PD / LE CAPRIOLE DI CALENDA E ZINGARETTI

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Se il buongiorno si vede dal mattino, per la “sinistra” che esce dal voto europeo è subito notte fonda.

Dopo le affermazioni del capo leghista secondo cui il vero nemico è il Pd, e le esternazioni zingarettiane stando alle quali l’avversario numero uno è la Lega, ecco le news sul fronte “sinistro”.

Apre le danze il plurivotato ex ministro per lo sviluppo economico del governo Renzi, ossia Carlo Calenda, l’uomo che riflette in bermuda e gabbiani nel resort alpino. “Pronto a fondare un partito alleato del Pd”.

Fondare un partito coi tempi che tirano? Un altro carrozzone, o meglio carrozzina centrista?

Ecco le parole del Vate in un’intervista-confessione a Repubblica dopo la sbornia elettorale da 270 mila voti e passa.

’Siamo Europa’ può diventare un partito. Io sono iscritto al Pd, lavoro con Zingaretti. Il mio movimento dovrebbe rimanere quello che è: il collante di un mondo più ampio della sinistra. Ma se serve sono pronto a trasformarlo in un soggetto politico”.

Serve a chi? Con ogni probabilità a chi vuole scassare le possibilità di costruire un soggetto nuovo a sinistra.

E dare una prospettiva al Paese.

Il piccolo Vate spiega la necessità di una nuova formazione di centro. “Io vedo l’utilità di avere una forza di centro, liberaldemocratica. Sarebbe molto importante costruirla e se nascesse darei sicuramente una mano a mettere insieme tre grandi culture: la sinistra, il cattolicesimo democratico e il liberalismo con un programma comune”.

La sinistra, il cattolicesimo democratico e il liberalismo dentro un “nuovo” contenitore di centro. Da 113.

Imperterrito, il Profeta illustra il modo con il quale può essere allargata l’alleanza nel centrosinistra: “Seguendo lo spirito originario di Siamo Europei. Con una coalizione che abbia una parte liberaldemocratica, il Pd e i Verdi che non possono essere quelli italiani, ma devono diventare una forza che affronta il tema ambientale come tema dello sviluppo”. Chiaro, no?

Il leader possibile per questa nuova creatura pronta a conquistare gli italiani? Così parla il Messia: “”Quel leader è Paolo Gentiloni. Dipende da lui volerlo fare, ma rappresenta la forza tranquilla di cui abbiamo bisogno”. Un Tavor e via.

A questo punto da Nicola Zingaretti, il fresco segretario Pd che canta vittoria dopo aver appena perso 110 mila voti, ti aspetti una risposta coi fiocchi. Una proposta capace di dare un futuro alla sinistra. Un qualche asso nella manica.

E chi ti tira fuori dal cilindro il capo dem? “Zingaretti punta sulla carta Sala”, titola a tutta pagine il Corriere della Sera. E’ lui il candidato premier nel caso di prossimo ritorno al voto, lui il volto nuovo per le speranze e le utopie.

Il capo condominio a Milano, Giuseppe Sala, è dunque il trascinatore capace di incarnare la svolta.

Una “forza” (sic) sicuramente tranquilla.

Un doppio Tavor.

 

Nella foto Carlo Calenda e Nicola Zingaretti

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