STATI UNITI / TRUMP PRO AL QAEDA, ECCO IL J’ACCUSE

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“L’attuale governo degli Stati Uniti sostiene Al Qaeda sul suolo siriano”.

La rivelazione bomba arriva da una fonte più che attendibile, ossia dalla prossima candidata alle primarie democratiche in vista delle presidenziali, Tulsi Gabbard, 44 anni ma già una carriera militare alle spalle come maggiore dell’esercito a stelle e strisce in Iraq, arruolata nel corpo della Guardia Nazionale.

Ecco le sue parole di fuoco nel corso di un’intervista rilanciata dal portale web statunitense “The Intercept”.

“Al Qaeda ha attaccato l’11 settembre gli Stati Uniti, ma quando paesi come la Siria e la Russia parlano della necessità di un’operazione militare contro Al Qaeda nel nordest della Siria, il governo Usa li avverte che se lo fanno li attaccherà. Questa posizione, nei fatti, protegge la base di Al Qaeda a Idlib”.

Scrive The Intercept: “Dopo aver rivelato che Washington finanzia questo gruppo terroristico con i dollari dei suoi contribuenti, la parlamentare statunitense ha anche denunciato le minacce degli States ad Iran, Russia e Siria, come paesi pionieri nella lotta contro i terroristi. In precedenza Gabbard aveva reso pubblico che il presidente Donald Trumpe il suo vice, Mike Pence, sostenevano ‘Al Qaeda e altri gruppi terroristici’ in Siria”.

Ancora. “La deputata ha considerato questa politica dell’amministrazione Trump ‘un tradimento’ del popolo americano, in particolare le vittime degli attacchi dell’11 settembre e dei militari che hanno perso la vita nella lotta contro Al Qaeda. In un video pubblicato lo scorso mese, Gabbard ha definito Trump ‘il fratello maggiore di Al Qaeda e il suo più grande protettore in Siria’ e ha criticato il sostegno fornito dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita, ‘il più grande sponsor’ di questa rete terroristica”.

Alle precedenti presidenziali Gabbard ha sostenuto la candidatura democratica di Bernie Sanders. Membro della Camera dei rappresentanti dal 2013 per lo Stato della Hawaii, originaria delle Samoa Americane, Tulsi ha portato avanti in questi anni alcune battaglie per i diritti sociali e civili: ad esempio per un salario minimo garantito a 15 dollari orari, e per il libero uso a scopo ricreativo (oltre che medico) della cannabis.

 

Nella foto Tulsi Gabbard

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