Aria di democrazia

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Non c’è traccia di benvenuto al neo carabiniere Badar del ministro dell’Interno Salvini e la ragione è si intuisce.  Badar,  musulmano praticante e di origini marocchine, ha giurato fedeltà alla Repubblica con altri 396 allievi  a Torino. La bella notizia esalta il postulato della carta costituzionale sulla parità di sesso, etnia, cultura e religione. Di segno opposto la provocazione quotidiana di Marina Nalesso, che sullo sfondo del logo “Dio, Patria Famiglia”, in permanente  evidenza, conduce il Tg2 delle 13, preda della Lega, per sfoggiare una serie  di grossi crocefissi sul rigoglioso petto. Ho denunciato questa provocazione contraria al dettato costituzionale di parità tra tutte le religioni prima che se ne occupassero Michele Serra nella sua rubrica “Amaca” di Repubblica e poi Dagospia. Lei continua imperterrita a esibire crocefissi di ogni materiale e dimensione e si avvale della facoltà di non rispondere a chi l’invita a preservare il suo credo, ma a tenerlo per sé. Basterebbe mettere il simbolo della croce al di sotto della camicetta e Cristo sicuramente non se ne avrebbe a male. Ora che un musulmano è diventato carabiniere si può ipotizzare che a condurre un telegiornale della Rai (uno qualunque tra TG1, Tg2 , Tg3, Tg regionali) sia una brava giornalista di fede islamica e che si ponga davanti alla telecamera con la testa coperta dal velo Hijab: come sarebbe accolta da chi difende la conduttrice del TG2 da crocefisso con una fervente crociata, come fa Mario Giordano, direttore bizoco di la “Verità”?
La deriva della risorgenza in progress del neofascismo sembra che finalmente scuota le coscienza sopita della democrazia, in Europa e in Italia. Nel nostro Paese, per iniziativa dei partigiani dell’ Anpi, si chiede di mettere fuorilegge Casa Pound (ma anche Forza Nuova), covi di estremisti di destra di dove partono gli squadristi per aggressioni sempre più frequenti e violente. Le recenti elezioni europee hanno sventato per fortuna la minaccia di Salvini e alleati della destra di un blitz sovranista al parlamento di Strasburgo. Negli Stati Uniti i sondaggisti danno Trump in calo di consensi, la Turchia elegge l’avversario del despota Erdogan e annuncia il ripristino della democrazia partendo da Instanbul, cuore e cervello del Paese. Dalla Germania (clamoroso balzo in avanti dei verdi alle europee) la notizia del piccolo villaggio tedesco di Ostritz dove si sono radunati i 500 partecipanti al Festival Neonazista “Schild und Schwert” (“Scudo e spada”). Gli abitanti del paesino si sono tassati  e hanno comprato cento casse di birra, tutte quelle in possesso del supermarket locale, per lasciare a secco e boicottare, in una giornata di gran caldo, la festa degli “invasori”.  La polizia, da parte sua, aveva vietato la vendita di alcolici. Il commento di Michael Kretschmer, ministro-presidente della Sassonia: “Quando gli estremisti di destra cercano di definire il quadro con i loro slogan disumani, dobbiamo tutti opporci”.
Al no di Tria, che in caso di rimpasto sarebbe tra i primi esiliati del governo gialloverde per le sue posizioni di economista con la testa sulle spalle, si collega la stroncatura dei minibot di Giorgetti, sottosegretario e braccio destro di Salvini: “C’è ancora chi crede a Borghi (presidente leghista della commissione Bilancio alla Camera)? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti”. La bocciatura fa seguito al no delle istituzioni europee. Salvini, sempre lui, non si arrende e in opposizione all’opinione contraria di economisti d’ogni sponda politica non esclude di poterlo mettere in circolazione in futuro.  Quando capirà l’Italia che rischia di affidare in toto il governo a questo survoltato, megalomane e irresponsabile uomo del Carroccio?
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