SALVINI / IL PIU’ TRUMPISTA DEGLI EUROPEI

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Il vicepremier Matteo Salvini a lezioni di trumpismo.

Un viaggio per rassicurare lo storico alleato a stelle e strisce, per genuflettersi al punto giusto e non alimentare gelosie verso il nemico degli yankee, Vladimir Putin.

Il ministro degli Esteri del governo gialloverde, Enzo Moavero Milanesi, a questo punto può anche togliere il disturbo.

Ma vediamo come ha accolto lo Sceriffo di casa nostra uno dei più autorevoli quotidiani, il Washington Post, che pubblica un dettagliato resoconto di Chico Harlan, secondo cui Salvini è quanto di più vicino ci sia, in Europa, a Donald Trump.

Il ministro Enzo Moavero Milanesi. In apertura il presidente Trump con Matteo Salvini

“Salvini – osserva Harlan – tiene raduni itineranti e parla di mettere l’Italia al primo posto. Si scaglia contro i confini aperti e i liberali dal cuore sanguinante. E’ un frenetico utente dei social media che mette in luce casi di criminalità commessi da immigrati per mostrare come il Paese sia minacciato. Ultimamente Salvini ha anche parlato delle sue proposte di riduzione delle tasse come di una ‘cura’ Trump-like per la stagnazione”.

Quello choc fiscale storicamente caro al numero uno della casa Bianca e recentemente issato come bandiera dal leader leghista.

Secondo il redattore del Washington Post, insomma, “il modo migliore per avere buone relazioni con l’amministrazione Trump è quello di essere un po’ come il presidente stesso”.

Il nostro titolare degli Interni, rammenta Harlan, di recente si è mostrato “in piedi davanti ad una libreria con un berretto da ballo ‘Make America Great Again’”.

Le vere ragioni della visita di Salvini negli Usa, secondo le ricostruzioni del Washington Post, tendono da una parte a mostrare che la Lega non è subalterna alla Russia, e dall’altra ad accreditarsi come interlocutore privilegiato in Europa con il governo Usa, almeno finchè Trump governerà il Paese.

Sul viaggio di Salvini negli States lo stesso quotidiano raccoglie il parere dell’ambasciatore Giampiero Massolo, con il governo Renzi a capo dei servizi di intelligence.

“Salvini è un politico pragmatico – nota Massolo – che sa che l’Italia deve mostrare il suo valore aggiunto per affrontare questa amministrazione”.

E scrive il quotidiano: “Sia Trump che Salvini, osserva il diplomatico, non sono preoccupati delle alleanze permanenti. ‘Questi sono tempi di alleanze più occasionali, basate sugli interessi. Non alleanze per il bene delle alleanze. Si devono perseguire interessi comuni, e questi interessi possono anche essere di breve durata”.

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