FIFA / IL RIELETTO INFANTINO SUBITO NELLA BUFERA. E PLATINI ACCUSA…

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E’ stato appena rieletto a Parigi come presidente della Fifa e subito gli piomba sulla testa un macigno che più gigantesco non si può.

Il “super moralizzatore” del calcio internazionale, l’avvocato italo elvetico Gianni Infantino, ha infatti ottenuto una reinvestitura plebiscitaria, per acclamazione, alla poltrona di numero uno del calcio mondiale, issando la bandiera della lotta senza quartiere alla corruzione, motivo per il quale era stato detronizzato il suo predecessore, il potentissimo sempre svizzero Sepp Blatter.

 

CORROTTI & MORALIZZATORI

Passano che poche ore dalla rielezione bulgara – candidato unico senza avversari, caso più unico che raro – e sempre a Parigi, alla vigilia della inaugurazione del Campionato mondiale di calcio femminile, viene arrestato il vice presidente Fifa, l’africano Ahmad Ahmad: proprio con la pesante accusa di “corruzione”.

Mette subito le mani avanti il vertice Fifa diramando uno scarno comunicato: “La Fifa non è a conoscenza dei dettagli relativi a questa indagine e pertanto non è in grado di esprimere alcun commento specifico”. E – excusatio non petita – viene precisato immediatamente dopo: “Noi siamo pienamente impegnati a sradicare tutte le forme di corruzione”.

Si è visto.

Ahmad Ahmad. In apertura Michel Platini e a sinistra Gianni Infantino

Un digestivo da novanta, per Infantino, che stava ancora raccogliendo i tappi di champagne per festeggiare la rielezione sulla poltrona più alta della Fifa, su cui era stato fiondato tre anni fa, dopo che una altrettanto pesante inchiesta a carico di Blatter, per corruzione, lo aveva costretto a sloggiare da quell’incarico. Lui, Infantino, arrivava dall’Uefa, dove ricopriva un altro incarico non da poco, quello di segretario generale.

Ma veniamo alle ultime notizie.

Partiamo dal fresco arresto di Ahmed. Nasce come politico e dirigente sportivo in Madagascar, dove una quindicina d’anni fa, nel 2003, diventa presidente della Federazione nazionale di calcio. Ma il decollo è recente. In un sol colpo praticamente diventa numero due della Fifa ed è incoronato presidente della potente CAF, la Confederation Africaine de FootbalI, dove va ad occupare la poltrona su cui sedeva da un trentennio il boss fino a quel momento incontrastato del calcio africano, Issa Haytou. Lo scettro, a quel punto, passa nelle mani del Ahmad, che non va tanto per il sottile sul fronte di onestà & trasparenza.

Sorge ora spontanea la domanda: ma l’incorruttibile Infantino conosceva un minimo l’identikit di Ahmad? L’avvocato italo svizzero senza macchia e senza paura era a conoscenza delle doti del politico e ‘sportivo’ malgascio?

 

LE TRIONFALI PAROLE

Suonano a questo punto non poco ridicole le parole appena pronunciate da Infantino dopo la trionfale acclamazione, che lo ha visto incoronare numero uno del calcio internazionale con la bellezza di 221 voti attribuitigli Congresso mondiale della Fifa a Parigi.

E, soprattutto, alla luce delle altrettanto freschissime dichiarazioni rilasciate dalla sua ‘vittima’ preferita, ‘le Roi’ Michel Platini.

Ma procediamo con ordine.

Nell’intervento post voto, Infantino ha ricordato che sotto la sua presidenza si è registrata una crescita del budget “da 5 a 6,4 miliardi di dollari e delle riserve da 1 a 2,75 miliardi”. Ha poi fissato il suo prossimo obiettivo, ossia il progetto di una Coppa del Mondo per club, a 24 squadre, il sogno di tutti i team di maggior prestigio.

Ha quindi sottolineato come – sotto la sua gestione – “alla Fifa non c’è più spazio per la corruzione. Era un’organizzazione quasi criminale, si è trasformata un un’entità che favorisce lo sviluppo del calcio”.

Appunto.

Seep Blatter

Il riferimento, purtroppo per lui, non è al suo vice Ahmad, ma al predecessore, l’incontrastato re del football internazionale per anni e anni, Sepp Blatter, detronizzato nel 2016 per una storia di corruzione nella cui rete era finito anche l’allora numero due di Blatter, ovvero Michel Platini, il quale ha subìto una pesante squalifica di quasi 4 anni per via di una ‘super consulenza’ da 2 milioni di euro liquidatagli da Blatter.

Infantino, all’epoca dello scandalo, ricopriva la carica di segretario generale dell’Uefa.

Intervistata (prima dell’arresto di Ahmed) da ‘Le Monde’, l’ex stella della Juve spara a zero su Infantino. Ecco i passaggi salienti.

 

TUTTO LE ROI, ACCUSA PER ACCUSA

“Infantino è stato un segretario molto buono all’Uefa, ma mi chiedo una cosa: come può qualcuno che ha vomitato per anni contro la Fifa, tutti i giorni, poi ritrovarsene presidente? Sono quindi rimasto molto sorpreso di vederlo candidarsi per la presidenza”.

“Come è possibile che uno che critica pesantemente il football femminile, in modo sistematico, e non crede nel modo più assoluto che le donne possano giocare a calcio, faccia ora la promozione del Mondiale di calcio femminile?”.

Un Mondiale, ricordiamolo, che comincia proprio il 7 giugno (fino al 7 luglio) in Francia.

Continua il j’accuse di Platini. “Per me Infantino non è credibile come presidente della Fifa, non ha alcuna legittimità per rappresentare il football. Non significa niente che lui abbia estratto a sorte i bussolotti (quelli per comporre i gironi nelle coppe internazionali, ndr) per rappresentare la Fifa”, va giù duro il fantasista d’Oltralpe.

“Non sono mai stato favorevole ad Infantino come presidente. Come segretario Uefa andava bene, è un buon avvocato. Infantino è l’uomo che ha cambiato lo statuto della Fifa, in virtù del quale molti poteri passano al segretario generale. E allora mi chiedo come mai è voluto diventare presidente. Conoscendolo, voleva il suo bonus speciale…”.

E di se stesso Platini rammenta: “150 presidenti di federazioni nazionali volevano che io diventassi il presidente della Fifa, e invece alla fine tre funzionari hanno ordito la congiura contro di me e hanno vinto”.

 

PUGNALATE FATALI

L’ultima volta che Infantino e Platini si sono incontrati è stato a settembre 2016, durante il congresso della Uefa ad Atene. “Avevamo preso lo stesso aereo – ricorda le Roi – mi ha voluto stringere la mano. Perché lo fai? gli ho chiesto”.

“Molte cose sono cambiate alla Fifa da quel momento, è arrivato il tempo degli avvocati di tutte le nazionalità, svizzeri, italiani, tedeschi. Sembra proprio che lì dentro si sia creata una bella famiglia – ironizza il tre volte Pallone d’oro – La mia storia somiglia molto a quella raccontata da Agatha Christie nel suo ’10 piccoli indiani’ (“les dix petite nègres”, dice Platini): da tutte le parti del mondo mi sono arrivate pugnalate alla schiena, affinchè io non diventassi il presidente della Fifa: ma ci sono dei legami tra quei dieci piccoli indiani”.

Il sessantatreenne campione, comunque, è deciso a tornare in campo, quando tra pochi mesi terminerà la squalifica.

Zvonimir Boban

Scrive le Monde: “ad ottobre, alla fine della sospensione, Michel Platini vuol ricominciare a fare qualcosa nel mondo del football, ma ancora non sa cosa”.

E lui: “Non ho alcuna intenzione di rientrare in gioco dopo essere stato messo al bando, per il semplice motivo che non mi sento affatto di essere stato messo al bando. Ma per il mondo ufficiale del football, ora rientro nelle loro grazie”.

Così conclude: “Chissà che adesso qualcuno alla Fifa non tiri fuori una qualche leggina secondo cui chi è stato sospeso per più di tre anni non può più ricoprire una carica… Non mi stupirei più di tanto. Comunque io non dimentico quello che è successo. E chi mi ha fatto del male dovrà pagare”.

Sta gustando Platini in queste ore, dopo le manette ad Ahmed, la sua rivincita nei confronti di Infantino e della sua Fifa?

Infine. Girano insistenti le voci che il braccio destro di Infantino alla Fifa cil quale attualmente ricopre l’importante carica di segretario generale, ossia il croato Zvonimir Boban, stia per far rientro nel suo Milan dove ha giocato per tanti anni.

Ci si è subito chiesti negli ambienti calcistici: “Come mai lascia una poltrona del genere, quella in pratica di vice capo del calcio mondiale, per andare in un Milan tutto da rifare, addirittura come numero tre dopo il plenipotenziario Ivan Gazidis e Paolo Maldini?”.

Ha forse sùbito annusato, alla Fifa, puzza di bruciato?

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