USTICA / I GENERALI RACCONTANO LA LORO “VERITA’”

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Quasi 40 anni dalla tragedia di Ustica. C’era bisogno, adesso, di prendere a calci le verità storiche – certo non giudiziarie – fino ad oggi faticosamente raggiunte?

No di certo. Ma non la pensano così i due autori di “Ustica, I fatti e le fake news. Cronaca di una storia italiana fra Prima e Seconda Repubblica”, pubblicato da un fantomatico LoGisma editore.

Per fortuna che il pedigree degli autori, soprattutto uno, permette di capire la mission dell’opera: accreditare l’unica pista possibile secondo i due, l’incidente puro e semplice, e screditare le uniche piste praticabili, in pratica ormai una, quella dell’abbattimento del nostro Itavia da parte di un missile francese.

Ecco chi è uno dei due autori, Franco Bonazzi: “E’ stato pilota collaudatore in Aeronautica Militare e nell’industria aeronautica. Primo pilota italiano a volare con l’F-104, è stato membro, in qualità di responsabile italiano, del team incaricato dello sviluppo e qualificazione dell’F-104G. Durante la permanenza in aeronautica ha fatto parte di diverse commissioni d’inchiesta per incidenti aeronautici”.

Poi la ciliegina sulla torta: “Segue la vicenda di Ustica dagli anni ’80 e dal 2000 al 2004 ha fatto parte del Collegio di consulenti tecnici della difesa nel processo contro i generali dell’aeronautica, tenutosi presso la Terza Corte d’Assise di Roma”.

Sorge spontanea, a questo punto, la domanda: ma i generali dell’aeronautica hanno ancora paura che la verità possa venire a galla, a livello giudiziario? Quindi ritengono opportuno mettere le mani avanti e far uscire un libro a loro difesa? Boh.

Allora vuol dire che qualche speranza c’è ancora. Ossia che venga una buona volta battuta la pista emersa in modo lampante, per fare un solo esempio, attraverso uno choccante docufilm di qualche anno fa, prodotto da Canal Plus. In cui veniva dettagliato come un missile, quella tragica notte, sia partito da una portaerei francese che si trovava nelle acque di Ustica.

“La Clemanceau”, denunciò la Voce addirittura nel 1992, intervistando l’allora sottosegretario socialista alla Difesa, il socialista Franco Piro.

Si decideranno una buona volta la politica e poi la magistratura di casa nostra a chiedere le carte e i documenti finali ai francesi?

E gli autori del fresco di stampa che ne pensano delle “fantasmagoriche” ricostruzioni storiche fino ad oggi rimbalzate? Scrivono di “mancanza di scientificità”, “storie ideologizzate”, “analfabetismo”, “storie false”, “fantasiose dietrologie”, “disparate interpretazioni”.

Di tutto e di più.

Ci manca solo il finale: tutti i passeggeri hanno optato per un volo kamikaze.

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