SOLFATARA / CHIUSURA INDAGINI, VERSO IL PROCESSO

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Oltre due anni e mezzo fa la tragedia alla Solfatara di Pozzuoli e adesso stanno per arrivare gli avvisi di conclusione delle indagini che precedono i rinvii a giudizio a carico dei responsabili delle strutture.

Il 22 settembre 2017 venne distrutta un’intera famiglia: il padre Massimiliano Carrer, la moglie e uno dei due figli. Il terzo è sopravvissuto per miracolo. Vennero inghiottiti in una fumarola.

Al lavoro i pm della procura di Napoli Anna Frasca e Giuliana Giuliano, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio.

Al centro delle indagini i presìdi di sicurezza presenti nell’area e le autorizzazioni.

Da brividi i risultati delle perizie, ben sette. I presìdi sono risultati in pratica inesistenti e a quanto pare l’area era addirittura abusiva.

Sottolinea uno dei periti, Claudio Giulio Di Prisco: “Il fenomeno di apertura di cavità sottostanti nell’area della cosiddetta ‘fangaia’ era prevedibile, se solo fossero stati fatti studi sulla valutazione dei rischi”. Ma tali studi non vennero mai effettuati proprio perché l’area era abusiva.

Le ‘fumarole’ che uscivano dal sottosuolo erano composte da idrogeno solforato: che non ha quell’effetto ‘viagra’ come a quanto pare alcune guide turistiche sostenevano, ma provoca un fastidioso effetto irritante. E quando presente in concentrazioni elevate, quell’idrogeno solforato può risultare molto pericoloso per la salute e perfino letale.

A questo punto, fatte e discusse davanti ai pm e agli avvocati le perizie, è arrivato il tempo per l’emissione degli avvisi di chiusura indagini. Dopo di che i rinvii a giudizio.

Forse a tre anni dalla tragedia potrà quindi iniziare il processo di primo grado.

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