Nuova puntata del “Serial salvineide”

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Un nuovo attributo per Salvini, da aggiungere a xenofobo, razzista, eccetera, eccetera: “Pericoloso intempestivo”. Informato di un blitz della polizia in corso, usa la notizia per farsi pubblicità, prima che sia conclusa l’operazione  arresti. Alcuni  criminali avvertiti dal ministro si dileguano.  Procure e polizia “ringraziano”. Ora. Eseguita l’autopsia del ladro ucciso a Ivrea, il responso è che il tabaccaio ha sparato  dall’alto e alle spalle, mentre il ladro scappava. L’omicida Il tabaccaio ha mentito. Ha raccontato di aver sparato durante una colluttazione, allo scopo di invocare la  legittima difesa per porsi sotto lo scudo del decreto sicurezza  che ha spinto molti italiani a tenere la pistola a portata di nano, colpo in canna. Il “pericoloso intempestivo” vice premier e ministro dell’interno  Salvini, a caldo, cioè prima di conoscere l’esito dell’autopsia, non ha perso l’occasione per una nuova dimostrazione di faziosa vicinanza a chi ha sparato e ucciso, con una dichiarazione di solidarietà. Non è noto un suo dietrofront. Il tabaccaio, accusato di aver inventato la colluttazione, interrogato in Procura si è rifiutato di rispondere. Per lui, incoraggiati dall’atteggiamento di Salvini, i commercianti hanno organizzato una fiaccolata di solidarietà.

Chi è  Francesco Paolo Arata, finito in manette. È il consulente di Salvini per l’energia. La procura di Palermo gli contesta: “Intestazione fittizia, con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio” per gli affari con Vito Nicastri, ras dell’energia eolica, molto prossimo a chi protegge e finanzia  la latitanza del famigerato Messina Denaro. In arresto anche il figlio di Arata, Vito Nicastri e suo figlio Manlio. Nel frattempo va avanti l’inchiesta della Procura di Roma su Arata e il dimissionato sottosegretario leghista Siri, che avrebbe intascato una tangente di 30mila euro per favorire con un emendamento finanziamenti a Nicastri.  E Salvini? “no comment”, silenzio tombale.

L’ultima di Salvini si deve alla compoiacente intervista di Vespa nel corso di un “Porta a Porta, programma ‘stranamente’ esente dall’andazzo  epuratore dei nuovi padroni della Rai che invece attaccano  qualunque cosa abbia anche un vago sentore di sinistra. Il  vice premier del Carroccio, incoraggiato dal conduttore, ha praticamente  proposto di mettere le mani sui risparmi degli  italiani, con una tassa del 15 percento su quanto i custodiscono nelle cassette di sicurezza delle banche. Non ancora, ma per quanto? Salvini tiene in serbo anche il prelievo coatto sui conti correnti. Il Pd: “Irresponsabile”. Il primo a replicare alla proposta del leader leghista è Luigi Maratti, capogruppo del Partito democratico in commissione Bilancio della Camera: “L’avevamo detto che sarebbero arrivati a toccare i risparmi degli italiani. Certo, non ci aspettavamo così presto”.

Il contestatissimo Massimo Gandolfini, omofobo, promotore del cosiddetto Family Day e portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli, il tizio che finge di ignorare le migliaia di coppie di fatto, è stato condannato dal tribunale di Verona a pagare 40 mila e quattro mesi di reclusione per aver diffamato l’Arcigay. Ogni tanto una buona  notizia, meno male.

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