschi di Salvini. Per esempio con una catena umana, che in cerchio accolga i 42 migranti e impedisca il loro respingimento sulla nave dove, lo ha dichiarato Carola Rackete, sono arrivati allo stremo di una condizione impossibile. A ben pensarci non è da meno il titolo di questa nota. “Siamo tutti Carola”. Oltre a manifestare solidarietà per il coraggio della Sea Watch  è un invito a un passa parola di chi ha mille motivi per martellare le orecchie d’asino del capoccia del Carroccio che, con evidente e offensiva grossolanità, si è permesso di definire la comandante della Sea Watch, che ha salvato centinaia di vite nel Mare Nostrum,  una “sbruffoncella” fuorilegge che mette a rischio decine di immigrati per un giochino (sic!) ridicolo”. Fossero in vita Totò ed  Eduardo De Filippo risponderebbero rispettivamente con un “ci facci il piacere” e una sonora, prolungata pernacchia.  La “sbruffoncella” è laureata in scienze nautiche alla Jade University, ha conseguito un master in conservazione dell’ambiente all’università inglese di Edge Hill, parla quattro lingue oltre il suo tedesco: spagnolo, francese, russo, inglese. Ha navigato al Polo Nord, poi ad appena 27 anni sulla Arctic Sunrise di Greenpeace e dal 2016 nel Mediterraneo con la Sea Watch. Salvini, “Sbruffoncella”? Non si vergogna?

Bei tipi quelli della ArcelorMittal, padroni dell’Ilva di Bagnoli, dove si continua a morire di tumore e l’inerzia del governo pentaleghista è da ergastolo. Geert Van Poelvoorde: “Se entra in vigore la legge che abolisce l’immunità penale lo stabilimento chiuderà”. Si riferisce alla contestata norma, contenuta nel decreto crescita sulla fine dell’immunità per le società che operano nell’area ex-Ilva e limita l’immunità (sull’attuazione del piano ambientale)  al 6 settembre 2019 per proprietari e amministratori dello stabilimento tarantino. “Il governo continua a dire di non preoccuparci, che troverà una soluzione, ma  finora non c’è niente. Di Maio: “Non accetto ricatti, le soluzioni si trovano”. Mentre azienda e governo  sono rispettivamente impegnati a scongiurare la chiusura dello stabilimento si ha notizia di un altro operaio morto di tumore. Un suo amico: “Fabbrica incompatibile con la vita”.

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