Tuona tanto, ma pioverà?

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Una notizia che conforta. Mimmo Lucano, illuminato sindaco di Riace, esiliato ingiustamente, potrà votare nel suo paese. L’auspicio è che ci torni per sempre. E c’è anche di meglio, ovvero, nessuna illusione, ma salutiamo con legittima soddisfazione l’inaspettato successo laburista in Olanda. Tuttavia, considerarlo il prodromo della sconfitta della destra in tutta l’Europa è un vero azzardo.
Teniamoci stretti i segnali di risveglio dell’Italia democratica. Salvini deve ingoiare la bocciatura del Tar, che impone di riaprire il centro accoglienza di Riace. E’ una  clamorosa marcia all’indietro e annulla l’incredibile sospensione comminata all’insegnante di Palermo per la ricerca dei suoi studenti sulle leggi fasciste, paragonate al razzismo del decreto sicurezza. (Striscione di benvenuto degli studenti per Salvini: “La scuola è libera e i balconi pure”. Inaspettata, ma forse l’intenzione covava da tempo, la diffusione capillare, in tutto il Paese, di striscioni anti-Salvini esposti ai balconi o innalzati nei cortei antirazzisti.
Purtroppo non basta e neppure la paura del gialloverdi di  una crisi di governo, che li  spinge a rinviare i decreti famiglia e sicurezza al dopo voto di domenica.  Il peggio per la destra arriva nell’antivigilia elettorale. Il governo grillin-stellato mette le mani nelle tasche dei pensionati, e il raid, su redditi che nulla hanno in comune con  le pensioni d’oro, potrebbe essere un assist prezioso per gli antagonisti dei gialloverdi. Per non farsi mancare nulla si registra il proliferare di episodi di repressione della libertà. Striscioni del tipo “Vattene” vengono rimossi senza motivo dai balconi (una quindicina appesi a balconi e finestre a Cascina, in provincia di  Pisa, con sindaco leghista. Sui lenzuoli bianchi compare quasi sempre la scritta “restiamo umani” firmati con la Z di Zorro, oramai  simbolo della protesta contro Salvini). Ammanettato un anziano che contestava il ministro dell’Interno; a Genova un giornalista di Repubblica, che seguiva per ragioni di lavoro una manifestazione dei neofascisti di Casa Pound, è stato picchiato selvaggiamente dalla polizia, a  Modena si ha notizia dell’intrusione della Digos nel luogo dove si svolgeva una conferenza stampa del Pd. Tutto questo farebbe sperare all’auspicato infierire con picconate al sovranismo, alle  velleità utopiche della Lega di governare l’Europa con un sodalizio di alleati sovranisti,  da contrastare con il voto di domenica. Ma si ridimensioneranno davvero le ambizioni di Salvini? Forse è solo desiderio della democrazia, neppure pio. La sinistra arriva azzoppata al voto di domenica. Ieri sera, la noiosissima rubrica elettorale della Rai, pedante e inadeguata a rappresentare le conseguenze politiche dell’esito pro o contro Europa, ha proposto la fredda esposizione di tre programmi. In studio La Sinistra, Fratelli d’Italia  e Pd. Per capire l’autolesionismo dell’arcipelago di sinistra è stata esemplare la velenosa aggressività al Pd della rappresentante di La Sinistra. Neppure un cenno, al rappresentante di Fratellli d’Italia sul pericolo per la democrazia della contiguità con l’estremismo di Casa Pound e Forza Nuova. Sembra impossibile far capire a quanti contestano il Pd uscendone, che starne fuori è solo una dispersione di energia politica, che le battaglie ideologiche  si fanno dall’interno.
Incredibilmente blando il commento di Di Maio all’aggressione del  giornalista di Repubblica: “Non è il caso di far salire la tensione in questo Paese”. Il Pd (Roberta Pinotti): “Come mai è stato consentito a Casa Pound di chiudere la sua campagna a Genova, medaglia d’oro nella lotta antifascista, mentre al Pd è stato impedito di fare una festa in piazza per l’Europa, dove era prevista la presenza del “facinoroso” Gentiloni? Chi governa ha lasciato intendere in più occasioni, di tollerare organizzazioni che dovrebbero essere messe fuori legge”. E Salvini? Solidarietà con il giornalista, tanto non costa niente: “Ogni volta che ci sono di mezzo i centri sociali c’è casino. Non a caso nel decreto sicurezza bis inaspriamo le pene contro chi scende in piazza mascherato, armato e aggredisce gli operatori delle forze dell’ordine. Vi pare normale scendere in piazza con casco e bastone?” Ma come, i centri sociali? E la marmaglia di picchiatori neofascisti che che urlano   Eia, eia, Alalà”, armati di nodosi bastoni?” . Neppure una parola.
Per la Commissione antimafia sono 5 i candidati alle europee impresentabili: quattro di Forza Italia, compreso Berlusconi, ancora sotto processo per aver corrotto testimoni nei filoni d’inchiesta Ruby ter, uno di Casa Pound. Berlusconi con l’abituale baldanza: “Io impresentabile? Ho preso 200 milioni di voti e altrettanti ne prenderò domenica”.
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