“Alunno Matteo, torni a Settembre”

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“Salvini, torni a settembre e si ripresenti al nostro cospetto con l’attestato di frequenza positiva ai corsi di recupero. Ovvero dimostri con prove video di aver completato il condotto del Tap, del Trans Adriatic Pipeline, gasdotto che dovrebbe portare dall’Azerbaijan all’Europa 10 miliardi di metri cubi di gas naturale, a copertura del consumo energetico di sette milioni di famiglie” I compiti per l’estate dettati dagli Usa al vice premier leghista non sono un benevolo suggerimento per colmare vuoti di preparazione, ma l’ordine perentorio del tycoon,  che privo com’è di senso del ridicolo, apre la campagna elettorale con questa simpatica cazzata: “Meglio di me solo il presidente Washington”. Da uno di cotanta carenza cerebrale non ti aspetti argomentazioni eco-politiche sul caso Tap e infatti non ne manifesta. La richiesta di completarlo è un “capriccio” da discolo, un’intenzione vendicativa contro Putin, dominatore delle forniture di gas in Europa, un “dispetto” da guerra fredda. Salvini non può rispondere che “Obbedisco”. Ora il problema è come giustificare questo “obbedisco” a Trump alla Russia di Putin, che sembra abbia favorito la vittoria elettorale dei gialloverdi in  quel fatidico Marzo del 2018. Il povero valpadano, sulla via del ritorno,  ha scansato in extremis l’ira funesta del “miglior presidente Usa con l’eccezione di Washington” che ha inveito contro l’idea geniale di Draghi di svalutare l’euro nei confronti del dollaro con effetti positivi sull’esportazione di prodotti italiani negli Stati Uniti.
Un farneticante incipit apre la campagna per le prossime presidenziali americane. Dal mazzo dell’auto esaltazione di Trump, preceduto dall’obbligatorio e sperticato elogio della signora Melanie, cogliamo il fiore più sgargiante, ovvero questa dislessica dichiarazione: “Immaginate di avere un presidente democratico e un congresso democratico nel 2020. Metterebbero a tacere il vostro diritto alla parola. Userebbero il potere della legge per punire che si oppone. Strapperebbero agli americani i loro diritti costituzionali”. Per capire da quale mistificatore si fa governare l’America basta mettere queste parole in bocca al futuro candidato dei democratici, ma dopo aver sostituito a presidente e congresso democratico, presidente e congresso repubblicano. La dichiarazione suonerebbe così: “Immaginate di avere un presidente  repubblicano e un congresso repubblicano. Metterebbero a tacere il vostro diritto alla parola. Userebbero il potere della legge per punire chi si oppone. Strapperebbero agli americani i loro dritti costituzionali”.
Allora si può! 6 Aprile del 2009, terremoto dell’Aquila,  scossa principale alle ore 3:32, magnitudo  6,3: 309 le vittime, più di 1.600 feriti, danni per oltre 10 miliardi di euro. Costa di Yamagata, Giappone, è di questi giorni la scossa di magnitudo 6.5: 21 feriti lievi, nessun danno grave. La situazione è tornata quasi alla normalità, con la maggior parte dei treni in funzione e l’elettricità ripristinata a migliaia di abitazioni che erano rimaste senza energia. Dov’è la differenza, perché il disastro dell’Aquila e danni lievi in Giappone? Sono tutte  e due terre ballerine,  allora perché? Semplice. Il Giappone ha costruito con avanzati criteri antisismici e sperimentato piani di sicurezza efficaci. Noi no.
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